04 ottobre 2011

I prossimi dinosauri italiani...

Se qualcuno nell'ambito paleontologico 30 anni fa avesse affermato che in Italia esistevano fossili di dinosauro mesozoico, sarebbe stato deriso o perlomeno scarsamente considerato.
Oggi, abbiamo almeno 3 siti a dinosauri mesozoici: Pietraroia, in Campania; il Triestino, presso il confine con la Slovenia; e Saltrio, nel nord della Lombardia. Un quarto, più dubbio, è nel palermitano, in Sicilia (dato che potrebbe conservare uno pterosauro e non un dinosauro). Qualcuno potrebbe notare che, comunque, due su tre di quelli sicuri sono prossimi al confine con altri stati, quasi a rimarcare che l'Italia non è molto fornita nel suo territorio di siti a dinosauri. In realtà, proprio confrontando la versione ufficiale dei dinosauri italici di 30 anni fa (ovvero: zero) con l'attuale (almeno 3), c'è da essere ottimisti per il futuro dei dinosauri italiani.
L'ideale in questa Italia poco ideale sarebbe che la comunità accademica, quella con fondi e risorse, si impegnasse a valorizzare i siti noti: è ovvio che altri esemplari sono presenti e attendono solo di essere estratti. Questo è particolarmente vero a Saltrio, dove è noto un grande theropode (e quindi sono probabili le sue prede) e in Friuli (dove esemplari multipli di uno stesso taxon hadrosauroide sono noti).
Ma altrove? Ha senso ipotizzare altri luoghi in Italia dove possono essere presenti dinosauri?
Voglio azzardare due previsioni: Calabria e Sardegna. Queste due regioni, infatti, sono le uniche (a parte i margini settentrionali dell'arco alpino) ad essere di origine Laurasiatica. Nel Mesozoico, la Sardegna (con la Corsica) e la Calabria erano assemblate al sud della Francia. In seguito, questo blocco si staccò dirigendosi a sud. Infine, la separazione di Sardegna e Calabria generò il mar Tirreno. Dato che il sud della Francia è ricco di dinosauri (in particolare del Cretacico Superiore), perché non ipotizzare che si rinvengano anche in Sardegna e Calabria?
Il tempo saprà dirmi se ho ragione o torto.

Piccola nota personale: se avessi ragione, sarebbe davvero un curioso regalo del destino, dato che Calabria e Sardegna sono le mie due regioni d'origine...

26 commenti:

  1. Bé, e in Puglia no? Tanto calcare cretaceo, anche abbastanza fine, impronte già trovate ad Altamura...

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    1. Io avrei un idea di come trovare fossili di dinosauro.
      non saprei........ SEGUIRE LE IMPRONTE, NO?!?!?!?!?

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  2. In genere, i siti favorevoli alla fossilizzazione delle impronte non lo sono per le ossa. Per questo ho omesso la Puglia, nonostante la ricca icnofauna. Ovviamente, può darsi che un giorno si trovino siti pugliesi con ossa.

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  3. Gianluca Lentini4/10/11 15:07

    Ciao Andrea, sono Gianluca e seguo sempre con attenzione il tuo blog. Grazie per i tuoi contributi sempre molto interessanti, e grazie in particolare per quello di oggi; perdona la domanda da profano (sono geofisico, e per i grandi vertebrati del Mesozoico ho una passione profonda ma amatoriale): è prevista o in preparazione una descrizione del cosiddetto "Saltriosaurus"? Oppure è già avvenuta e me la sono persa?

    Grazie mille.

    GL

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  4. So che i resti del theropode da Saltrio saranno in futuro studiati da Cristiano Dal Sasso (Museo di Storia Naturale di Milano) .

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  5. Gianluca Lentini4/10/11 15:11

    Grazie.

    GL

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  6. Tethyshadros insularis è certamente uno degli Adrosauroidi più completi e spettacolari mai rinvenuti in Europa. E' lecito aspettarsi prima o poi il rinvenimento di teropodi con un grado di conservazione simile, provenienti dal Villaggio del Pescatore? Di che tipo di teropodi potrebbe trattarsi? Dromeosauridi? Neovenatoridi? Abelisauridi, O perchè no, Tyrannosauroidi?

    Andrea Ubayy

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  7. Ho fatto lo stesso pensiero più volte. A priori non si pu dire nulla, tuttavia, basandosi sui coevi theropodi europei, possiamo aspettarci dromaeosauridi e abelisauridi.

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    1. Io a volte mi immagino un tirannosauro alto 1,80 m, lungo 6 e del peso di 0,5 tonnellate che caccia Tethyshadros insularis, e che deve competere con uno spinosauridae dotato di denti simili a quelli del giganotosaurus. Ma le mie sono solo ipotesi.

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    2. Più che ipotesi, sono fantasie.

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    3. "Più che ipotesi, sono fantasie."
      Sono le stesse parole che avrebbero detto gli scienziati alle persone riguardo la possibilità di trovare dinosauri in Italia
      Scusa il pessimo italiano.

