18 febbraio 2015

Buon Ostrom Day!

Una settimana fa, era il Darwin Day, il compleanno del padre della moderna teoria evoluzionistica, fondamento anche della moderna scienza paleontologica. Questo blog è dedicato ai theropodi mesozoici. Pertanto, noto con piacere che una settimana dopo il compleanno di Darwin ci sia il compleanno di colui che è universalmente considerato il “padre” della moderna dinosaurologia, John Ostrom. [So che sto peccando di una superbia sconfinata, ma noto anche con piacere che due settimane dopo quello di Darwin, ed una settimana dopo quello di Ostrom, c'è il mio compleanno...]
Tra i vari contributi scientifici per i quali John Ostrom è giustamente ricordato spicca la sua monografia in cui descrive Deinonychus (Ostrom 1969): da lui scoperto nel 1964 e battezzato qualche mese prima della famosa monografia.
Ostrom sul campo nel 1962, ed una pagina di Ostrom (1969)

Tuttavia, sebbene il significato storico di Ostrom (1969) per la dinosaurologia sia universalmente riconosciuto, ritengo che, a livello più profondo ed importante, anche oltre la mera disciplina dei dinosauri mesozoici, il contributo più importante di Ostrom sia la serie di pubblicazioni a metà degli anni '70 nelle quali egli dimostra in modo dettagliato la validità empirica sul piano morfologico ed anatomico e la superiorità esplicativa dell'ipotesi theropodiana per l'origine degli uccelli rispetto alle altre alternative allora ritenute possibili.
Badate bene, siamo a metà degli anni '70 del XX secolo. Dieci anni prima dell'applicazione della sistematica filogenetica in paleontologia (va rimarcato anche per smentire una falsa retorica BAND per cui il legame uccelli-dinosauri sia un artefatto della cladistica: Ostrom dimostrò tale legame senza ricorrere a categorie e metodi cladistici) e venti anni prima della scoperta dei cazzutissimi dinosauri piumati dal nord-est cinese. Oggi affermare che gli uccelli sono theropodi è palese e fondato quanto può essere affermare che il cane è un mammifero, ma quaranta anni fa tale ipotesi era – più per pigrizia anatomica e miopia comparata – considerata una problematica speculazione ottocentesca.
Ostrom, di fatto, è colui che per primo dimostra in modo articolato ed incontrovertibile ciò che oggi affermiamo con chiarezza: i dinosauri non sono estinti. Può sembrare banale e peregrina, ma quando penso a quella frase in modo approfondito, mi viene la pelle d'oca. Io ho dedicato gli ultimi 15 anni a studiare ed approfondire questo tema, e sono onorato di aver, nel mio piccolo, fornito anche qualche tassello per questo enorme mosaico, e pertanto “so” il significato profondo di quella frase in ogni minimo dettaglio fisico che la fonda. Inoltre, so che per molti appassionati di paleontologia quella frase è ormai diventata “ovvia”. Tuttavia, temo che per molti tale “fatto scientifico” sia noto più come concetto acquisito nella sua formulazione superficiale (al pari di una formuletta) piuttosto che una “conoscenza scientifica” radicata nella mente di chi la formula, ovvero, una conoscenza che non si riduce a “sapere cosa” ma anche “sapere come e perché”.

Qualunque sia il vostro grado di approfondimento conoscitivo sulla dinosaurità degli uccelli e sulla orniticità dei dinosauri (due modi diversi per dire la stessa cosa) sappiate che tutto parte dai lavori di Ostrom di quaranta anni fa. Non che prima nessuno avesse sostenuto il legame tra uccelli e dinosauri, ma ciò era stato formulato in forma di ipotesi possibile in una rosa di alternative. Ostrom eleva l'ipotesi theropodiana al rango di Teoria Generale dell'Ornitologia, che, all'interno del paradigma darwiniano, di fatto spiega gli uccelli.
Una teoria non si limita a dire che gli uccelli discendono dai dinosauri. Proprio perché teoria e non solo ipotesi, essa produce a cascata miriadi di implicazioni che, di fatto, formano la struttura della scienza ornitologica: i dinosauri sono la base evolutiva, il fondamento storico, la matrice biologica di ogni aspetto degli uccelli. Parafrasando la famosa frase sull'evoluzione, nulla ha senso in ornitologia se non alla luce dei dinosauri. Questo concetto rivoluzionario è vero e scientificamente inattaccabile, e lo è da oltre quaranta anni.
Se prima gli aspetti “unici” e “peculiari” degli uccelli (come il piumaggio, il volo, il bipedismo, i sacchi aerei) erano inscindibili dall'essere aviano così come lo vediamo oggi, e quindi, di fatto, risultavano inesplicabili in una visione evoluzionistica se non estrapolando nel passato (con un ragionamento circolare) presunte tendenze lineari finalizzate a ciò che vediamo oggi, con la teoria theropodiana moderna, fondata da Ostrom, tutta l'evoluzione della biologia aviana risulta finalmente comprensibile perché massicciamente documentata nel record paleontologico in una forma che, per oltre un secolo, era stata chiamata “i dinosauri”.
E così, i sacchi aerei sono la manifestazione di attributi dinosauriani ereditati dagli uccelli, e non sono adattamenti selezionati apposta per il volo aviano. Il piumaggio è la manifestazione di attributi dinosauriani ereditati dagli uccelli e non sono quindi un adattamento alla peculiare biologia aviana. Il bipedismo non è un sottoprodotto dell'evoluzione dell'ala aviana, bensì la condizione ancestrale dei dinosauri ereditata dagli uccelli. E così via per moltissimi altri caratteri tipici del bauplan aviano. Tutto ciò diventa comprensibile solamente dopo che il legame tra uccelli e theropodi viene dimostrato nel dettaglio proprio da Ostrom.
Questo è il più grande lascito scientifico di un grande paleontologo, giustamente ricordato per aver contribuito alla “rinascita” dei dinosauri, ma che, a mio avviso, ha dato il massimo contributo per l'intera zoologia con la “spiegazione”, darwiniana e paleontologica, del “perché e come” degli uccelli.

3 commenti:

  1. Auguri a Ostrom (ricordo ancora quando ero più piccolo e lo confondevo con Osborn, e per ricordarmeli mi dicevo Ostrom= Deinonychus, Osborn=Tyrannosaurus).

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  2. L’articolo di Ostrom del 1969 ha anche posto le base per la fine della visione dei dinosauri come degli animali “primitivi”, lenti e ottusi rispetto ai più moderni e competitivi mammiferi e uccelli.

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