28 settembre 2010

Albertosaurus 2010 (Numero Speciale del Canadian Journal of Earth Sciences)

Il numero di settembre 2010 del Canadian Journal of Earth Sciences è dedicato al tyrannosauridae Albertosaurus, di cui ricorre in questi giorni il 100simo anniversario della prima scoperta del taxon, da una bonebed contenente i resti di almeno 12-26 esemplari di varie età, nella Formazione Horseshoe Canyon del Campaniano-Maastricthiano del Canada.
Il volume tratta varie tematiche sulla biologia, stratigrafia, ecologia e tassonomia di Albertosaurus.
In questo post menzionerò brevemente gli articoli più prettamente theropodologici.

Carr (2010) analizza l'olotipo ed il paratipo di Albertosaurus sarcophagus, al fine di stabilire se la specie sia valida e se essi siano attribuibili alla stessa specie. Viene quindi proposta una nuova diagnosi del taxon, e, sulla base della monospecificità, ora dimostrata, della bonebed da cui proviene l'olotipo, è proposta una possibile serie ontogenetica per questo theropode.
Tanke & Currie (2010) pubblicano una dettagliata storia delle varie scoperte di Albertosaurus in Canada. L'articolo è illustrato, tra le altre immagini, da una pregevole tavola di Ville Sinkkonen.
Buckley et al. (2010) analizzano morfometricamente i circa 140 denti di Albertosaurus presenti nella bonebed, presentando una delle più dettagliate analisi di popolazione possibili per theropodi fossili.
Reichel (2010) effettua un'analisi biomeccanica di alcuni denti di Albertosaurus e li compara con gli omologhi in Tyrannosaurus. L'analisi mostra che la dentatura inferiore e superiore di Albertosaurus e quella superiore di Tyrannosaurus sono biomeccanicamente simili, mentre un differente profilo risulta per i denti dentali di Tyrannosaurus. Reichel (2010) propone che questa differenza nei denti dentali di Tyrannosaurus sia legata alla marcata eterodontia del mascellare di questo theropode.
Bell (2010) descrive le patologie presenti nelle ossa di Albertosaurus della bonebed.
Erickson et al. (2010) revisionano lo studio sulla dinamica di popolazione e sulle curve di sopravvivenza (la stima delle aspettative di vita in funzione dell'età di un animale) nella bonebed ad Albertosaurus, alla luce dei nuovi esemplari rinvenuti recentemente. Lo studio stima che all'età di due anni, l'aspettativa media di vita fosse di circa 15 anni, e che gli esemplari più anziani (e rari) raggiungevano i 28 anni.
Currie & Eberth (2010) revisionano le ipotesi sul comportamento gregario in Albertosaurus, alla luce delle evidenze presenti nella bonebed. La bonebed è dominata da Albertosaurus, ma sono presenti altri animali, tra cui un Hypacrosaurus, due Albertonykus e altri animali prettamente terrestri, ed è legata ad un evento catastrofico quale un'inondazione. Sebbene le evidenze icnologiche, ecomorfologiche e filogenetiche non escludano una qualche forma di comportamento gragario in Albertosaurus, gli autori concludono che dall'analisi della bonebed non è possibile stabilire se l'aggregazione fu il risultato di eventi ambientali (ad esempio, un'inondazione che concentrò gli animali in una zona riparata, dove poi morirono) o se fu indotta da effettivi motivi etologici.

La bibliografia completa del volume è disponibile qui.

Ringrazio Federico Fanti per avermi inviato gli articoli citati.

4 commenti:

  1. Vorrei chiederti una delucidazione:
    In "Skull structure and evolution in tyrannosaurid dinosaurs" Currie et al (2003), tra i numerosissimi caratteri elencati per distinguere Albertosauridae da Tyrannosauridae viene detto che nei primi il margine inferiore della finestra antorbitale non tocca il margine inferiore della fossa antorbitale, nei secondi invece la tocca.
    Ho capito bene?
    Grazie in anticipo
    Simone

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa di non aver capito niente! La questione della finestra non è se lo tocca o meno, ma se il margine coincide (Tyrannosauroidae) oppure è più in basso (albertosauridae), è così?
      Simone

      Elimina
    2. Non esiste Albertosauridae, ma Albertosaurinae. Il carattere in questione è la posizione del margine anteriore della finestra mascellare rispetto al margina posteriore della mensola laterale della fossa antorbitale: negli albertosaurini si osserva la condizione primitiva (margine della finestra mascellare posteriore al margine della fossa antorbitale, quindi finestra tutta visibile in vista laterale) nei tyrannosaurini la condizione derivata (finestra parzialmente coperta anteriormente dal margine posteriore della fossa antorbitale).

      Elimina
    3. Scusa, hai ragione, nella confusione ho ciccato i nomi.
      Grazie della risposta.
      Simone

      Elimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -