(Rough) Translator

09 marzo 2011

Evento Speciale in "Dinosauri in Carne e Ossa" (Aggiornamento)

Foto F. Manucci - Fotoelaborazione A. Pirondini
Sabato 12 marzo, dalle ore 10 alle 19, presso l'Urban Center di Piacenza, si terrà un evento speciale all'interno di Dinosauri in Carne e Ossa. Saranno presenti tutti gli artisti e paleontologi coinvolti nella Mostra (Simone Maganuco, Cristiano Dal Sasso, Davide Bonadonna, Lukas Panzarin, Marco Auditore, Fabio Pastori , Troco, Loana Riboli, ed altri) che interverranno per mostrare dal vivo come si creano i dinosauri.
Sarò presente anche io, con un mio contributo... theropodologico.
Non mancate!

06 marzo 2011

Il più grande paleoartista (secondo me)

Abstract -  In my opinion, the best palaeoartist is not among the dinosaur-palaeoartists, since dinosaurs are too-much anthropomorphically and mythologically characterized, preventing the creation of fully naturalistic pictures and artistically valuable reproductions of their lost world, even when the artists try to be the most objective and naturalistic as possible. The best palaeoartist is a mostly-Cenozoic worker (see below)...
Questo post è ispirato da un recente commento sulla Dinosaur Mailing List. Strano che non ne abbia mai parlato prima, e che sia stato necessario leggere da altri un'opinione che da molto tempo è profondamente mia...
Quando si parla di paleoarte si pensa immediatamente ai dinosauri, e, quindi, ai più famosi paleoartisti dei dinosauri. Automaticamente, si tende quindi a ritenere che il più grande paleoartista sia un paleoartista specializzato sui dinosauri. In realtà, per quanto apprezzi molto l'opera dei più famosi paleoartisti dei dinosauri (da Sibbick a Martin, per citare alcuni dei più noti), resto dell'idea che nessuno di questi possa rivendicare la palma del "migliore paleoartista" (ammesso che questo titolo abbia senso). Ovviamente, questo genere di categorie è puramente soggettivo (o forse no?) ed è arduo stabilire un criterio per ordinare oggettivamente la qualità degli artisti. Tuttavia, a parte alcune eccezioni, resto dell'idea che la maggioranza delle opere di paleoarte sui dinosauri sia inevitabilmente contaminata dalla mitologia dinosauriana, dalla seduzione per il fantasy. Insomma, sono veramente pochi gli artisti capaci di non trasfigurare i dinosauri in creature mitologiche. Quasi tutti, quasi sempre, sono più o meno tentati dalla spettacolarizzazione, la caratterizzazione e l'esaltazione di aspetti non-naturali, chiaramente mitologici. Oppure, quando riescono ad evitare l'influsso mitico-spettacolaristico, declinano nell'eccessivamente schematico, nell'illustrativo stretto, nel tecnico-anatomico. Sia chiaro, non sono difetti, ma anche in questi casi, si tratta di ambiti non-paleoartistici. La paleoarte nella sua forma più elevata dovrebbe essere creazione il più possibile fedele delle immagini del Tempo Profondo e non una serie di tavole fantastiche, immaginifiche, né tanto meno la mera illustrazione di inserzioni muscolari ricoperte di pelle.
Dobbiamo quindi rassegnarci all'idea che non esista una paleoarte non-mitica e non-diagrammatica? Per ora, purtroppo, temo che con i dinosauri sia così. Per questo, ripeto, penso che il migliore paleoartista esistente non sia uno specializzato nei dinosauri. Il migliore è un grandissimo artista del Cenozoico. Credo che basterà questa tavola per convertirvi alla mia fazione:

04 marzo 2011

Saturazioni di Theropoda (veri) reprimono Theropoda (il blog)

