03 luglio 2013

Allometrie, allungamenti e musi di spinosauri

Il precedente post ha riscosso un discreto interesse, ed ha ricevuto numerosi commenti. Alcuni abbastanza "opinionistici", altri più sostanziosi e costruttivi per la discussione.
Un commento era scettico nei confronti della mia ricostruzione di Spinitator (o meglio, della ricostruzione che si ottiene usando il metodo "classico" per ricostruire Spinosaurus): il lettore sosteneva che il muso così risultato fosse "troppo" lungo rispetto alla dimensione del cranio (ovvero, avesse una regione postorbitale troppo corta), e che ciò avrebbe quindi sottostimato le dimensioni generali della testa. Altri commentatori hanno invece notato che utilizzando il cranio di altri spinosauridi, invece che Irritator, non si otterrebbe la mia stessa stima. Faccio notare a questi commentatori che attualmente non esiste un cranio di spinosauride completo nella regione postorbitale ad eccezione dell'olotipo di Irritator. Né Baryonyx Suchomimus hanno crani articolati (almeno, in base al materiale pubblicato): quindi, non possono essere usati per il metodo che ho descritto.

In questo breve post dimostrerò che l'obiezione del primo commento menzionato qui sopra non regge, e che probabilmente è anche la causa delle stime anomale che si ottengono qualora si usino le ipotetiche ricostruzioni del cranio dei Baryonychinae per stimare il cranio di Spinosaurus.
La mia ipotesi è che il muso di Spinosaurus è molto più allungato (ovvero, ha il massimo rapporto tra lunghezza e ampiezza dorsoventrale) di quello di ogni altro grande theropode noto. Conseguenza di ciò, se si usa il cranio degli altri theropodi per stimare la lunghezza totale del cranio di Spinosaurus, inevitabilmente si sovra-stima il suo cranio
Per dimostrare che il muso di Spinosaurus è il più allungato tra i theropodi (ovvero, ha il massimo rapporto tra la sua estensione orizzontale e quella verticale), userò il muso dell'esemplare milanese e lo confronterò in scala con quello di Suchomimus. Entrambi gli esemplari sono tratti da Sereno et al. (1998) e Dal Sasso et al. (1998). In ambo i casi, mi baso sulle immagini dei fossili, non sulle ricostruzioni dei crani.
Per confrontarli occorre prendere delle misure standardizzate. Definisco "muso" come la zona posta anteriormente alla finestra antorbitale. Definisco "spessore" del muso la massima estensione dorsoventrale del muso a livello della zona anteriore del mascellare, in corrispondenza dei più grandi denti mascellari. Ho usato quel punto del muso perché è ben conservato in entrambi, ed è un buon marcatore della regione intermedia del muso.
Confronto tra le proporzioni del muso in Spinosaurus (linea nera) e Suchomimus (linea rossa). I due musi sono disegnati in modo standardizzato, con eguale ampiezza massima e i margini rostrali delle finestre antorbitali congruenti.

Se posizioniamo il rostro di Suchomimus e quello di Spinosaurus in modo che abbiano lo stesso valore di spessore (le linee arancione e linea verde hanno stessa lunghezza) e in modo che i margini anteriori delle loro finestre antorbitali combacino (a livello della linea blu), si vede immediatamente che Spinosaurus ha un muso molto più lungo (linee rosa rispetto alla viola in basso): per la precisione, il muso di Spinosaurus è pari al 167% di quello di Suchomimus.
Ciò dimostra - spero senza più dubbio - che il muso di Spinosaurus è di gran lunga più allungato di quello di ogni altri theropode di grande taglia (tutti gli altri theropodi hanno musi meno allungati rispetto ai baryonychini, quindi, basta dimostrare che Spinosaurus è più allungato rispetto a questi ultimi), e che quindi qualsiasi stima ed estrapolazione delle dimensioni della sua testa che non tengano in considerazione l'estremo allungamento del muso produrranno inevitabilmente una testa eccessivamente lunga, e, di conseguenze, stime totali delle dimensioni corporee eccessivamente grandi.

Bibliografia:
Dal Sasso, C.; Maganuco, S.; Buffetaut, E.; and Mendez, M.A. (2005). New information on the skull of the enigmatic theropod Spinosaurus, with remarks on its sizes and affinities. Journal of Vertebrate Paleontology 25 (4): 888–896. 
Sereno, P.C.; Beck, A.L.; Dutheil, D.B.; Gado, B.; Larsson, H.C.E.; Lyon, G.H.; Marcot, J.D.; Rauhut, O.W.M.; Sadleir, R.W.; Sidor, C.A.; Varricchio, D.D.; Wilson, G.P; and Wilson, J.A. (1998). A long-snouted predatory dinosaur from Africa and the evolution of spinosaurids. Science 282 (5392): 1298–1302

4 commenti:

  1. Riassumendo il succo del tuo discorso è:"Quindi t-rex rulez!1!"


    Ovviamente sto scherzando.

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    1. Il succo del discorso è: studiate l'anatomia dei dinosauri di cui parlate.

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  2. Ciò tra l'altro rinforzerebbe la curiosa ipotesi "airone-gaviale" per Spinosaurus di qualche tempo addietro, ricordando anche le misurazioni di Amiot et al. (2010) dei valori di O18 nei denti di spinosauridi.

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  3. Cuff e Rayfield (2013) hanno trovato forti somiglianze tra la resistenza ad urti e torsioni nel rostro di Spinosaurus ed in quello di Gavialis gangeticus, entrambi probabili esempi estremi di "longirostrismo" in arcosauria. Bel post!
    Marco

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