04 settembre 2014

Colui che non teme nulla


Chi ha seguito la mia presentazione ad un Darwin Day 2014, ricorderà che il tema del mio intervento fu il perché ci fu un tale gigantismo nei dinosauri. In quella presentazione, spiegai che il vantaggio adattativo del gigantismo è abbastanza chiaro, ma che tale vantaggio è tale solamente nell'età adulta, e che, di fatto, il gigantismo diventa “adattativo” solo perché associato a qualche mix di adattamenti che permettano la sopravivvenza allo stadio giovanile. Qualunque fossero tali adattamenti, una volta divenuti adulti i sauropodi giganti erano probabilmente inattaccabili da parte di qualunque predatore, e, di fatto, “non temevano nulla”.
Dreadnought è un termine dell'inglese antico che significa approssimativamente “colui che non teme nulla”. Il termine è noto in tutto il mondo per indicare la principale classe di nave da battaglia in attività nella prima metà del XX secolo (quelle che, in italiano, chiamiamo “corazzate”). Da oggi, questo termine, opportunamente latinizzato in Dreadnoughtus, è entrato a far parte del vocabolario paleontologico, come nome generico di un nuovo titanosauro gigante, Dreadnoughtus schrani (Lacovara et al. 2014).
Dreadnoughtus è basato su due esemplari parziali ed articolati dal Cretacico Superiore della Patagonia. Ciò che rende questo nuovo taxon meritevole di menzione è sicuramente l'ottimo grado di preservazione dei due esemplari noti (per gli standard dei grandi sauropodi, generalmente noti da poche ossa isolate), che permettono di ricostruire la maggior parte dell'anatomia della regione post-cervicale. Basandosi su altri titanosauridi per stimare le dimensioni del cranio e del collo (noto solamente per due vertebre, ma che date le proporzioni indicano un collo affusolato) e completare lo scheletro, Dreadnoughtus è lungo circa 26 metri e con una massa di quasi 60 tonnellate. Aspetto interessante, l'analisi istologica delle ossa indica che nessuno dei due esemplari noti fosse senescente (ovvero, nella fase di quasi completo arresto della crescita, tipico degli esemplari più maturi) al momento della morte, quindi è presumibile che queste non fossero le dimensioni massime raggiungibili da questo dinosauro.

PS: prima che qualcuno lo chieda, questo non è il titanosauro gigante argentino di cui si è parlato qualche mese fa.

Bibliografia:
Lacovara, K.J. et al. 2014. A Gigantic, Exceptionally Complete Titanosaurian Sauropod Dinosaur from Southern Patagonia, Argentina. Nature Scientific Reports 4, 6196; DOI:10.1038/srep06196.

15 commenti:

  1. In un documentario di quelli con le immagini generate al computer, si affermava che i piccoli sauropodi si nutrissero di insetti. Questo per avere le energie necessarie alla rapida crescita che gli permetteva di essere inattaccabili.
    Sai di articoli scientifici che hanno ipotizzato questa dieta nei giovani sauropodi?

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    1. Non mi risulta, anche se va detto che dei giovani sauropodi si sa molto poco.

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  2. La lunghezza, almeno dell'esemplare trovato, è più o meno quanto quella di Diplodocus carnegii, però rispetto a quest'ultimo la massa è decisamente superiore, o sbaglio? Quindi era più massiccio rispetto a Diplodocus carnegii?
    Alessandro (Bologna)

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  3. E questo non dovrebbe essere nemmeno il più grande dei sauropodi, mi sbaglio?

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  4. Argentino, perché la cosa non mi stupisce? :) Quelle terre sono meravigliose tombe di giganti.
    Qual è l'età media dei sauropodi? Erano molto longevi?

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    1. L'età media dei sauropodi? Ogni specie presumibilmente aveva la propria...
      In ogni caso, non mi risultano esemplari di sauropodi la cui età in base alle analisi istologiche fosse maggiore di 30-40 anni. I dinosauri crescevano in fretta e morivano relativamente presto.

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  5. In un documentario su youtube, un noto paleontologo argentino (tale Coria), ipotizza che questi grossi erbivori (non questo in particolare, uno simile forse un pò più piccolo) potessero essere predati con la tecnica che usano oggi i varani a komodo con i bufali, cioè infliggere piccoli morsi ed aspettare (o sperare) in qualche infezione. Però non spiegava in base a quali elementi avesse elaborato tale teoria.
    E' plausibile? E soprattutto come si arriva a tali conclusioni?

    Ecco la fonte, minuto 30-31 https://www.youtube.com/watch?v=-JmMqZVBJMo

    FT

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    1. Lasciate perdere i documentari: spesso stravolgono persino le parole originali dette dai paleontologi durante la registrazione del video...

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  6. dopo il modo e il tempo della mignaturizzazione, a quando in modo e il tempo del gigantismo nei sauropodi?

    Ale

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    1. intendevo miniaturizzazione....

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  7. Da non addetto mi viene da pensare che la Patagonia cretacica avesse condizioni ecologiche particolarmente favorevoli alla costituzione di specie di titanosauri giganti (quest'ultimo, Argentinosaurus, Elaltitan). É veramente così? Oppure ci sono altre spiegazioni di questo fenomeno? Sono state fatte ipotesi ecologiche a proposito? Grazie e saluti.

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    1. Semplicemente, si dimentica di Alamosaurus (Nord America), Paralititan (Africa), Huanghetitan (Asia) e si ritiene che i titanosauri giganti fossero solo patagonici...

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