Abstract - I'm very theropodologically busy: with 2 papers almost finished, one in preparation and a fourth going to start, I have not much time for blogging. Not mentioning Megamatrix...
Post molto personale (abbiate pazienza)...
Questo periodo non ho molto tempo per postare. Fortunatamente (si fa per dire), è anche una stagione relativamente magra sul fronte delle novità theropodologiche, quindi non ho nemmeno i classici incentivi a scrivere post sulle novità pubblicate. La causa del poco tempo da dedicare a Theropoda (il blog) sono i Theropoda (quelli veri). Attualmente, ho 2 articoli quasi finiti che attendono solamente le ultimissime aggiustatine prima di essere inviati ai revisori, uno che è a metà strada lungo l'iter preparatorio ed un quarto che è in programma e partirà a breve. Tutti articoli strettamente theropodo-mesozoici, e molto interessanti, che spaziano un ampio spettro del clade, sia nelle dimensioni degli animali che nelle posizioni filetiche di questi ultimi. Ovviamente, per ora non posso scendere nei dettagli... (quindi, per favore, evitate domande a cui non risponderei).
E ho tralasciato di menzionare Megamatrice, che sta progredendo nella stesura del testo definitivo...
Se tutto andrà per il verso giusto, il 2011 (o eventualmente l'inizio del 2012) vedrà alcune mie significative produzioni e collaborazioni. Ironicamente, prima di questi studi "theropodeschi" saranno pubblicati altri miei lavori "extraterritoriali", interessanti fuoriuscite che hanno arricchito il mio bagaglio di conoscenze e esperienze. Questi ultimi sono già in stampa, quindi è solo questione di tempo.
Ok, non dovrei cantarmela da solo, sopratutto anticipatamente, ma già la consapevolezza di aver partecipato a ricerche importanti nella mia "area" di studio mi rende molto soddisfatto... Non posso negare di essere molto fortunato ad aver avuto queste opportunità. Spero quindi di condividere presto coi miei lettori i frutti di queste ricerche.
L'autostima è una bella sensazione.

03 marzo 2011

Dove finisce la finzione...

Abstract - Where's the fiction and where the reality? The answer, today, at the Urban Center of Piacenza, where S. Maganuco, S. Nosotti and D. Bonadonna are talking about how science and art  meet in "Dinosauri in Carne e Ossa".  
Con questo giovedì, inizia la serie di conferenze ed incontri all'interno di Dinosauri in Carne e Ossa.
Volete scoprire dove finisce l'opera pittorica e dove inizia la realtà? Allora, dovete visitare la Mostra all'Urban Center di Piacenza, aperta fino al 31 maggio.
Anzi, ora vado: oggi, S. Maganuco, S. Nosotti e D. Bonadonna ci parleranno di come sia nata questa spettacolare fusione di arte e scienza.

01 marzo 2011

Farewell Google Translator... welcome back abstract! (Updated)

Abstract - During the first months of Theropoda.blogspot life, I usually introduced every post with a short English abstract for non-Italian readers. After the inclusion of the Google Translator link, I avoided to write an abstract for non-Italians. Unfortunately, the currently available versions of Google Translator are not perfect, and they often completely deform most of the original meaning of my words. Although my English is not particularly fluent when compared with my mother language, I think that the return of abstracts written by myself is more useful than a quite obtuse - and often totally wrong - mechanical translation.
Update: Following some comments, the Google Translator has been retained as an option, in particular for the old posts lacking the abstract.

Una serie di fattori slegati mi portano a rivedere un aspetto importante del blog. Come saprete dalla frequentazione regolare del blog, esso ha una buona componente di lettori non-italiani (attestata attorno al 35% dei visitatori). Per permettere a questi lettori di comprendere il senso delle mie parole, inizialmente (nel 2008) introducevo ogni post con un breve riassunto in inglese. Sebbene il mio inglese non sia particolarmente fluente, (ma abbastanza buono per le esigenze della mia produzione scientifica) sopratutto se comparato con la "retorica" nella mia amatissima lingua madre, esso era sufficiente per scrivere brevi riassunti che, pur tralasciando le parti più argomentative del mio discorso, erano comunque informative per qualunque lettore interessato (ad esempio, non so se saprei rendere in inglese il paragrafo che avete appena letto).