27 novembre 2013

Un contributo italiano alla controversia su "Toroceratops"

Marcatori morfometrici utilizzati nell'analisi di Maiorino et al. (2013b).
Questo blog ha una connotazione lievemente nazionalista (non fraintendete, uso il termine "nazionalista" nella sua accezione più moderata, morbida e priva di connotazioni politiche), e quando ne ha l'occasione non manca di menzionare ricerche svolte da italiani in paleontologia dei vertebrati, sopratutto se dinosauri mesozoici. A quanto mi risulta, finora nessun italiano aveva svolto studi specifici relativi ai ceratopsidi, quindi gli articoli pubblicati questo mese da Maiorino et al. (2013a, b) sono sicuramente significativi, perlomeno sul piano "storiografico". Maiorino et al. (2013b) svolgono analisi morfometriche sui crani riferiti a Triceratops, Nedoceratops e Torosaurus, ed analizzano la distribuzione morfospaziale dei differenti crani, in particolare delle regioni parieto-squamosali. Uno studio analogo, dallo stesso team, aveva indagato la morfometria nei centrosaurini (Maiorino et al. 2013a).

Approfitto del post per spiegare, da un punto di vista neutrale ed esterno (io mi interesso prettamente di theropodi, e non mi azzardo a dare valutazioni specifiche sugli ornithischi) la famosa (e fraintesa) controversia relativa a Torosaurus. Mi auguro che questo post faccia chiarezza per quei lettori che, forse, sono a conoscenza della "diatriba" ma possono confondere i temi e la logica del problema. Al fine di rendere la comprensione della questione più chiara, liberandola da forzature nominalistiche, la espongo slegandola dal suo iter cronologico, come invece viene spesso narrata.

I fatti che tutti concordano: 

Il record fossile dal Maastrichtiano del Nord America ha fornito una ricca serie di resti di ceratopsidi chasmosaurini. In base alle caratteristiche dei crani, ed in particolare dello squamoso e del parietale, i fossili di ceratopsidi tardo-maastrichtiani sono stati suddivisi in vari morfotipi. 

Le differenti interpretazioni dei fatti: 
- secondo alcuni autori, ed in linea con la interpretazione originaria di questi resti, i differenti morfotipi rappresentano taxa (specie e/o generi) distinti, ai quali sono stati dati i nomi di Triceratops (Tr. prorsus, Tr. horridus), Torosaurus (To. latus, To. utahensis) e Nedoceratops (N. hatcheri).
- secondo altri autori, i differenti morfotipi non rappresentano necessariamente taxa distinti, bensì differenti morfologie lungo una stessa serie di crescita all'interno di un singolo taxon. In base a questa interpretazione, il morfotipo "Torosaurus" sarebbe lo stadio maturo di crescita, il morfotipo "Triceratops" (oltre al morfotipo "Nedoceratops" attualmente rappresentato da un singolo esemplare) includerebbe stadi di crescita non ancora del tutto maturi del medesimo taxon. Per le regole di priorità tassonomica, questo taxon prende il nome di Triceratops.
Entrambe le interpretazioni hanno i propri paleontologi a sostegno, le proprie linee di evidenza, i propri metodi di indagine e, sopratutto, si basano su differenti epistemologie sul modo di interpretare il record fossile e di analizzare i dati.

Come ho scritto prima, io non mi occupo di ceratopsidi, e la mia competenza in materia è molto scarsa. Non saprei riconoscere un chasmosaurino da un centrosaurino se mi fosse dato in mano un singolo parietale, quindi penso di non avere nulla di interessante da dare in termini di opinione: mi astengo quindi da "schierarmi" nella disputa sull'interpretazione da dare a questi ceratopsidi.
Al tempo stesso, sono un palentontologo dei dinosauri, e quindi posso, dalla mia posizione "esterna" e "distaccata" (sinceramente, a me interessa poco stabilire se Torosaurus sia o meno valido come taxon), dare qualche suggerimento, o perlomeno fare una critica costruttiva. 
Ogni volta che parlo con qualche "ceratopsologo", non posso fare a meno di rimarcare come queste indagini siano un po' troppo focalizzate su una parte ridotta della paleo-biologia di questi dinosauri, in particolare, una ridotta zona anatomica: il complesso parietale-squamoso, il quale pare avere una preponderanza e centralità per tutte le discussioni su questi ornithischi. Una volta, facendo una battuta, dissi che un ceratopside è solamente un parieto-squamoso con attaccato un animale. A parte la battuta, basta il seguente fatto a confermare le mie parole: se prendete una qualunque analisi filogenetica dei ceratopsidi, ad esempio, la recente analisi di Sampson et al. (2013), e controllate la lista dei caratteri, il complesso parietale + squamoso include 30 caratteri su 97, ovvero il 31% (quasi un terzo) della totalità. Per confronto, in Megamatrice, il complesso parietale + squamoso include 25 caratteri su 1633, ovvero l'1.5%. Parrebbe quindi che nei ceratopsidi il parieto-squamoso sia 20 volte più importante che nei theropodi... e ciò, a mio avviso, fa sorgere il sospetto che esso sia eccessivamente enfatizzato e sovraccaricato di significatività, o a dirla meglio, che altre parti dell'anatomia dei ceratopsidi siano probabilmente sottostimate o ignorate. Pertanto, forse è bene indagare nel dettaglio anche altre aree della anatomia dei ceratopsidi, per vedere se e come queste sostengano una delle due interpretazioni mostrate qui sopra, piuttosto che continuare a fare analisi su analisi sempre più minuziose (spesso quasi in modo parossisitico) focalizzate o incentrate sul complesso parieto-squamoso.


Bibliografia:
Maiorino L, Farke AA, Piras P, Ryan MJ, Terris KM, Kotsakis T (2013a) The evolution of squamosal shape in ceratopsid dinosaurs (Dinosauria, Ornithischia). Journal of Vertebrate Paleontology 33 (6): 1385-1393.
Maiorino L, Farke AA, Kotsakis T, Piras P (2013b) Is Torosaurus Triceratops? Geometric Morphometric Evidence of Late Maastrichtian Ceratopsid Dinosaurs . PLoS ONE 8(11): e81608. doi:10.1371/journal.pone.0081608
Sampson SD, Lund EK, Loewen MA, Farke AA, Clayton KE. 2013 A remarkable short-snouted horned dinosaur from the Late Cretaceous (late Campanian) of southern Laramidia. Proc R Soc B 280: 20131186.

2 commenti:

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  2. I wrote about this here and someone replied here...

    Chinnery (2004) and Mallon and Holmes (2010) are notable publications on this. And postcranial measurements from over 400 specimens exist in ODP's database...

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