15 luglio 2009

Kemkemia auditorei (Cau & Maganuco, 2009) - Quarta Parte: Dare un corpo ad una vertebra



Esiste un luogo comune, che risale a Cuvier, padre della moderna Anatomia Comparata e della Paleontologia, secondo il quale i paleontologi hanno l’arroganza di poter ricreare un intero organismo partendo da un osso singolo.

Anche se può sembrare eccessivo, in realtà, un corretto utilizzo dell’Anatomia Comparata permette di ricostruire dai frammenti noti alcuni aspetti ormai perduti. In questo post, ricostruiremo quello che è possibile e plausibile conoscere di Kemkemia a partire dal suo unico esemplare. Seguiremo più strade per dedurre ciò che non può essere osservato direttamente. Ovviamente, sono ben consapevole che si tratta di ipotesi, per quanto motivate: non sto sostenendo che quello che stiamo tracciando sia il “vero” identikit di Kemkemia, ed esorto i miei lettori a tenere sempre a mente ciò, così da non accusarmi di reati che non sto commettendo.

Abbiamo visto nelle parti precedenti che la vertebra caudale MSNM V6408 ha una combinazione di caratteri tale da poter essere attribuita solo a Theropoda (centro molto allungato e compresso, arco neurale non accorciato, lamine pre- e post-spinali). Possiamo restringere ulteriormente il campo?

Nell’articolo che ho pubblicato con Simone Maganuco (Cau & Maganuco, 2009) abbiamo preferito non dilungarci troppo sulla posizione filetica di Kemkemia, in attesa di future scoperte: sebbene abbiamo accennato alle sue possibili affinità evolutive, l’abbiamo attribuita definitivamente solo a Neotheropoda. In questo post ho però la libertà di dire ciò che in un serio articolo scientifico è bene omettere nel nome della cautela.

Innanzitutto, la presenza di un’evidente spina neurale nelle caudali distali porta ad escludere i Coelophysoidea e buona parte dei Tetanurae, nei quali le spine neurali scompaiono rapidamente nelle caudali più distali. Analogamente, la ridotta lunghezza delle prezigapofisi esclude alcuni gruppi di Tetanurae e gli abelisauroidi derivati. Inoltre, il rapporto ampiezza-altezza delle faccette articolari del corpo vertebrale mi porta ad escludere Coelurosauria: in Kemkemia, questo rapporto è pari a 1, mentre in buona parte delle caudali distali dei coelurosauri (ad esempio, in Tugulusaurus, Ornithomimosauria, Tyrannosauroidea, Oviraptorosauria) tale rapporto è maggiore di 1.

Un aspetto interessante da notare è che la forma robusta della spina neurale di questa caudale distale ricorda le spine delle caudali intermedie e prossimali della maggioranza dei theropodi, quasi che, per un processo di “migrazione” delle morfologie, in Kemkemia la forma delle spine distali ricalchi quella delle spine poste, di solito, più avanti nella colonna vertebrale. Questa “migrazione” morfologica non è un’esclusiva di Kemkemia: nei ceratosauri abelisauridi si osserva che gli archi neurali delle prime caudali hanno una morfologia simile a quella delle dorsali e delle sacrali (ad esempio, nella forma della spina, del processo trasverso e nella presenza di articolazioni accessorie tipiche del dorso), come se il loro programma genetico avesse esteso fino all’inizio della coda le istruzioni per costruire delle vertebre dorsali. Una conseguenza di questa “migrazione”, applicata al resto della coda, è che la spina neurale può persistere anche dopo che le postzigapofisi si sono ridotte e fuse assieme. Questo ultimo carattere è noto in Kemkemia ed in almeno due abelisauroidi: Ligabuieno e Ilokelesia. Se estendiamo questo meccanismo alle caudali distali, otteniamo un arco neurale che conserva alcuni processi tipici delle caudali intermedie, come in MSNM V6408.

