09 dicembre 2008

Misteriosi Giganti del Sahara - Quarta Puntata: tutti pazzi per Spinosaurus!


Alcuni dei miei lettori probabilmente sono rimasti delusi dal precedente post: forse si aspettavano news su nuovi resti di Spinosaurus, ed invece si sono ritrovati l’ennesimo post borioso dedicato a qualche oscuro teropode frammentario, probabilmente molto più speculativo che reale. In realtà, volendo dirla tutta, anche Spinosaurus è un oscuro teropode frammentario, probabilmente più speculativo che reale. In particolare, Spinosaurus ha acquisito notorietà proprio per un aspetto altamente speculativo, che eclissa ingiustamente quei pochi dati sicuri di cui disponiamo: le sue precise dimensioni. Se uno dei miei lettori è contemporaneamente uno psicologo ed un appassionato di teropodi, probabilmente interpreterà l’ossessione per le dimensioni dei grandi teropodi tipica di noi paleontologi e paleontofili maschi come una forma sublimata di paranoia fallica... ma non divaghiamo in argomenti penosi (mi spiace per i non-italiani, ma l’ultima battuta sarà impossibile da rendere col traduttore di Google...).
Anch’io voglio aggregarmi al carrozzone degli estimatori delle taglie forti, e vi proporrò la mia personale ricostruzione di Spinosaurus aegyptiacus.
Com’è mia prassi, spiegherò come sono giunto a questa stima, così che eventuali critici possano avere dati per argomentare le loro obiezioni.
Ho ricostruito la serie vertebrale di Spinosaurus basandomi sull’olotipo (Stromer, 1915). Nel far ciò, ho apportato alcune modifiche alle identificazioni di tali vertebre. Come accennato in precedenti post, le vertebre caudali attribuite da Stromer (1915) sono probabilmente di ornitopode: pertanto, non sono state incluse nella ricostruzione.
Se si esclude una dorsale craniale e la cervicale anteriore, le restanti vertebre dorsali illustrate sono danneggiate e non mostrano bene i contatti tra arco neurale e centro: ciò pone dei dubbi su alcune delle associazioni arco neurale - centro proposte da Stromer (1915). D’ora in avanti, i numeri che citerò si riferiranno alla numerazione delle figure illustrate in Stromer (1915). In particolare, l’arco con la spina più alta (la n°6) probabilmente non articolava con il centro n°6. Questo ultimo è marcatamente opistocelico: ciò implica che era una dorsale intermedia o anteriore. Tuttavia, la spina neurale n°6 è troppo alta rispetto alle altre spine dorsali anteriori (quelle n°17,18,19) per essere prossima a loro. Inoltre, le spine n°17,18,19 sono inclinate cranialmente, mentre la spina n°6 è inclinata leggermente caudalmente. Conclusione, la spina n°6 non può essere una dorsale anteriore. L’ipotesi più plausibile per collocarla, sia “esteticamente” che biomeccanicamente, è considerare che le spine neurali fossero inclinate seguendo le linee di scarico delle forze muscolari e gravitazionali, le quali, in un bipede, convergono sull’arto posteriore. Di conseguenza, l’inclinazione delle spine neurali doveva essere craniale nelle dorsali craniali e tendere a verticale in direzione delle vertebre sacrali. Seguendo questo trend, ci aspetteremmo di vedere una spina neurale inclinata caudalmente in una vertebra caudale. Perciò, la spina n°6 è interpretabile come una spina neurale caudale prossimale. Ne consegue che le spine neurali più alte dovevano appartenere al sacro (nota bene: a differenza delle dorsali anteriori e della caudale, le spine neurali dorsali intermedie illustrate sono frammentarie, e mancano dell’apice).
Questa interpretazione differisce da quella proposta da Sereno et al. (1998), i quali affermano che Suchomimus è distinguibile da Spinosaurus (tra le altre caratteristiche) anche per avere il punto di massima altezza delle spine neurali a livello del sacro, mentre Spinosaurus, secondo loro (e Stromer) dovrebbe averlo a livello della zona dorsale. La nuova interpretazione per Spinosaurus è, a mio avviso, più sensata sia dal punto di vista biomeccanico che filogenetico, poiché risponde alle esigenze meccaniche di un bipede e segue il trend tipico di tutti i teropodi con spine neurali allungate.
La serie di Stromer comprende due cervicali. Sebbene Rauhut (2003, vedere il primo post sui giganti del Sahara), basandosi sulla marcata differenza nell’altezza delle spine neurali, ponga dei dubbi sul fatto che queste cervicali siano delle stessa specie a cui appartengono le dorsali, la sua obiezione è falsificata dall’esistenza di taxa aventi spine cervicali basse assieme a spine dorsali allungate (Ouranosaurus, alcuni Lambeosaurinae, Hindricotherium, Bison). Perciò, fintanto che non verrà scoperto un esemplare articolato di Spinosaurus che smentirà questa interpretazione, non ci sono forti obiezioni all’associazione delle cervicali con le dorsali illustrate da Stromer (1915). Una delle due cervicali è chiaramente l’asse (la seconda cervicale), mentre l’altra pare un’intermedia, forse la sesta cervicale.