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    4. Antonio, non c'è niente di male a fantasticare, ma un'ipotesi è un'altra cosa dall'inventare tyrannosauri e spinosauri e piazzarli dove ti pare: presuppone che tu abbia dei dati a sostegno della tua idea. Una fantasia invece è un'invenzione slegata dalla realtà. Siccome non ci sono motivi per ipotizzare tyrannosauri nani e spinosauridi con denti da carcharodontosauride coesistenti in Italia, la tua idea è una fantasia e non è un'ipotesi. Quando avrai delle motivazioni scientifiche diventerà un'ipotesi.

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    5. Capito. Scusami, non volevo affatto offenderti.
      P.S
      Sempre parlando di fantasticare:
      secondo te in Italia ci sono probabilità di trovare ossa di sauropodi?
      P.S.S
      Io parlo come comasco: che fossili sono stati trovati (anche solo nelle vicinanze) a Como? A me come "fossile" basta anche conchiglie fossili!

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    6. Nessuno si è offeso.
      Sì, è possibile che in giorno si trovino ossa di sauropode.
      A 25-30 km da Como ci sono Besano e Saltrio, dove sono stati trovati rettili come il Basanosaurus e il "saltriosauro".

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  8. Ma siamo sicuri che gli iconositi non possono MAI diventare siti per reperti ossei?
    Cioè i processi di fossilizzazione delle orme sono SEMPRE opposti a quelli di fossilizzazione delle ossa?
    Martin Lockley sosteneva di no, anzi lo definiva un luogo comune e una leggenda paleontologica, anche se il suo libro è del 1996.

    Molti giacimenti stranieri, infatti, sono anche iconositi, e viceversa.

    Inoltre le orme fossili, per quanto diverse da un osso o da una piuma (per esempio sono quasi inutili in un'analisi cladistica), sono fossili e permettono di fare teorie predittive.

    Considerate le orme importanti e aspettandosi di trovare anche fossili ossei nei medesimi giacimenti e/o nelle arenarie coeve circostanti i siti italiani "candidati" si moltiplicano: Altamura, Rovereto/Lavini di Marco, Mezzocorona, Lerici, Monte Palmetto (la prima pista scoperta), Monti Pisani (impronta singola, scoperta addirittura nel 1941), Esperia, Sezze, Alta Val Cellina/Casera Casavento, Gargano (soprattutto attorno a Vieste), ... e sicuramente nè ho dimenticato qualcuno.
    (In più nei Grigioni tra la zona di lingua italiana e qualle di lingua romancia c'è un bel iconosito triassico).

    C'è tutta Italia, nord, sud, centro (mancano solo le isole), c'è tutto il mesozoico eccetto il giurassico medio-superiore.

    Anzi forse il fatto che c'è ne siano così tante, invece di portare la paleontologia italiana a valorizzare l'iconologia (e con Lombardi avevamo uno scienziato specialista di tutto rispetto), l'ha marginalizzata rispetto alle 3 specie di cui possiamo studiare lo scheletro.

    Detto questo mi sa che il vero problema sia la mancanza di scavi organizzati, luoghi come Cene, Monte San Giorgio o Osteno (nessuno dei tre da "dinosauro"- anche se forse un giorno a Osteno...-, ma tutti e tre di importanza mondiale) sono oggi abbandonati.
    Ancora pochi anni fa, almeno, a Monte San Giorgio qualcuno un po' scavava.

    Insomma non possiamo vivere nella speranza che tra gli operai delle cave ci siano persone oneste, che chiamano la sprintendenza (per altro assai impreparata quando si tratta di paleontologia)quando trovano qualcosa di strano.

    Oppure far conto sull'appassionato, che si imbatte in un'orma o in un osso, un dente e lo riconsoce, tendendoselo magari sul comodino per anni prima di chiamare un professionista.

    Occorerrebbero finanziamenti, ricercatori, volontari, campagne di scavo, istituzioni museali o scientifiche interessate a lavorare 365 giorni l'anno.

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  9. Non mi sono firmato, sorry,
    Valerio

    P.S.
    Uno trova quello che cerca, la maggior parte dei paleontologi italiani che "scavano" (e ci sono, non vorrei aver dato un'impressione sbagliata dello stato della vostra disciplina in Italia) non mi sembrano particolarmente interessati ai dinosauri; quindi se cercano pesci triassici o mammiferi del miocene troveranno pesci triassici e mammiferi del miocene.

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  10. Ma speriamo. Cavolo in Sardegna ci sono parecchie formazioni 'papabili' alla base del Giurassico, a metà Cretaceo e nel Cretaceo superiore. Mi sembra quasi 'stonato' non sia stato trovato ancora nulla... o se è stato trovato non è da escludere che il tutto sia andato volontariamente distrutto da cavatori senza scrupoli o privato alla scienza da 'raccoglioni' di fossili. Per ora gli unici rettili mesozoici sono alcuni denti di rettili marini del Giurassico. Incrociamo le dita.

