18 dicembre 2009

Non dobbiamo rassegnarci alla pessima divulgazione! Ecco una prova

Si può conciliare divulgazione scientifica eccellente, rigorosa con intrattenimento intelligente e di qualità? Dobbiamo rassegnarci all'idea che qualsiasi produzione televisiva che parli di paleontologia (ed in particolare, dinosauri) sia necessariamente vincolata alla spettacolarizzazione forzata, alla mitizzazione grossolana, alla creazione di mostri hollywoodiani, alla perpetuazione di false concezioni accattivanti? Io penso che si possa rispondere affermativamente alla prima domanda e negativamente alla seconda. Come sempre, in linea col mio modo di ragionare e argomentare, ho portato delle evidenze, delle prove. Prove di altissimo valore: Sir David Attenborough, il più grande documentarista vivente.
Le immagini sono tratte da una sua serie della BBC, di 15-20 anni fa circa, avente a tema i fossili e la paleontologia. I due spezzoni in questione sono tratti dalla puntata dedicata ai dinosauri. Nel primo, John Horner mostra le uova fossili dal suo laboratorio nel Montana. Non so voi, ma per me questo dialogo tra il grande documentarista inglese ed il famoso paleontologo americano vale più di mille battaglie digitali tra raptor squamati e tyrannosauri palestrati.
Nonostante l'assenza di computer grafica e di scene "spettacolari", considero quella serie la migliore produzione documentaristica paleontologica mai realizzata. Interessante, accattivante, essa ci porta nei siti di scavo, nei musei, ci fa ascoltare i paleontologi e vedere il loro lavoro, è illustrata da paleoartisti di valore. Un esempio per il futuro, ed una validissima alternativa alla penose produzioni in stile "Jurassic Fight Club" o "Clash of the Dinosaurs".


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