19 ottobre 2012

Shengjingornis è un longipterygide?

Non sarebbe meraviglioso avere una bonebed ad aviali basali vicino casa? Una pletora di mitici uccellini mesozoici perfettamente conservati, sarebbe - almeno per me - una vera manna.
Purtroppo, pare che per ora tutto ciò accada solo in Cina, e la Cina è molto lontana... Lontana e incredibilmente prolifica per chi, come me, è avido di informazioni sull'evoluzione degli uccelli mesozoici. 
Un nuovo tassello del mosaico è pubblicato in questi giorni.
Li et al. (2012) descrivono un nuovo Avialae dalla Formazione Jiufotang: Shengjingornis yangi. Si tratta di un enantiornite di dimensioni medio-grandi (della taglia di un piccione) diagnosticabile per la presenza di un ipocleido della furcula che si espande distalmente (il resto dei caratteri elencati nella diagnosi è ampiamente distribuito tra gli enantiorniti). Questo nuovo enantiornite è a mio avviso molto interessante perché pare mostrare un rostro con un grado di allungamento intermedio tra quello della maggioranza degli enantiorniti ed i longipterygidi. Se ciò fosse indicativo di una condizione basale di questo nuovo theropode lungo la linea Longipterygidae, potrebbe dare indicazioni sull'evoluzione di questa interessante specializzazione ecologica. Alternativamente, se non è basale rispetto agli altri longipterygidi, esso aumenta la disparità morfologica del gruppo, e quindi il successo del clade. L'apparente curvatura ventrale del rostro pare in effetti suggerire una qualche specializzazione trofica. In assenza di indicazioni univoche sullo stato ontogenetico dell'esemplare, va detto che non si può escludere che le proporzioni del rostro siano indicative di immaturità (si presume che alla nascita un longipterygide non mostrasse un rostro proporzionalmente allungato come nell'adulto).
Li et al. (2012) collocano Shengjingornis in Longipterygidae, sister-taxon di Longirostravis. Megamatrice invece non colloca questo nuovo taxon in Longipterygidae, bensì sister-taxon di Jibeinia. Questo risultato è basato su tre reversioni, quindi va preso cum grano salis: è possibile che future iterazioni dell'analisi collochino Shengjingornis in Longipterygidae. Al tempo stesso, questo risultato potrebbe indicare che la condizione longirostrina si è evoluta più di una volta dentro Enantiornithes.

Ringrazio Lukas Panzarin per avermi inviato una copia di Li et al. (2012).



Bibliografia:

Li, L., Wang, J.–Q. And Hou S.–H. (2012). A new enantiornithine bird from the Lower Cretaceous Jiufotang Formation in Jinzhou Area, Western Liaoning Province, China. Acta Geologica Sinica 86(5): 1039–1044.

8 commenti:

  1. Nel recente articolo di Senter (2012) sulla filogenesi dei Paraviani, ho letto più volte che alcuni taxa non sono stati immessi nell'analisi perché gli autori non hanno potuto visionare gli esemplari di prima mano.
    Anche in un articolo di Sereno, dove mette a confronto, diverse analisi filogenetiche, l'autore afferma che le discrepanze tra analisi sono dovute molto al fatto che sono basate sulle pubblicazioni e non sull'esame di prima mano.
    Tu cosa ne pensi? Dopotutto Megamatrice si basa principalmente sulle pubblicazioni.
    E poi mi chiedo, a che servano le pubblicazioni così dettagliate se poi i paleontologi non le ritengono affidabili.

