21 luglio 2008

I due spinosauri di Horner (quello popolare e quello logico)

Abstract: The so-called “Horner’s scavenger hypothesis” has been latched onto in the popular press but has never been a major research focus for Horner. Curiously, based on the arguments Horner uses for his reconstruction of the “scavenger Tyrannosaurus”, also his “superpredator Spinosaurus” would result a scavenger.

Il principio di autorità (ovvero l’accettazione acritica delle parole dell’esperto autorevole) è duro a morire nelle Scienze, nelle quali non dovrebbe mai dimorare. Esso persiste persino nelle affermazioni che non condividiamo, al punto che, pur non accettando tali idee, ma accettando l’autorità di chi le pronuncia, non sentiamo il bisogno di analizzarle logicamente.

Questo post era nato come premio di uno dei precedenti vincitori di “Indovina Chi”. Nell’elaborarne la struttura, tuttavia, ho avuto un’intuizione molto interessante che giustifica la deviazione temporanea dell’argomento.

Parlerò di Spinosaurus aegyptiacus, a modo mio...


Spinosaurus aegyptiacus ce-la-canta sulle sue abitudini alimentari... (play of words). Immagine di Lukas Panzarin.

Partiamo dal lato dell’antropologia dei dinosauri che amo di meno (attenzione, non ho detto che non lo ami per niente, è solo quello che amo meno degli altri... de gustibus non est disputandum): la trasposizione cinematografica dei teropodi. Spinosaurus aegyptiacus è diventato relativamente noto a seguito della sua caricaturale trasposizione in celluloide, in “Jurassic Park III”. Dico caricaturale non tanto perché si è rivelata errata in numerosi dettagli (sia innocenti, come l’aver ricostruito il rostro sulla base dei Baryonychini* non disponendo ancora di un rostro articolato come quello milanese, sia “più gravi”, come alcune posture e proporzioni corporee poco “teropodi”), quanto perché dettata dall’esigenza di portare sullo schermo qualcosa che fosse “più grosso e cattivo” di Tyrannosaurus. Data l’assurdità di tale pretesa, era inevitabile la caduta nel grottesco e nel poco scientifico. Ad accentuare l’effetto grottesco, nello stesso film Tyrannosaurus è ricostruito secondo un’ipotesi esageratamente nota, scientificamente nulla (spiego subito perché) e simpaticamente commerciale, attribuita a Jack Horner. L’ipotesi, arcinota e quasi stancante per la ripetitività meccanica con la quale circola tra i non addetti ai lavori, sostiene che Tyrannosaurus rex sia un saprofago spinto, un teropode specializzato alla pura saprofagia. Questa ipotesi è scientificamente nulla per un motivo semplicissimo: non è mai stata esposta ed argomentata in alcuna pubblicazione scientifica (ovvero soggetta a peer-review) di Jack Horner. Egli la espone in alcuni libri divulgativi e documentari, ma non l’ha mai presa sufficientemente in serietà da degnarla di una vera pubblicazione scientifica. Questo basterebbe a chiudere la questione con il commento: Tyrannosaurus rex saprofago (Horner, opinione personale).

Recentemente, Holtz ha analizzato seriamente la logica sottostante le argomentazioni divulgate (a livello popolare) da Horner, mostrandone gli errori concettuali, le debolezze argomentative e le contraddittorietà a livello dei dati, pertanto, non perderò tempo a ripetere le sue parole.

Quello che invece voglio fare è di analizzare Spinosaurus, il teropode che Horner (in un’intervista relativa a JP III) considera il massimo superpredatore saurischio, usando proprio la sua metodologia logica servita per ipotizzare Tyrannosaurus solo-saprofago.

Il risultato è interessante...

Prima di tutto, sebbene l’Horner dell’intervista su JP III descriva Spinosaurus come se ne conoscessimo l’anatomia degli arti anteriori, io mi limiterò alle prove note, senza fare inferenza filogenetica (ovvero, senza citare le parti anatomiche sconosciute deducendole dall’anatomia di altri spinosauridi**): quindi analizzerò solamente i resti di Spinosaurus noti attualmente, quelli cranici (rostro e dentale) e vertebrali (alcune dorsali e cervicali).

Piccola parentesi: a parte Oliver Rauhut, tutti convengono che le vertebre dorsali con le altissime spine neurali e le ossa craniche appartengano ad un unico animale, Spinosaurus aegyptiacus. Rauhut invece sostiene che tale associazione sia una chimera, e che i resti cranici siano di un Baryonychinae molto derivato, mentre le vertebre siano di un carcharodontosauride molto derivato (il quale probabilmente sarebbe il solo proprietario del nome “Spinosaurus”). Sebbene, finora, solo i resti descritti da Stromer nel 1912 mostrino ossa craniche e vertebre dorsali in associazione, ci fidiamo di ciò e consideriamo Spinosaurus (rostro + vertebre) come un essere naturale e non un artefatto di una scorretta interpretazione. Auguriamoci che presto emergano dati definitivi che ci indichino quale è l’interpretazione corretta.

