29 giugno 2009

Megalosaurus - Revenge of the Fallen


In un recente post ho accennato all’abuso del nome Megalosaurus, avvenuto sopratutto nel periodo 1850-1970. In particolare, qualsiasi theropode di taglia medio-grande scoperto in strati Giurassici inglesi tendeva ad essere attribuito a tale taxon.

Di recente, è stata avviata un’opera di revisione, sopratutto grazie agli studi di Roger Benson. In particolare, è stato determinato l’esemplare di riferimento della specie tipo di Megalosaurus, mentre esemplari di altre specie sono stati attribuiti a nuovi generi distinti, come Duriavenator.

Rimaneva un problema aperto. L’esemplare tipico della (ormai) unica specie valida di Megalosaurus, il dentale di M. bucklandii, proviene da Stonesfield, in Inghilterra. Stonesfield ha fornito una ricca collezione di theropodi di taglia medio-grande, in particolare, alcuni resti cranici e pelvici, numerosi denti e femori. Cosa sono questi theropodi? Sono anch’esso attribuibili a Megalosaurus?

Nell’ultimo decennio, è prevalsa l’idea che i resti di Stonesfield appertengano ad almeno due theropodi distinti, di cui uno, forse, potrebbe essere Megalosaurus. Ciò si basava sull’identificazione di due distinti morfotipi, sopratutto a livello di ilei e femori (Day & Barrett, 2004). Recentemente, Benson (2009) ha ri-analizzato nel dettaglio i resti ossei da Stonesfield, per stabilire se e quanti siano i presunti taxa di grandi theropodi da quella Formazione. La sua analisi indica che non ci sono evidenze sull’esistenza di più di un taxon di theropode di taglia medio-grande nella collezione da Stonesfield. Pertanto, dato che il lectotipo di Megalosaurus proviene da quella stessa collezione, è probabile che tutti i resti siano attribuibili a quel taxon.

Questa interpretazione ha profonde implicazioni sulla sistematica di Megalosaurus, e su tutti i nomi tassonomici ancorati su quel theropode: se ora, invece che un solo frammento mandibolare, disponiamo di una ricca serie di ossa da più regioni corporee, abbiamo modo di confrontare direttamente Megalosaurus con gli altri theropodi giurassici. Lo stesso Benson sta preparando uno studio in proposito... non ci resta che attendere!

Ringrazio Lukas Panzarin per avermi inviato l’articolo.

Bibliografia:

Benson R.B.J., 2009 - An Assessment of Variability in Theropod Dinosaur Remains from the Bathonian (Middle Jurassic) of Stonesfield and New Park Quarry, Uk, and Taxonomic Implications for Megalosaurus bucklandii and Iliosuchus incognitus. Palaeontology (in press).

Day J.J. & Barrett P.M., 2004 - Material referred to Megalosaurus (Dinosauria: Theropoda) from the Middle Jurassic of Stonesfield, Oxfordshire, England: one taxon or two? Proceedings of the Geologists’ Association, 115: 359–366.

5 commenti:

  1. Mi mancavan i post andrea XD
    Buona fortuna a benson allora... meno male, così si farà luce su sto misterioso spinosauroide. Ironico che proprio il primo dinosauro non aviano descritto, quello che fu usato come uno dei 2 punti per istituire DInosauria (l'altro iguanodon), sia così misterioso

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  2. Che ne e' di:
    'Megalosaurus' bredai Seeley, 1883
    (?Betasuchus Huene, 1932) [femore]
    e 'M.' lonzeensis Dollo, 1883 [ungueale - pes]? (i cui resti vidi al Museo Reale di Storia Naturale di Bruxelles)...
    Troppo frammentari? Eppure un femore può dirci qualcosa

    Leo

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  3. Betasuchus è basato su un femore dal Maastrichtiano dell'Olanda. La morfologia (inclinazione della testa del femore, forma e posizione dei trocanteri) indicano un neotheropode non-tetanuro. Si tratta, molto probabilmente, di un abelisauroide.

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  4. Grazie mille Andrea!
    Può comunque essere Tarascosaurus?

    Leo

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  5. Penso e spero di no:

    Penso: Tarascosaurus è basato su un frammento di femore e alcune vertebre dal Campaniano inferiore della Francia. Pur essendo anch'esso abelisauroide, si tratta comunque di un theropode vissuto almeno 8-10 milioni di anni prima di Betasuchus: la sinonimia è quindi improbabile.

    Spero: se fossero lo stesso taxon, data la scarsità di resti di theropodi tardo-cretacici europei tale coincidenza di ritrovamenti implicherebbe una (terribilmente) bassa biodiversità...

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