17 giugno 2014

Comportamenti complessi ed interpretazioni semplicistiche




Ho scritto spesso che la complessità del comportamento dei rettili è spesso sottovalutata. Inoltre, molti tendono a interpretare il comportamento di questi animali in funzione di categorie comportamentali sviluppate per descrivere il comportamento dei mammiferi (Homo sapiens in primis). Pertanto, qualora si osservino comportamenti complessi in un rettile, è sempre rischioso descrivere un fenomeno che, più o meno consciamente, tendiamo ad "antropomorfizzare" o "mammalizzare".
La scena che vedete qui sopra sta facendo il giro della rete. Ammetto che è qualcosa del tutto inaspettato, e che immediatamente "leggiamo" sotto la nostra ottica di esseri umani eu-sociali. Inoltre, la naturale simpatia per i gechi e la generale antipatia di cui godono - ingiustamente - i serpenti, porta la maggioranza degli osservatori a "vedere" un piccolo dramma in cui un eroico geco salva la vita al suo amico.
Come interpretare, lucidamente e scientificamente, questa scena?

Come distinguere un comportamento altruistico "genuino", nel quale un animale corre dei rischi al fine di permettere la sopravvivenza di un altro, da un comportamento egoistico che - indirettamente - genera un vantaggio anche per il malcapitato geco stritolato dal serpente?
Molti vedono nella scena un atto di altruismo, ma come possono dimostrare che il geco "eroe" NON abbia agito per puro egoismo, ad esempio, cercando di scacciare un serpente dal proprio territorio, con la conseguenza di "salvare" - in modo del tutto inconsapevole e non intenzionale - l'altro geco? Inoltre, non tutti i comportamenti che appaiono intenzionali, che somigliano ai comportamenti intenzionali umani, sono effettivamente prodotti di intenzionalità umana. Noi tendiamo a vedere ciò che vogliamo vedere, e - specialmente nel caso del comportamento animale - tendiamo a vedere noi stessi anche dove non siamo. E questo può, spesso, impedirci di osservare in modo obiettivo e razionale un fenomeno naturale, restringendo il campo delle spiegazioni a ciò che - in modo spontaneo e immediato - attribuiamo normalmente ai nostri simili. Un etologo deve sempre riflettere su ciò che osserva, ma anche sui propri pregiudizi e aspettative. Non basta "vedere" qualcosa per affermare che "effettivamente è andata così". Un comportamento territoriale può, difatti, generare - indirettamente - una scena di "eroismo", sebbene l'animale "eroe" non abbia alcuna intenzione di "salvare" un altro animale.

6 commenti:

  1. Non vorrei rovinare il senso di fondo del post dicendo una fesseria, ma comunque, gli autori del filmato scrivono chiaramente nel titolo che un geco salva la vita al proprio compagno\a. Ora, io personalmente non so se i gechi siano animali sociali o solitari, ma ricordo che quando in estate, da piccolo, stavo nella casa in campagna, vedevo un sacco di gechi tutti assieme, ma non mi pare di aver mai assistito a scene di lotta per una dato territorio, visto che spesso li vedevo immobili uno addosso all'altro, tanti ce n'erano, aspettando, magari, il momento giusto per cacciare.

    Comunque, che abbiano scritto "MATE", compagno, volutamente, e non, che so, "un altro geco", può significare qualcosa?

    Cristian.

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    1. ... insomma, magari quel geco, visto che la scena sembra svolgersi all'interno di una casa, può essere interpretato davvero come il compagno\a dell'altro animale, dopo essere stati visti interagire insieme, cooperare e quant'altro.

      Cristian.

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    2. Un titolo su YouTube non mi pare sia una prova sufficiente di una socialità con cooperazione.

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  2. É anche vero che la maggior parte dei rettili si tollera vicendevolmente proprio perché non sono sociali, e quindi si ignorano a vicenda come se gli altri neanche ci fossero. Spesso vedi i sauri salirsi gli uni sugli altri senza che nessuno faccia nulla, come se non stesse capitando niente.

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  3. É anche vero che i gechi hanno una socialità più complessa della maggior parte dei sauri. Ad ogni modo, vedendo il video, sembra che il geco attacchi l'ofidio più per difendere se stesso, come se non avesse notato l'altro heco in pericolo

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  4. Sì, è anche la mia impressione.

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