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    1. Evitare di includere taxa basati solo sulla letteratura mi pare un ragionamento contraddittorio. Come dice anche tu, a che servirebbe allora pubblicarle, se poi non possono essere usate come fonte? Di fatto, anche la analisi basate su osservazione diretta, una volta pubblicata, diventano una fonte in letteratura: in base al loro ragionamento, esse non sarebbe quindi affidabile!
      Io discrimino le fonti in base alla qualità dell'informazione, non semplicemente tra taxa osservabili o non-osservabili direttamente. Esiste tutta una gamma di fonti a diversi gradi di attendibilità: una foto che mostra la presenza di tutte le falangi della mano è perfetta per sapere quante dita sono presenti. La stessa foto, ovviamente, non può essere usata per sapere la forma delle faccette articolari: in quel caso, se tali faccette non sono descritte, occorre visionare il materiale direttamente (e se non è possibile, il carattere resta incerto). Analogamente, esistono infinite sfumature di attendibilità, da monografie eccellenti (vedi quella su Sciopionyx del 2011) ad articoli poco attenbibili (che non menziono). Bisogna saper usare ciò che si ha, in modo oculato. Esistono descrizioni dell'inizio del XX secolo che forniscono ottime informazioni, e non capisco perché non dovrebbero essere usate.
      Concordo che in un mondo ideale, avendo una vita lunghissima, tantissimo tempo libero, risorse economiche enormi, uno possa girare il mondo ed osservare tutti gli esemplari custoditi nei musei e codificare direttamente. Ma io vivo in un mondo reale, con poco tempo e pochissime risorse, e quindi lavoro in un intrinsecamente imperfetto. Ma l'imperfezione esiste anche nel caso di studi basati su osservazione diretta, la quale quindi non è immune da errori: dovremmo quindi rinunciare in toto a fare ricerca?.
      Io preferisco quindi usufruire delle (imperfette) ma accessibili fonti bibliografiche, e fornire uno studio imperfetto, ma rivedibile e che potrà essere corretto, piuttosto che non fornire un nulla, da cui non si può certo progredire.

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  2. Paragonando la dentatura di Shengjingornis con
    quella dell'esemplare di Longipterix chaoyangensis IVPP V 12325
    si nota che non è proprio uguale.
    Quindi mi viene spontanea una piccola domanda:
    Potrebbe Shengjingornis aver avuto una dieta a base di pesci come quella
    attribuita Longipterix?
    Grazie.

    Giulio.

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    1. Per rispondere alla domanda occorre:

      1- stabilire in modo quantitativo se e come i denti di Shengjiornis e Longipteryx sono differenti.
      2- stabilire in modo quantitativo se e come una o entrambe i tipi di dentatura corrispondono ad una qualche dieta.

      Senza aver risposto in modo rigoroso ai punti 1 e 2, non si può dire nulla.

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  3. Per ora posso rispondere in parte solo al punto 2 con una citazione del
    Chinese Science Bulletin Vol.46 No.11 June 2001
    ...This new bird had probably possessed modern bird-like thorax
    powerful flying ability and special adaptation for feeding on aquatic
    preys.The premaxilla is long, and about 70% of
    the total length of the skull. There are 6 teeth preserved in
    the upper jaw; they are short, conical and slightly caudally
    curved....
    Giulio.

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    1. Quella non è una risposta (neppure in parte) alla seconda domanda: è solo una descrizione parziale dell'animale.

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    2. OK,
      vedremo se in futuro
      verranno fatte nuove rivelazioni sulla dieta di Longipterix,
      Saluti.

      Giulio.

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  4. coelophyis21/10/12 02:05

    do not worry bird have nothing to do with dinosaurs a prehistoric aligator. aligator ancestors is spinosauridae its a coelophyis type of dinosaurs odd looking thou walking on fours with a differant ankle and sprawling and high walk only fish eating kind the gharial can not do high walk and the sprawlling but it did keep only 3 front claw and the skull and the sensory dot skin. too bad it did not keep giant first finger claw and water monitor life style but it did keep bad arm movement the best is giant heavy heavytail allosaurus and the ground evolution reptile lifestyle look 2 rows of thermoregulation armo skin or more on there back that could not climb trees that never delope smood skin like its cousin the lizard .these prehistoric birds all end up with none fix upper jaw bone very moveble upper jaw bone like all birds like archaeoteryx .is this the great paul sereno that look at duckcroc armofoot bobtailcroc or n.g. magazine same magazine that when gaga for a fake chinese fossil that look at supercroc sheildcroc/aka frill dinosaurs/ and did not find any modern crocodilian link to dinosaur

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