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  11. Valerio, io ho scritto: "In genere, i siti favorevoli alla fossilizzazione delle impronte non lo sono per le ossa.", non ho detto "mai". Gli ambienti deposizionali idonei alle orme e quelli idonei alle ossa solo in parte sono identici. Ad esempio, le piattaforme carbonatiche dove troviamo la maggioranza delle orme italiane sono poco ideonei a preservare ossa di grandi vertebrati.

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  12. ei, Valerio , non cominciamo a farci la guerra tra di noi :) un qualsiasi sito aperto vale la pena qua in Italia...che sia di mammiferi o pesci o dinosauri o ominidi o altro...
    è che non cè coordinazione tra le discipline, mi fa ridere, la disciplina è una sola...
    finchè ci saranno gare interne alla paleontologia vorrà dire che non saremo progrediti.
    e il passo successivo dovrà essere il dialogo con l'archeologia.
    e quello successivo con tutta la cultura.
    ma io sarò sicuramente morto, mi toccherà figliare...e in ogni caso non lo saprò mai!!!!

    Troco

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  13. @Troco se ti ho dato l'impressione di essere aggressivo verso chi non si occupa di dinosauri mi scuso con te e con tutti gli altri lettori del blog.
    Anzi io amo tutta la paleontologia, sopratutto i tetrapodi, ma ho raccolto e catalogato ammoniti da quando ero bambino e comprendo l'importanza dei microfossili.

    Semmai mi spiace che il grande pubblico resti affascinato solo dai teropodi; in Italia abbiamo un patrimonio eccellente di mammiferi cenozoici, si pensi solo alle forme insulari o ai cetacei toscani. Mi spiace molto che il grande pubblico non lo trovi interessante e sarei il primo a gioire se venisse valorizzato.

    Quello che intendevo è che non si fanno molte campagne di scavo in Italia, ed ancor meno se ne fanno per cercare tetrapodi terrestri mesozoici, Della Vecchia è stato lasciato troppo solo.
    Quindi non si trovano dinosauri non tanto perché non ci siano, quanto perché si cercano poco.

    Inoltre vi è anche un probelma politico, lo stato italiano è abbastanza organizzato per proteggere il proprio patrimonio archeologico (sebbene si stiano perdendo colpi anche lì), ma non ha alcun tipo di organizzazione per tutelare il patrimonio paleontologico, non esistono persone pagate per fare il giro delle cave e dei cantieri di movimentazione delle rocce sedimentarie e controllare che non vengano distrutti tesori, mentre invece la soprintendenza vigila su moltissimi cantieri, appena sospetta che potrebbe esserci di mezzo una necropoli etrusca.

    @Cau, ok, troppo preso dalla foga retorica.

    Valerio

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  14. la mia non era una critica, ho solo preso la palla al balzo per il mio solito sermone, in realtà non hai detto nulla di sbagliato, anzi...
    soprattutto per l'archeologia hai ragione, conosco alcuni che stanno "sovra" diciamo ed è proprio come dici tu: paleontologia zero.
    so benissimo che non si va a cercare fossili a caso, ma si sa cosa cercare in anticipo.
    e quindi qulacuno deve pur cercare i dinosauri.
    e non vorrei dare l'impressione che io non ami tali animali (sebbene solo un paleontologo possa dire di amarli veramente)
    anzi, mi scuso io con te e con cau se batto sempre lo stesso chiodo, prendetela pure come l'obiezione della persona media, che non sono del tutto, ma che esaspero nella parte che possiedo.

    Troco

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  15. Troco, se ti scusi com me mi offendo...

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  16. "Saltriosaurus" dev'essere un teropode di eccezionale interesse, mi spiace solo che i lavori per descriverlo vadano per le lunghe perchè mi piacerebbe saperne di più. Considerandone solo l'età, le probabili dimensioni e le affinità filogenetiche, che credo non ci sia bisogno di elencare su questo blog, ce n'è abbastanza per rivisitare l'intera nostra comprensione delle faune a teropodi giurassiche e dell'evoluzione dei Tetanuri.
    P.S.
    Un altro teropode che mi piacerebbe fosse pubblicato, anche se non è italiano, e che attende ahimè dal 1999, è noto informalmente come "Das Monster von Minden".

    Andrea Ubayy

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  17. allora non mi scuso più, anzi rincaro la dose e ti metto in guardia: occhio al comma 29, che se mi diffami ti faccio chiudere teropoda e teropodini!!!!
    :)

    mammamia ragazzi, che balzi all'indietro che sta facendo l'Italia.

    Troco

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  18. i siti italiani che potrebbero dare fossili interessanti, in generale, sono un po' ovunque, peccato che non si cerchi: ad esempio il paleozoico in friuli...

    E direi che si coglie nel segno quando si dice che il materiale conosciuto fin ora, raccolto in 200 anni di storia, non viene per nulla valorizzato, anzi nascosto e quasi dimenticato. Mentre valorizzarlo e divulgarne l'importanza aiuterebbe parecchio....e poi dico: è mai possibile che tutto ciò che è stato trovato è grazie a qualche privato raccoglitore solitario? Dove sono i professorini delle università? A parte qualche esempio, sono un po' pochi: i fossili non saltano mica fuori da soli in laboratorio......

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