Kemkemia sarebbe quindi un membro di Ceratosauria? Un altro dato che avvalora questa ipotesi è dato dalla concavità presente sul tetto della spina neurale di MSNM V6408: questo carattere è noto solo nelle caudali intermedie di Ceratosaurus, e finora non era stato osservato in altri theropodi. Infine, a rafforzare ulteriormente questa ipotesi, esiste una vertebra caudale intermedia dal Cretacico Superiore dell’India che mostra la morfologia generale delle caudali degli abelisauroidi come Majungasaurus e Masiakasaurus combinata con l’ampio canale neurale diagnostico di Kemkemia. Inoltre, nella stessa formazione indiana sono state rinvenute altre vertebre caudali distali caratterizzate da robuste spine neurali e ridotte zigapofisi, simili a Kemkemia.

Pertanto, sulla base di questi indizi, la mia ipotesi ufficiosa è che Kemkemia sia un Ceratosauria, probabilmente prossimo se non interno ad Abelisauroidea. Immesso in Megamatrice, per la quale è codificabile per una dozzina di caratteri delle vertebre caudali, Kemkemia risulta effettivamente un neoceratosauro (ovvero, interno al nodo “Ceratosaurus + Abelisaurus”).

Che aspetto potrebbe avere Kemkemia? Qui si entra nel campo della pura speculazione. Nell’immagine, ho voluto immaginare un theropode dalla morfologia snella e gracile, come Elaphrosaurus, munito di una lunga coda sottile. Ma, ripeto, quest'ultima immagine è quasi esclusivamente una pura speculazione: solo ulteriori scoperte ci diranno se, effettivamente, Kemkemia sia un ceratosauro, e quale aspetto avesse.

Nella prossima, ed ultima, parte di questa serie mostrerò che la bizzarra anatomia della coda di Kemkemia ha un senso “funzionante”. Infine, accennerò cosa ci dice questo piccolo fossile sull’ecosistema di Spinosaurus, Deltadromeus e Carcharodontosaurus.

Bibliografia:

Cau A. & Maganuco S., 2009 - A new theropod dinosaur, represented by a single unusual caudal vertebra, from the Kem Kem Beds (Cretaceous) of Morocco. Atti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, 150(II): 239-257.

2 commenti:

  1. Eh eh questo sembra l'anno dei ceratosauri strambi: dopo Limusaurus, anche Kemkemia!
    COmunque appoggio in pieno il ragionamento che specie piccoli eran attesi, essendo nei kem kem beds conosciuti solo giganti. Speriamo che si trovin nuovi resti di Kemkemia che aiutino a capir meglio sto enigmatico nuovo teropode e l'evoluzione dei ceratosauri (abelisauroidi?)

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  2. Non sto più nella pelle nell'attesa di un post sull'ecosistema di Kem Kem nel cretaceo inferiore.

    Ho visto la tabella che c'è sul sito di Les Spinosauridae (grazie ancora per la segnalazione), interessantissimo: 12 teropodi (di cui è quindi ragionevole suppore che alcuni fossero onnivori o erbivori), 6 sauropodi, 2 ornitischi, 6 testuggini, 1 varano, 1 serpente, 7 coccodrillomorfi, e pesci in quantità.

    Purtroppo mi pare i capire che non sono stati (ancora) rinvenuti anfibi, mammaliformae, uccelli e pterosauri, ma il quadro sembra già bello ricco.

    Due domande:
    Dei 12 teropodi che erano già stati documentati a Kem Kem ben 4 sono conosciuti per pochi frammenti, e non hanno un nome (un supposto spinosauride, un abeliosauride, un dromeusauride e un teropode non spec.), si può (su blog, non su pubblicazioni scientifiche) avanzare l'ipotesi che tra questi resti ci siano anche ossa di Kemkemia, o queso è il 13mo?

    Ci puoi parlare anche della storia del giacimento, chi ci ha lavorato, chi invece ha lavorato solo sui reperti nei musei, cosa hanno scoperto gli italiani, se Sereno e Russel (che hanno descritto molti dei reperti) sono stati sul campo o no ecc. ecc.

    Ancora complimenti per kemkemia a te e a "argendino" Maganuco.
    Erodoto

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