06 settembre 2015

Il più grande theropode australiano e l'origine dei Megaraptoridae (Rapator returns?)

Ricostruzione del Megaraptoridae da Lightning Ridge (by Julius Csotonyi)


Finalmente, dopo una gestazione di più di 9 mesi, è stato pubblicato uno studio del quale sono tra gli autori, assieme a Phil Bell, Federico Fanti e Elisabeth Smith (Bell et al. 2015). In questo studio, che è il mio primo articolo su materiale australiano, descriviamo alcuni resti provenienti da una miniera di opale da Lightning Ridge, famosa località fossilifera australiana, della metà del Cretacico, dalla quale proviene anche l'enigmatico Rapator ornitholestoides.
I lettori storici del blog ricorderanno che io fui tra i primi a ipotizzare che l'unico esemplare noto di Rapator (un primo metacarpale) fosse riferibile a Megaraptora. La scoperta di un'ulna di Megaraptoridae, in livelli coevi a quelli di Rapator, e sopratutto di Australovenator (risalente a livelli più recenti di circa 10-12 milioni di anni rispetto a Rapator) ha mostrato che i megaraptoridi furono una componente significativa della fauna cretacica australiana, generalmente avara di resti diagnostici di dinosauri. Inoltre, un pube isolato, sempre dall'Australia e di età comparabile a Rapator, interpretato come appartenente ad un tyrannosauroide basale, potrebbe effettivamente appartenere ad un megaraptoride, dato che questo clade mostra numerose affinità con Tyrannosauroidea, e potrebbe quindi essere una linea gondwaniana dei tyrannosauroidi (un ipotesi che io ritengo ben supportata). Tutte queste intriganti ipotesi e suggestioni si arricchiscono ora di questo nuovo esemplare, che, per quanto frammentario, è comunque il secondo theropode australiano, dopo Australovenator, ad essere basato su più di un singolo osso.
I resti provengono da un medesimo scavo, sono di dimensioni comparabili tra loro e non mostrano sovrapposizione (“doppioni”): tutto concorre quindi a ritenere i resti come appartenenti al medesimo individuo. Questa interpretazione è sostenuta anche dalla presenza in buona parte delle ossa di sinapomorfie di Megaraptoridae. I resti includono la parte prossimale di un'ulna, frammenti di ungueali, parte dell'ileo, un frammento di fibula e sopratutto un terzo metatarsale quasi completo. Sebbene i resti siano scarsi, la cresta laterale dell'ulna, la compressione dell'ungueale, la proporzione gracile del terzo metatarsale e la forma della sua faccetta prossimale, sono tutti caratteri che caratterizzano i megaraptoridi.
Sebbene la combinazione di caratteri permetta potenzialmente di diagnosticarlo rispetto agli altri megaraptoridi, il sospetto che questo esemplare appartenga allo stesso taxon del metacarpale olotipico di Rapator induce a non istituire un nuovo taxon. Confrontato con il terzo metatarsale dell'olotipo di Australovenator, il nuovo megaraptoride è circa il 10% più grande: con una lunghezza stimata sui 6-7 metri, è il theropode più grande scoperto finora in Australia.

Nel nostro studio, abbiamo utilizzato metodi di analisi filogenetica integranti il dato morfologico e stratigrafico tramite inferenza Bayesiana, per costruire una filogenesi dei megaraptoridi calibrata nel tempo geologico. Siccome la posizione di Megaraptora in Tetanurae è controversa (collocati alternativamente come allosauroidi o come tyrannosauroidi), abbiamo testato due scenari: uno con Megaraptora in Allosauroidea, l'altro con Megaraptora in Tyrannosauroidea. A questo punto, abbiamo utilizzato queste due filogenesi alternative per testare differenti ipotesi paleo-geografiche. In breve, abbiamo stimato la probabile area geografica di origine dei megaraptoridi in base ai dati noti attualmente. I due scenari, pur divergendo nella collocazione filogenetica di Megaraptora, producono modelli simili. In ambo le filogenesi, Megaraptora ha un'origine eurasiatica alla fine del Giurassico, quando si separa dagli altri theropodi. Inoltre, i modelli suggeriscono che il più recente antenato comune dei Megaraptoridae (nota bene: Megaraptoridae è un sottoclade di Megaraptora) sia vissuto intorno a 130-120 milioni di anni fa in Australia. Pertanto, le nostre analisi suggeriscono che l'Australia sia il luogo di origine dei Megaraptoridae, e che i megaraptoridi siano quindi il primo clade di theropodi endemico dell'Australia. I megaraptoridi sudamericani (come lo stesso Megaraptor) sarebbero quindi degli emigranti australiani: questa ipotesi implica che, in futuro, si scoprano megaraptoridi in Antartide (tappa obbligata per andare dall'Australia al Sudamerica a metà del Cretacico) in livelli intermedi tra l'età di Rapator e quella di Megaraptor. Questo scenario è piuttosto inusuale, dato che, generalmente, l'Australia viene considerata (più per un pregiudizio “laurasiacentrico” che per veri argomenti evoluzionistici) come un “rifugio per relitti”, un "Mondo Perduto" per gruppi quasi estinti ed evolutisi altrove, e non un luogo di origine di cladi che poi si disperdono altrove.
La speranza è che futuri resti da Lightning Ridge possano mostrare se il theropode che abbiamo descritto sia effettivamente un secondo esemplare di Rapator oppure una nuova specie di megaraptoride.


Bibliografia:
Bell P.B., Cau A., Fanti F., Smith E. 2015 - A large-clawed theropod (Dinosauria: Tetanurae) from the Lower Cretaceous of Australia and the Gondwanan origin of megaraptorid theropods
Gondwana Research doi: 10.1016/j.gr.2015.08.004.

5 commenti:

  1. I don't know if it is the translation but very funny "refuge for wrecks"!! Interesting biogeographical hypothesis.... I think I recall Australia has been suggested as a place of origin for other lineages of dinosaurs unique from the thrust of "laurasiacentrico".

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  2. Complimenti vivivssimi!

    Forza Gondwana...

    Valerio P.

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  3. P.S.
    Il rischio di creare un doppione dando un nome a questi resti immagino fosse formidabile, anche perché in potenza potrebbero essere, se ho capito bene, parte dell'individuo che funge da olotipo di _Rapator_ .
    Però non istituire un taxon non tende a rendere la scoperta meno "d'impatto" e a confinarla in un ambito disciplinare "periferico" anche negli studi dei teropodi?

    Cioè, mi potresti spiegare meglio le vostre scelte proprio in questa scelta di non istituire nuovi taxon con i nuovi resti.

    Certo incrociamo le dita e speriamo tutti in un individuo sovrapponibile sia alle ossa analizzate da von Heune, sia a quelle del tuo gruppo.

    PPS
    Non male continuare uno studio di Von Heune... ti confronti con il vertice.

    Valerio P.

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  4. Inizialmente avevamo proposto un nome ed una diagnosi per il theropode. No, non menzionerò quel nome, dato che è comunque solo una parola associata a nulla. In fase di revisione ci è stato suggerito di non creare un potenziale sinonimo junior di Rapator.
    Speriamo di trovare altri esemplari, eventualmente con associato il primo metacarpale e il terzo metatarsale così da avere la conferma eventuale che siano o no lo stesso taxon.

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  5. Tantissimi complimenti a tutti!

    Loana

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