18 febbraio 2009

Panphagia protos (Martinez & Alcober, 2009), Eoraptor e l’origine dei theropodi


Che cos’è un theropode? La domanda può sembrare banale, ma in realtà presuppone una lunga riflessione sulla natura delle categorie tassonomiche, e sulla loro “consistenza” reale. Un osservatore grossolano potrebbe rispondere alla domanda iniziale con una vaga diagnosi quale “un theropode è un dinosauro carnivoro”. Qualcuno potrebbe obiettare allora che anche un passero ed un therizinosauro sono theropodi, eppure, entrambi non sono carnivori. Allora, si potrebbe rispondere con una lista ancora più dettagliata di caratteri “tipici” dei theropodi, di presunti “caratteri chiave”. Tuttavia, anche con una lista dettagliata di caratteri anatomici a disposizione, questa risposta sarebbe probabilmente ambigua, se non errata. Probabilmente, non esiste una lista di caratteri anatomici che sia adatta a descrivere lo status di theropode ed al tempo stesso possa essere valida per tutti i theropodi. Restando ai due animali citati prima, cosa rende membri di Theropoda due animali così diversi come Passer domesticus e Therizinosaurus cheloniformis? I lettori fissi di questo blog probabilmente sanno già dove voglio portare con questo discorso: nessun carattere anatomico, di per sé, costituisce un indizio di appartenenza a Theropoda. Questo discorso non vale solo per Theropoda, ma per qualsiasi altro gruppo naturale di specie, sia attuali che fossili. Dopo anni di riflessione in proposito, ritengo che ciò che rende una specie un membro di un gruppo zoologico è solamente la rispondenza positiva alla definizione filogenetica di quel gruppo, senza alcun riferimento a presunte caratteristiche “chiave”. In questo caso specifico, è un membro di Theropoda qualunque animale che ha un legame di parentela più stretto con Megalosaurus bucklandii Allosaurus fragilis (o Passer domesticus, secondo una versione leggermente modificata della stessa definizione) rispetto a Saltasaurus loricatus. Questa definizione, apparentemente bislacca, è invece molto utile e pratica nei casi “limite” in cui si rinvengono animali molto vicini nel tempo e nella morfologia al (nebuloso) punto di origine del gruppo che vogliamo studiare.
Ad esempio, Eoraptor lunensis è o non è un theropode? Esso presenta un mix di caratteri anatomici simili a quelli dei theropodi basali, ma anche caratteri “tipici” dei sauropodomorfi più basali. Secondo alcuni, Eoraptor potrebbe essere un sauropodomorfo molto basale, secondo altri un saurischio primitivo, né sauropodomorfo né theropode. Come vedete, la semplice presenza di caratteri “chiave” non è di aiuto per rispondere alla questione. La quale, aldilà della pura collocazione “filatelica” della specie, è di fondamentale importanza per chi voglia ricostruire l’evoluzione a larga scala dei dinosauri. Infatti, sapere se Eoraptor è o no un theropode ci dà indicazioni se esso sia più o meno utile per ricostruire l’ecologia, la fisiologia e l’anatomia ancestrale di questi dinosauri. Ripeto, solo una dettagliata analisi filogenetica (ovvero, la ricostruzione della distribuzione cronologica delle trasformazioni anatomiche) può stabilire cosa sia Eoraptor.
Un’ulteriore prova della validità di questo approccio è data dalla recente descrizione di un nuovo dinosauro basale dal Triassico Superiore dell’Argentina, Panphagia protos (Martinez & Alcober, 2009). Panphagia protos è chiaramente un saurischio basale, e probabilmente è uno dei primi rappresentanti di Sauropodomorpha (almeno in base all’analisi effettuata finora). Al tempo stesso, esso mostra caratteri “theropodi”, tra i quali l’estesa cavitazione delle ossa lunghe, un carattere che alcuni ritengono “tipicamente theropode” e che, ad esempio, potrebbe avvalorare l’attribuzione di Eoraptor e Herrerasauridae a Theropoda. Attualmente non ho incluso Panphagia in Megamatrice (la quale, oltre a studiare le relazioni tra i theropodi, comprende anche i dinosauri basali e gli altri dinosauromorfi, proprio per testare al meglio le più probabili origini di Theropoda, e non solo le sue relazioni interne), ma spero di farlo presto: ciò che più mi interessa della sua inclusione nell’analisi non è la sua mera posizione (probabilmente sauropodomorfa) bensì l’effetto che la sua immissione provocherà sulla distribuzione di “caratteri chiave”, e, di conseguenza, una possibile alterazione della relazioni tra i saurischi basali. In particolare, sarà molto interessante vedere quale effetto avrà l’immissione di questo “sauropodomorfo basale con tratti theropodi” sulla posizione di Eoraptor, il presunto “theropode basale con tratti sauropodomorfi”.
Bibliografia:
Martinez R.N. & Alcober O.A., 2009 - A Basal Sauropodomorph (Dinosauria: Saurischia) from the Ischigualasto Formation (Triassic, Carnian) and the Early Evolution of Sauropodomorpha. PLoS ONE 4(2): e4397. doi:10.1371/journal.pone.0004397.

2 commenti:

  1. Molto interessante. Cioè, se con l'inizio del post Eoraptor veniva mostrato come un forse-quasi-sauropodomorfo, e uno anche un pò si convince, vede lo scheletro del Panphangia confrontato con quello di Eoraptor e capisce che ha capito niente. Comunque, di questo nuovo esemplare si sa qualcosa? Era onnivoro-erbivoro o ancora carnivoro?

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  2. Quale nuovo esemplare, Panphagia?
    In quel caso, abbiamo molti elementi, tra cui un intera mandibola: la dentatura ricorda Eoraptor e Saturnalia: ha denti anteriori più lunghi e spatoliformi, con grossi denticoli, come nei sauropodomorfi più derivati, e denti posteriori più a foglia. La dentatura quindi è intermedia tra la condizione "carnivora" dei theropodi e quella dei sauropodomorfi... quindi si presume fosse onnivoro.

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