21 ottobre 2015

Sigilmassasaurus Awakens



Ricostruzione della serie cervicale e dorsale anteriore di Sigilmassasaurus (A) e Baryonyx (B), da Evers et al. (2015). Notare che (A) è un composito di vari individui isolati, mentre (B) è basato su un singolo individuo.


Evers et al. (2015) descrivono nel dettaglio vari resti vertebrali isolati dal Cenomaniano del Marocco, riferibili a Sigilmassasaurus. Gli autori dimostrano che le vertebre cervicali riferite a Sigilmassasaurus e quelle riferite a Spinosaurus maroccanus condividono un carattere presente anche (ma in modo meno sviluppato) in alcune vertebre cervicodorsale della serie articolata di Ichthyovenator, e concludono che le vertebre del tipo “Sigilmassasaurus” e quelle del tipo “Spinosaurus maroccanus” siano riferibili a differenti posizioni di una medesima serie cervico-dorsale di un medesimo taxon di spinosauride. Ovvero, Sigilmassasaurus e Spinosaurus maroccanus sarebbero il medesimo taxon. A questo taxon, gli autori attribuiscono il nome di Sigilmassasaurus, sostenendo che esso sia distinto da Spinosaurus.
A sostegno della distinzione tra Sigilmassasaurus e Spinosaurus, gli autori descrivono altre vertebre dal Cenomaniano del Marocco, anche queste riferibili a Spinosauridae, ma prive delle peculiari morfologie di Sigilmassasaurus. In breve, gli autori dimostrano che, in base alle vertebre cervicali, sono presenti due distinti spinosauridi nel Kem Kem marocchino. Sebbene il secondo morfotipo sia privo di caratteri diagnostici per riferirlo ad un qualche genere o specie già nota, gli autori suggeriscono che esso possa essere materiale di Spinosaurus, confermando quindi la distinzione da Sigilmassasaurus.
Questo studio è molto interessante ed importante per la accesa discussione sulla tassonomia degli spinosauridi del Cenomaniano del Nord Africa. Tuttavia, ritengo che questo studio non sia la soluzione definitiva della diatriba innescata dallo studio di Ibrahim et al. (2014).
Prima di spiegare nel dettaglio le mie motivazioni, una precisazione: io sono stato uno dei revisori di una prima versione dell’articolo di Evers et al. (2015), quindi ero al corrente di questi nuovi resti. Parte delle mie considerazioni in questo post sono quindi tratte dalla mia revisione di quella versione preliminare del lavoro di Evers et al. (2015).
Partiamo dai fatti.

  1. ·      Esistono due morfotipi cervicali spinosauridi nel Kem Kem: uno è il morfotipo “Sigilmassasaurus”, l’altro è “indeterminato”.
  2. ·     Le differenze tra i taxa Spinosaurus maroccanus e Sigilmassasaurus sono ora riferite a variazione delle vertebre lungo il collo e la regione dorsale, non a diverse specie.
  3. ·    Non esiste una serie articolata di Sigilmassasaurus: la ricostruzione della serie cervicodorsale di Sigilmassasaurus è un composito dei veri esemplari riferiti a Sigilmassasaurus sulla base di confronti con Baryonyx e Ichthyovenator.

La nuova diagnosi di Sigilmassasaurus proposta da Evers et al. (2015) è la seguente: (1) Spinosauride di grande taglia con le seguenti autapomorfie: (2) cervicali intermedie con una piattaforma posteroventrale rugosa confluente con la carena ventrale, (3) cervicali intermedie anteriori prive di fossa peduncolare, (4) ridotta laminazione nelle cervicali posteriori e nella prima dorsale, (5) piccola fossa allungata in ambo i lati della base della spina neurale delle cervicali posteriori e della prima dorsale.
Notare che il carattere (1) è presente anche in Spinosaurus, e che i caratteri (3) e (4) sono dovuti ad una riduzione della pneumatizzazione scheletrica, un carattere che è stato considetato come diagnostico di Spinosaurus da Ibrahim et al. (2014). Quindi, questi caratteri non distinguono Sigilmassasaurus da Spinosaurus. Ma, e questo è il punto più debole della diagnosi, dobbiamo ricordare che l’olotipo di Spinosaurus aegyptiacus comprende solo due cervicali anteriori (probabilmente, la terza e quarta cervicale), poco illustrate, e una serie di vertebre dorsali la cui posizione è incerta ma molto probabilmente riferibile alla parte intermedia e posteriore del dorso: siccome i caratteri (2), (3), (4) e (5) riguardano vertebre cervicali intermedie, posteriori e le primissime dorsali, essi non possono essere verificati/smentiti nell’olotipo di Spinosaurus. Pertanto, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile dimostrare che Sigilmassasaurus e Spinosaurus siano distinti, dato che i rispettivi olotipi (e le diagnosi relative) non sono controllabili reciprocamente.
Trovo bizzarro che gli autori usino l’argomento della variazione morfologica lungo la serie cervicodorsale per dimostrare la sinonimia tra Spinosaurus maroccanus e Sigilmassasaurus ma poi omettano di valutare questo stesso argomento per l’eventuale sinonimia tra Sigilmassasaurus e l’olotipo di Spinosaurus aegyptiacus.
Pertanto, sebbene questo studio sia estremamente utile per la nostra conoscenza della variabilità morfologica spinosauride, esso non è ancora sufficiente per risolvere la diatriba sullo status reciproco di Spinosaurus e Sigilmassasaurus (e sulla loro ricostruzione).

