25 ottobre 2017

Lo strano caso del Gallimimus morto sulle sue orme

Online si può trovare sia l'eccellenza sia la ciarlataneria. La seconda, proprio perché ciarlatana, si camuffa e simula l'eccellenza, nella speranza di farla franca. Ma se si è pratici all'eccellenza, la bufala si svela immediatamente.
Online, mi sono imbattuto in un "fake paper", ovvero, un file che a prima vista può sembrare un vero articolo scientifico, con tanto di titolo, autori, formattazione che somiglia stranamente a quella di Nature, figure e bibliografia*. Il "fake paper" è assolutamente privo di senso logico, dato che sostiene che la fossilizzazione delle impronte fossili di dinosauro sia legata a variazioni del campo gravitazionale terrestre!
Una rapida lettura del "fake paper" ci permette di chiarire le fondamenta di questo "studio". Gli autori fraintendono uno studio sulla biomeccanica di Tyrannosaurus, nel quale è testata la possibilità che l'adulto di T. rex fosse in grado di correre (ovvero, mantenere una fase sospesa durante la camminata), e si pongono la domanda assurda del come sia possibile che esistano impronte di dinosauro se i dinosauri non erano capaci di correre. Da lì, parte la loro necessità di trovare una causa "fisica" che permetta ai dinosauri di camminare nonostante l'impossibilità fisica di farlo, che gli autori ritengono sia identificabile dalle impronte fossilizzate, le quali dimostrerebbero una repentina variazione della forza di gravità nel Mesozoico.

Scusa, puoi ripetere?

Ricapitoliamo: nel Mesozoico la gravità era più bassa di oggi, e ciò permetteva ai dinosauri di muoversi nonostante l'impossibilità fisica di farlo con la gravità di oggi. Poi, la forza di gravità aumentò rapidamente al valore attuale e questo portò alla rapidissima litificazione e fossilizzazione delle impronte.

Eh?

Chiariamo fin da subito che questi "ragionamenti" sono pure farneticazioni. Il fatto che l'adulto di Tyrannosaurus possa non essere in grado di correre non implica che fosse incapace di muoversi o di stare in piedi... semplicemente, non correva. Anche gli elefanti non galoppano, ma questo non pare dar loro problemi, e non mi pare che la loro esistenza richieda violazioni delle leggi fisiche. Inoltre, la forza di gravità terrestre non varia significativamente nel tempo, dato che è una funzione della massa del pianeta, e sicuramente non varia in modo istantaneo. In ogni caso, non ha senso pensare che i fossili si formino per variazione della forza di gravità.
La domanda inevitabile è su chi abbia scritto questa assurdità. L'affiliazione dei tre autori sudcoreani di questo ridicolo "articolo" risolve la questione: una chiesa battista con tanto di sito biblico. Ovvero, un gruppo creazionista. Non ho nulla di personale contro le chiese battiste sudocoreane, ma non sono certamente gli istituti qualificati per parlare di impronte di dinosauro, di processi di fossilizzazione o di variazioni nella forza di gravità.

Siccome non voglio dare l'idea di essere ostile verso i sudcoreani che studiano orme di dinosauro, passo direttamente al vero tema del post, un eccellente articolo avente come primo autore un paleontologo sudcoreano. Lee et al. (2017) descrivono un sito ad impronte di theropodi dal Cretacico Superiore della Mongolia. Caso molto raro, in questo sito è anche preservata una zampa posteriore parziale di un Gallimimus. Raramente si rinvengono ossa associate ad impronte, dato che, generalmente, i contesti ambientali che permettono la preservazione delle impronte non sono allo stesso modo ideali per preservare le ossa. La tentazione di vedere nel Gallimimus morto nel sito anche l'autore delle impronte è sicuramente forte, ma sarebbe una grossolana ingenuità. Il solo fatto di avere impronte e ossa nel medesimo sito non implica che esse siano legate da una relazione diretta. Lee et al. (2017) svolgono una eccellente indagine tafonomica del sito, che permette di chiarire le condizioni che hanno prodotto questa associazione fossile. Difatti, le impronte sono conservate in un livello di sabbie (litificate) che è distinto (e più recente) del livello a fanghi (litificati) dove è presevato il piede di Gallimimus. Questo significa che il Gallimimus rimase impantanato e morì in un contesto fangoso (più umido) che precedette la fase sabbiosa (più arida) durante la quale si formarono le impronte. Anche se è molto probabile che le impronte più abbondanti conservate nel livello sabbioso siano riferibili ad ornithomimidi, nessuno degli animali che lasciò quelle impronte è anche il proprietario della zampa conservata nel livello sottostante.

Questo esempio ci ricorda come l'indagine paleontologica debba sempre essere corredata da una analisi tafonomica, ovvero l'indagine sul contesto geologico ed ambientale che ha prodotto e conservato i fossili che rinveniamo. Una lettura "letterale" ed ingenua dei fossili (anche senza arrivare alle farneticazioni gravitazionali), priva del supporto sedimentologico, stratigrafico e tafonomico, è la principale causa delle mistificazioni e favolette che regolarmente sono prodotte e diffuse a proposito dei dinosauri.

Bibliografia:
Hang-Jae Lee, Yuong-Nam Lee, Thomas L. Adams, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Louis L. Jacobs, Eva B. Koppelhus. 2017. Theropod trackways associated with a Gallimimus foot skeleton from the Nemegt Formation, Mongolia. Palaeo3 doi:10.1016/j.palaeo.2017.10.020

*Mi rifiuto di citare esplicitamente gli autori o altri dettagli del "fake paper".

3 commenti:

  1. Andrea, per caso hai fatto post sulla tafonomia o hai intenzione di farne?
    Anche se ne riconosco l'importanza non riesco ad apprezzare questa branca della paleontologia perché non ne so nulla e sarei felice se ci scrivessi qualcosa su...

    Giulio, Torino / G.C.T.

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    Risposte
    1. La tafonomia è la spina dorsale della paleontologia. Un paleontologo non è paleontologo se non ragiona tafonomicamente.
      Nel blog ne parlo spesso, ma non ho dedicato un post esplicitamente alla branca tafonomica: se cerchi "tafonomia" sulla barra orizzontale in alto a sinistra avrai dei post in cui ne parlo.

      "non riesco ad apprezzare questa branca della paleontologia perché non ne so nulla"

      Purtroppo, è il problema principale del 95% degli appassinati. Conoscete benissimo tremila nomi di taxa e di cladi fossili, ma poi ignorate la vera essenza della paleontologia. Sia chiaro, non è colpa vostra, ma dell'attuale modo di divulgare la paleontologia: trasformata da "scienza che analizza i fossili" a "scienza della vita passata", dimenticando/ignorando che un fossile non è una "forma di vita del passato", se prima non è stato capito in quanto un oggetto tafonomico.

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  2. Ottimo spunto di riflessione applicabile ad un'infinità di casi simili. Effettivamente non è scontato riferire una traccia ichnologica allo stesso individuo di cui sono noti resti di ossa anche se strettamente associati o viceversa (apparte che in casi chiaramente lampanti es. Propanoplosaurus). Se poi non si tratta di una potenziale identità di due individui ma di due specie la questione assume connotati "pericolosamente" chimerici.

    Quanto al ragionamento del gruppo creazionista, è così insensato che non riesco nemmeno a seguirne l'argomentazione.

    Danny C

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