Basandomi sulla ricostruzione del cranio di Spinosaurus proposta da Dal Sasso et al. (2005), ho articolato un cranio avente la dimensione adatta per vertebre cervicali di quella taglia. Il cranio non è diretto orizzontalmente, bensì è inclinato rostroventralmente: come ho spiegato in un precedente post, sulla base della peculiare morfologia cranio-dentale degli spinosauri, ritengo che questa sia la postura “di default” e di foraggiamento. Questa ipotesi potrà essere falsificata/verificata da futuri esemplari, analizzando l’orecchio interno (in particolare determinando l’inclinazione dei canali semicircolari), analogamente a quanto fatto con altri dinosauri (Sanders & Smith, 2006; Sereno et al., 2007). Successivamente, ho sovrimposto questa serie cranio-vertebre ad una sagoma di Suchomimus, modificandola per comprendere al suo interno le spine neurali. Utilizzando l’altezza della spina neurale più alta (1,65m) come riferimento, ottengo che l’olotipo di Spinosaurus era lungo circa 12m. Sulla base delle differenze nella dentatura mascellare e dentale, Dal Sasso et al. (2005) fanno notare che l’esemplare di Milano ha probabilmente un cranio lungo circa 6/5 di quello olotipico, sebbene tale differenza è probabilmente allometrica e non si ripercuote necessariamente sulle dimensioni totali. Usando le dimensioni del rostro conservato a Milano per stimare le dimensioni della mia ricostruzione, risulta un animale lungo 14,4m (assumendo un rostro lungo 120% dell'olotipo) e 13,2m (assumendo un rostro lungo circa 110% dell'olotipo).
Dimensioni massime di Spinosaurus basate sull'estrapolazione di 120% per l'esemplare milanese.
Pertanto, con tutte le limitazioni implicite in questo genere di procedure, e con la consapevolezza che qualsiasi misurazione basata su esemplari frammentari è suscettibile di modifica, questa è la mia stima della taglia adulta di Spinosaurus.
*In ogni caso, come scrissi in un vecchio post a proposito delle stime di taglia estrapolabili da ossa craniche, questa stima va presa con estrema cautela.
Bibliografia:
Dal Sasso, Maganuco, Buffetaut & Mendez, 2005 - New Information on the skull of the enigmatic theropod Spinosaurus, with remarks on its size and affinities. Journal of Vertebrate paleontology 25(4):888–896.
Sanders & Smith. 2005 - The endocranium of the theropod dinosaur Ceratosaurus studied with computed tomography. Acta Palaeontologica Polonica 50 (3): 601–616.
Sereno, Beck, Dutheuil, Gado, Larsson, Lyon, Marcot, Rauhut, Sadleir, Sidor, Varricchio, G. P. Wilson & J. A. Wilson. 1998 - A long-snouted predatory dinosaur from Africa and the evolution of spinosaurids. Science 282:1298–1302.
Sereno, Wilson, Witmer, Whitlock, Maga, et al. 2007 - Structural Extremes in a Cretaceous Dinosaur. PLoS ONE 2(11): e1230.doi:10.1371/journal.pone.0001230.
Stromer, 1915 - Ergebnisse der Forschungsreisen Prof. E. Stromers in den Wüsten Ägyptens. II. Wirbeltier-Reste der Bahariye-Stufe (unterstes Cenoman). 3. Das Original des Theropodes Spinosaurus aegyptiacus nov. Gen., nov. Spec. Abhandlungen der Königlich Bayerischen Akademie der Wissenschaften, Mathematisch-Physikalische Klasse, München 28:1–28.

5 commenti:

  1. Post interessante !
    Volevo solo avere una piccola informazione ...

    Questo modellocalza meglio con una "gobba" a mo' di bisonte o rintroduce-mantiene la vecchia e cara "vela" ?

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  2. Credo che calzi con entrambi: non penso che le due interpretazioni delle spine neurali siano necessariamente in conflitto. Se, come appare chiaro, l'ambiente del Cenomaniano nordafricano era estremamente arido e caldo, gobba e termoregolazione sono egualmente utili.

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  3. Una domanda: ma come facciamo a sapere che l'olotipo di Spinosaurus è un animale sub adulto? Mi pare difficile constatarlo, essendo andato distrutto.

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    1. In base alla dettagliata descrizione del fossile (Stromer 1915) ed alle illustrazioni nello stesso studio, si vede che buona parte delle vertebre non ha la fusione completa di arco neurale e centro. Generalmente, questa fusione avviene nello stadio adulto. Ciò parrebbe indicare che l'esemplare fosse subadulto.

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  4. Aspetta, avevi fatto un post intitolato "Il fallico e falladico mito dei 17 metri" che riguardava le dimensioni proposte per Spinosaurus nel 2005, ma non riesco più a trovarlo; che fine ha fatto?

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