07 giugno 2010

Un dente di...

Essere un Raider of the Lost Taxa significa amare anche il fossile più frammentario, e avere acquisito la capacità di carpirne il più possibile le informazioni ancora presenti. Un Raider of the Lost Taxa deve saper osservare, riconoscere e descrivere. La descrizione affina il riconoscimento, allena la mente e mette ordine nelle informazioni, aiutando l'identificazione, il riconoscimento e l'interpretazione. Infatti, la descrizione ti impone un ordine mentale, cha tanto più si conforma all'ordine della Natura, tanto più aiuta a svelarlo.
In questo momento, mentre scrivo, ho davanti un dente di theropode. Ogni tanto smetto di scrivere e lo prendo in mano. Si tratta di un bel esemplare, di colore rosso-ruggine, con ancora lo smalto lucido, striato da una fitta serie di linee sottili verticali intrecciate.
Il dente non è completo: è presente la corona (la parte che in vita sporgeva dall'alveolo, quella che vedete negli scheletri) mentre è assente la radice (la parte interna all'alveolo). La punta è leggermente usurata e smussata, ma per il resto, la corona è completa. Il dente misura dalla base della corona all'apice 4 cm, è ampio alla base mesiodistalmente (ovvero, lungo la direzione che va dalla parte anteriore della bocca verso il fondo della bocca) 2 cm, mentre è piuttosto compresso, essendo ampio labiolingualmente (ovvero, lungo la direzione che va dal lato rivolto verso la zona "delle labbra" al lato rivolto verso la lingua) 1 cm.
Lungo la carena mesiale (la cresta che corre dall'apice alla base e rivolta verso la parte anteriore del dente) e la carena distale (la cresta che corre dall'apice alla base e rivolta verso la parte posteriore del dente) sono presenti due fitte serie di denticoli millimetrici, che rendono le due carene fittamente seghettate. Le seghettature sono ancora ben evidenti, se scorrete un polpastrello lungo una carena. I denticoli sono piccole crestine di smalto, uncinate con la punta rivolta verso l'apice del dente. I denticoli si riducono lievemente di dimensioni, risultando quasi invisibili a occhio nudo, verso la base del dente. Entrambe le carene sono seghettate per la loro intera lunghezza. Tra due denticoli adiacenti sono presenti due lievi solchi che emergono dallo spazio tra i due denticoli e si inclinano verso la base del dente. Il resto della superficie del dente non presenta alcuna struttura, ed è liscia. Le due carene non sono poste simmetricamente: mentre quella mesiale (anteriore) è collocata esattemente al centro della superficie mesiale del dente, quella distale (posteriore) slitta gradualmente verso il margine linguale (interno) del dente. Di fatto, il dente risulta asimmetrico: la superficie labiale (esterna) è marcatamente convessa, mentre quella linguale (interna) è quasi piatta. Inoltre, se osservate il dente dal lato linguale (o dal labiale, che è lo stesso in questo caso) noterete che la carena mesiale (anteriore) descrive una curva convessa, mentre la carena distale (posteriore) è dritta e verticale.
Come vedete, anche un solo singolo dente è un oggetto estremamente complesso ed articolato, ricco di dettagli.
A quale theropode appartiene questo dente?
In questo caso è relativamente facile rispondere: un dente così compresso, con una corona relativamente bassa (alta solo il doppio della sua lunghezza basale mesiodistale), con fitta seghettatura estesa per tutta la lunghezza ad ambo le carene, denticoli uncinati con solchi tra i denticoli diretti verso la base del dente, assenza di ornamentazioni o increspature dello smalto, con un margine distale dritto e verticale, e superfici  prossime alle carene quasi piatte,  appartiene con grandissima probabilità ad un Abelisauridae.
Dato che il dente proviene dall'inizio del Cretacico Superiore del Nordafrica, è probabile che appartenga ad un taxon simile a Rugops.

5 commenti:

  1. Almost certainly the distal margin being straight with a convex mesial margin is characteristic of Abelisauridae, or some containing clade. To my understanding, however, denticle and dental morphology haven't yet been explicitly compared among abelisaurids, much less abelisauroids (either elaphrosaurs, noasaurs, genusaurs, or the conventional abelisaurids outside of Carnotaurinae [so many groups!]).

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  2. Signor Cau, prendo lo spunto di questo post per ringraziarla. Oltre che fornirmi succose notizie e interessanti punti di vista su una materia che ho sempre amato (ma purtroppo non ho coltivato), adesso mi spiega in modo chiaro e conciso la sua terminologia, che spesso mi lascia confuso.

    Grazie!!
    P.S. ...magari domani prende in mano una vertebra, e dopodomani un metatarso....ecc..

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  3. Grazie per i complimenti.

    Può darsi che in futuri post riparli della terminologia anatomica.
    Per un'incredibile coincidenza, esattamente un anno fa avevo scritto un post analogo sulle vertebre della coda: http://theropoda.blogspot.com/2009/06/piccolo-atlante-di-osteologia-caudale.html

    Una sola richiesta finale: il blog è informale, non chiamatemi "Signor Cau", che mi pare eccessivo (e anche un po' invecchiante...).

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  4. Il peso dei tre decenni si fa già sentire? E' l'età in cui sono certo si dà il meglio di sè stessi :P

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