08 gennaio 2009

Theropodi (e hadrosauridi) polari siberiani della fine del Cretacico (Godefroit et al., 2009)


C’erano una volta, i dinosauri, enormi rettili tropicali. Poi il clima si raffreddò, e i dinosauri si estinsero, perché incapaci di adattarsi al nuovo clima.

Non si può provare gioia paleontologica maggiore di vedere simili storielle grossolane distrutte dalla finezza dei dati reali. L’esistenza di dinosauri polari è nota da tempo (Rich et al., 2002), quindi non racconto niente di eclatante, tranne che un nuovo sito pubblicato di recente aggiunge nuovi dati a sostegno dell’ipotesi che la serie di cause che fece estinguere i dinosauri non-neorniti sicuramente non comprese un raffreddamento climatico.

Godefroit et al. (2009) descrivono un sito a microfossili dal Tardo Maastricthiano di Kakanaut, nella Siberia orientale, localizzato paleogeograficamente all’interno del circolo polare artico. I dati paleoclimatici e paleobotanici indicano un clima temperato-fresco, con temperatura media annua intorno a 10°C ed abbondante precipitazione. I microfossili comprendono numerosi resti vegetali, scaglie di pesci e numerosi resti isolati di dinosauri (principalmente hadrosauridi), tra cui i denti di un neoceratopso, e almeno 5 specie di theropodi: due troodontidi (uno con denti simili a Urbacodon, l’altro simile a Troodon), due dromaeosauridi (uno simile a Saurornitholestes, l’altro a Dromaeosaurus) ed un tyrannosauridae. Aspetto molto interessante, questo sito polare è il primo ad averci restituito resti di uova, sia di hadrosauridi che di theropodi.

Questa associazione fossilifera è significativa per numerosi motivi:

1- Essa è più simile alle associazioni dell’Alaska, Canada e Montana rispetto alle (apparentemente) più vicine associazioni di Cina e Mongolia dello stesso periodo: ciò indica una forma di regionalismo, ed è segno di ricchezza faunistica alla fine del Cretacico.

2- Essa non pare impoverita rispetto alle associazioni del Campaniano, quindi mostra che alla fine del Cretacico le faune a dinosauri non erano in declino.

3- L’associazione a rettili comprende solo i dinosauri: coccodrilli, choristoderi e tartarughe sono assenti.

Questo ultimo dato, come ha evidenziato Buffetaut (2004), acquista significato se lo si confronta con altre formazioni del Cretacico Superiore:

a) Coccodrilli, choristoderi e tartarughe sono presenti nella formazioni polari della prima metà del Cretacico Superiore.

b) Coccodrilli, choristoderi e tartarughe scompaiono dalle formazioni polari della seconda metà del Cretacico Superiore ma restano abbondanti nelle formazioni contemporanee alle basse latitudini (a clima più caldo).

Pertanto, il sito di Kakanaut rafforza l’idea che i dinosauri erano adattati meglio degli altri rettili alle condizioni climatiche polari del Cretacico Superiore. Inoltre, essi non soffrirono del raffreddamento climatico che invece portò gli altri rettili ad abbandonare le zone polari alla fine del Cretacico. L’adattabilità dei dinosauri alle latitudini polari è rimarcata anche dai resti di uova, la prova che essi permanevano anche per riprodursi (probabilmente durante la fase di luce perenne). In particolare per i theropodi, dato che le specie di Kakanaut sono tutte coelurosauri (in questo caso, paraviali e tyrannosauridi) è probabile che la presenza di piumaggio abbia contribuito alla loro adattabilità alle alte latitudini.

Inoltre, il fatto che come tutti gli altri dinosauri (non-neorniti), anche quelli polari si estinsero alla fine del Maastricthiano, mentre coccodrilli, choristoderi e tartarughe perdurarono nel Cenozoico, dimostra che qualunque fu la serie di cause dell’estinzione del limite K-T, essa non fu dovuta a cambiamenti climatici (infatti, nel caso di un cambiamento climatico, ci dovremmo aspettare una maggiore sopravvivenza dei dinosauri, aventi una fascia di climi tollerabili più ampia, rispetto a coccodrilli, choristoderi e tartarughe, climaticamente più sensibili).

Bibliografia:

Buffetaut E., 2004 - Polar dinosaurs and the question of dinosaur extinction: a brief review. Palaeogeogr. Palaeoclimatol. Palaeoecol., 214:225–231.

Godefroit P., Golovneva L., Shchepetov S., Garcia G. & Alekseev P., 2009 - The last polar dinosaurs: high diversity of latest Cretaceous arctic dinosaurs in Russia. Naturwissenschaften. DOI 10.1007/s00114-008-0499-0

Rich T.H., Vickers-Rich P. & Gangloff R.A., 2002 - Polar dinosaurs. Science 295:979980.

2 commenti:

  1. DinosaursT-rex1308/1/09 18:29

    Ciao, Andrea. Sono veramente felice che vecchie teorie siano state finalmente smentite.
    Inoltre hai parlato di un Tyrannosauridae: sapresti dirmi se è possibile stimare le dimensioni dell'animale tramite i resti ritrovati? Vorrei anche sapere le principali specie di dinosauri che abitavano la zona durante il Campaniano. Grazie mille della tua attenzione!

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  2. L'unico dente tyrannosauridae illustrato nell'articolo è relativamente piccolo. Non si capisce se è giovanile o adulto. Mi spiace ma non ci sono altre informazioni sul tyrannosauridae. L'articolo dice che la composizione della fauna campaniana della zona è praticamente la stessa di quelle più famose provenienti dal Canada, ma non entra nei dettagli. L'articolo è comunque scaricabile dal sito di Naturwissenschaften. DOI 10.1007/s00114-008-0499-0

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