Tornando ai dati, ecco le uniche due argomentazione dell’ipotesi saprofagica di Horner che possono essere controllate sui resti noti di Spinosaurus. Valutiamole, per vedere se Spinosaurus, non presentandole, sia effettivamente più “predatore” di Tyrannosaurus. Ripeto: Holtz ha discusso ampiamente ognuna delle affermazioni che sto per citare, io mi limito a valutarne l’applicabilità su Spinosaurus, e non valuto in questa sede se esse siano corrette o meno.

Horner dice: “Tyrannosaurus non ha denti compressi lateralmente, bensì espansi: ciò sarebbe incompatibile con la possibilità di lacerare le parti molli delle prede per ucciderle (come, ad esempio, accade con i denti dei carnosauri e dei dromeosauri)”. Dato che i denti di Spinosaurus sono anch’essi non-compressi lateralmente, questo discorso può essere applicato anche a lui. Inoltre, a differenza dei denti di Tyrannosaurus, quelli di Spinosaurus non hanno nemmeno seghettatura, e quindi sono ancora meno “laceranti”.

Horner dice: “Tyrannosaurus si serviva della sua grande taglia per sottrarre le prede uccise da teropodi di taglia minore. Pertanto, è possibile che esso abbia sviluppato il suo cranio così espanso lateralmente per apparire più minaccioso e temibile”. Spinosaurus ha la stessa taglia di Tyrannosaurus (se non più grande), inoltre, presenta un’enorme cresta dorsale che in vita lo faceva apparire molto più grande (e spaventoso) del reale. Pertanto, il ragionamento di Horner è validissimo anche per Spinosaurus.

Come vedete, gli unici due attributi “da saprofago” ipotizzati da Horner in Tyrannosaurus e che possono essere controllati in Spinosaurus ci portano a vedere anche quest’ultimo come un saprofago. Che risultato curioso! Proprio Spinosaurus, che per Horner avrebbe dovuto essere ecologicamente opposto al saprofago Tyrannosaurus, sembra invece essere un altro saprofago... e ciò proprio seguendo la logica di Horner!

Dato che ormai è diventato così facile vedere un saprofago (se lo si vuole vedere), faccio notare che il muso di Spinosaurus, così allungato e stretto, sembra l’ideale per infilarsi nella gabbia toracica di una carcassa per prelevarne le interiora...

Inutile rimarcare che io non condivido minimamente la logica di fondo del metodo horneriano per dedurre l’ecologia di un fossile (né le interpretazioni ecologiche per Tyrannosaurus). Mi sembra che Horner parta attribuendo una particolare ecologia al fossile “inteso” nella sua (presunta) totalità, e da lì interpreti i particolari dell’anatomia in base a tale ingiustificata assunzione a priori. Io parto dall’anatomia dei particolari, ne valuto gli analoghi attuali, e deduco l’ecologia più plausibile che integri le varie parti.

Sono due metodi opposti... ognuno valuti quale sia preferibile.

Nota finale: ho il sospetto che Horner stesso non dia particolare validità all’ipotesi “eu-saprofaga”, altrimenti non si capisce perché non abbia mai pubblicato un articolo scientifico a proposito, bensì l’abbia divulgata solamente in pubblicazioni non soggette a revisione preliminare. Forse la vede solamente come un gioco mentale, un esercizio retorico... il quale però ha avuto un tale successo “polemico” tra gli appassionati da meritare che continui a circolare nonostante la sua debolezza logica ed empirica.

*Di fatto, tra noi Predatori dei Taxa Perduti è consueto il termine “Suchospinus” per indicare lo spinosauro di JP III.

**Curiosamente, molti critici dei metodi filogenetici non si accorgono di usare continuamente, ed inconsciamente, il metodo di inferenza filogenetica per dedurre aspetti anatomici di determinate specie (per le quali non siano noti resti di tali tratti anatomici, ma che sono comunque noti in parenti prossimi). Quando sento alcuni argomentare che Spinosaurus aveva artigli enormi e braccia molto sviluppate, sento un’inferenza filogenetica (gli arti di Spinosaurus sono ignoti)... è buffo che, probabilmente, chi la esprime non ne sia pienamente consapevole.

6 commenti:

  1. E bravo il nostro Cau, ottimo articolo. Sarà perchè adoro gli spinosauridi (e in particolare Spinosaurus aegyptiacus) o perchè odio l'idea di Horner sul Tyrannosaurus esclusivamenete saprofago, ma comunque un gran bel lavoro!!!!!XD

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  2. Gia davvero !! ^_^
    Sono curioso però di leggero cio che Holtz ha detto !
    qualcuno ha more info ?


    domenico

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  3. Una buona sintesi è su:
    http://whenpigsfly-returns.blog
    spot.com/2008/07/
    trouble-with-scavenging.html

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  4. Ciao Andrea: volevo chiederti se la ricostruzione che ho trovato su internet sia realistica o no
    http://iririv.deviantart.com/art/Spinosaurus-aegyptiacus-All-Yestered-350679800
    Ma non sei per forza obbligato a rispondermi, Andrea, sono solo curioso!

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  5. Naturalmente Horner non merita una tirata d'orecchi per come si è comportato. Siamo invece noi appassionati (io non gli ho mai creduto) gli unici a meritare tali tiratine.
    Spero di ricevere una risposta.

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