Tuttavia, un punto molto importante è portato da questo studio: Evers et al. (2015) dimostrano che nel Kem Kem sono preservati (almeno) due distinti Spinosauridae. Questo risultato, di fatto, falsifica l’ipotesi utilizzata da Ibrahim et al. (2014) per ricostruire Spinosaurus a partire da resti isolati da località nordafricane distinte. Infatti, se esiste più di uno spinosauride nel Kem Kem, non è possibile a priori associare resti spinosauridi isolati e non-sovrapponibili per “completare” una ricostruzione.
Attenzione! Questo fatto è distinto dalla discussione se i resti dell’esemplare descritto da Ibrahim et al. (2014), in particolare le vertebre dorsali in associazione al cinto pelvico e agli arti posteriori, appartengano o meno ad un medesimo individuo.  Anche se quell’esemplare fosse effettivamente un singolo esemplare, tutti gli altri resti marocchini non-sovrapponibili e riferiti a Spinosaurus in quello studio potrebbero ugualmente appartenere a “Sigilmassasaurus” (sensu Evers et al) oppure a “secondo morfotipo” (sensu Evers et al.), il quale non necessariamente potrebbe essere Spinosaurus aegyptiacus. Ad esempio, allo stato attuale delle conoscenze, il rostro di spinosauride conservato a Milano potrebbe appartenere ugualmente a Sigilmassasaurus (sensu Evers et al.) oppure all’altro morfotipo cervicale. Perciò, se esistono due distinti spinosauridi nel Kem Kem, non abbiamo alcun criterio per riferire parti isolate di Spinosauridae al medesimo taxon del nuovo esemplare di Ibrahim et al. (2014), qualunque sia la specie di questo ultimo.
Infine, se esistono due spinosauridi nel Kem Kem, lo stesso argomento potrebbe essere valido per l’associazione originaria di Stromer, in Egitto, e questo solleva la domanda se, effettivamente, “Spinosaurus B” sia una specie distinta da Spinosaurus aegyptiacus

Conclusioni
La cautela mi spinge a rigettare la ricostruzione composita di Ibrahim et al. (2014), ovvero l’associazione dei resti del “neotipo” (la cui validità come singolo esemplare può comunque restare valida) assieme a resti isolati che potrebbero appartenere all’altro morfotipo (qualunque esso sia). Ci tengo qui a precisare che io non ho alcuna obiezione a priori verso la associazione dei resti vertebrali e appendicolari di Ibrahim et al. (2014), sebbene sia scettico sulla ricostruzione “quadrupede”.
La distinzione tra Sigilmassasaurus e Spinosaurus non è stata dimostrata in modo univoco. Ciò che sappiamo è che esistono due spinosauridi nel Kem Kem: questi due taxa sono Sigilmassasaurus e Spinosaurus (come implicitamente concludono Evers et al.), oppure Spinosaurus (comprendente Sigilmassasaurus?) ed un nuovo taxon? Da ciò deriva anche questa domanda: Spinosaurus aegyptiacus è presente in Marocco?
La mia proposta attuale è di limitare il nome “Spinosaurus aegyptiacus” all’esemplare originario di Stromer, in attesa di nuovi resti che permettano di confrontare le varie morfologie marocchine con quelle egiziane. Tutti i resti marocchini sono riferibili a Spinosauridae indeterminati, in attesa di ulteriori informazioni. Sigilmassasaurus potrebbe essere una forma distinta, ma soltanto la scoperta di esemplari inequivocabilmente riferibili a Spinosaurus e conservanti le cervicali posteriori e le prime dorsali permetterà di stabilire se questi due taxa siano sinonimi oppure distinti, e se effettivamente il secondo morfotipo marocchino sia la medesima specie egiziana (o un suo parente più stretto rispetto al morfotipo “Sigilmassasaurus”).


Bibliografia:
Ibrahim N. et al. 2014. Semiaquatic adaptations in a giant predatory dinosaur. Science 345: 1613-1616.
Stromer, E. 1934. Ergebnisse der Forschungsreisen Prof. E. Stromers in den Wüsten Ägyptens. II. Wirbeltier-Reste der Baharije-Stufe (unterstes Cenoman). 13. Dinosauria. Abhandlungen der Bayerischen Akademie der Wissenschaften, Mathematisch-naturwissenschaftliche Abteilung n.f., 22: 1–79.

1 commento:

  1. Thanks for summary. Hopefully more remains come to light - ecologically will be interesting to see if the two species live together or partition space across the landscape. Especially in light of a new giant croc that Sereno has uncovered.

    RispondiElimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -