01 novembre 2013

Settimana Super-Mesozoica: Episodio 2: Titanosauriformi e rebbachisauridi dal Cretacico Inferiore della Tunisia (Fanti, Cau, Hassine 2013)

Ricostruzione generalizzata di un titanosauriforme basale (opera di Davide Bonadonna)
 La Settimana Super-Mesozoica sta per raggiungere il suo clou, e non potevo non partecipare direttamente...

Infatti, continua la serie di pubblicazioni della premiata ditta Fanti and Cau.
Mentre preparavamo lo studio su Tataouinea, Federico Fanti mi mostrò degli esemplari rinvenuti in alcune località sempre dal sud della Tunisia, ora inclusi nelle collezioni paleontologiche tunisine ma che non erano stati mai descritti. In particolare, i resti di sauropodi provenienti dalla Formazione Aïn El Guettar (Albiano, Cretacico Inferiore) meritavano un'occhiata. Gli esemplari erano in maggioranza vertebre, più alcuni resti di arti, appartenenti a più individui. Un esemplare mi colpì subito. Era una vertebra caudale posteriore lunga più di 10 cm, la cui morfologia non lasciava molti dubbi: il centro procelico, con un distinto cotilo posteriore, e l'arco neurale posto esclusivamente nella parte anteriore della vertebra è infatti una combinazione di caratteri diagnostica dei titanosauriformi derivati! Esso indicava quindi la presenza di un secondo clade di sauropode nell'Albiano tunisino, dopo i diplodocoidi rebbachisauridi rappresentati da Tataouinea. Le ossa quindi, per quanto isolate e frammentarie, meritavano una pubblicazione. 
Caudale posteriore di un titanosauro inclusa nello studio di Fanti et al. (2013)

Lo studio in questione è stato pubblicato in questi giorni (Fanti et al. 2013).
I resti descritti includono una grande vertebra caudale anteriore, riferibile ad un Rebbachisauridae, una serie di vertebre caudali intermedie, riferibili a Titanosauriformes, alcune caudali posteriori riferibili a Titanosauria, ed un omero parzialmente conservato, di grandi dimensioni (lungo circa 1 metro) riferibile ad un titanosauriforme. Pertanto, i resti descritti si possono riferire ad almeno due cladi, Rebbachisauridae e Titanosauria (è possibile che i veri resti titanosauriformi siano attribuibili a più di una specie, ma per ora non è possibile stabilire quante specie siano presenti). La caudale di Rebbachisauridae è troppo frammentaria per poterla riferire direttamente a Tataouinea. Nell'ipotesi che i vari resti di titanosauriforme siano riferibili ad una singola specie, la combinazione di caratteri indicherebbe un Titanosauria relativamente basale, probabilmente esterno a Saltasauridae. In alternativa, i resti potrebbero indicare un titanosauriforme relativamente basale (rappresentato dalle caudali intermedie) ed uno più derivato (rappresentato dalle caudali posteriori). Dato che i resti non sono associati, non si può stabilire quale di queste ipotesi alternative sia la più plausibile.
La fauna a rebbachisauridi e titanosauri nell'Albiano tunisino mostra affinità con altre faune fossili sia africane (ad esempio, in Niger, assieme a Nigersaurus sono documentati resti di titanosauri, sebbene non siano ancora stati descritti) che sudamericane.

Le ricerche compiute sui resti fossili rinvenuti dalle spedizioni guidate da Federico comprendono quindi, oltre a molti resti di coccodrilli, anche vari sauropodi. La preservazione eccezionale dell'olotipo di Tataouinea potrebbe non essere un caso isolato, e fa ben sperare nel caso di future spedizioni.
Ed i theropodi? Non ci sono theropodi nell'Albiano tunisino?
Di questo, ne parlerò in futuro...

Grazie a Davide Bonadonna per l'appoggio iconografico al post!

Bibliografia:
Fanti F., Cau A., Hassine M. 2013. Evidence of titanosauriforms and rebbachisaurids (Dinosauria: Sauropoda) from the Early Cretaceous of Tunisia. Journal of African Earth Sciences. Journal of African Earth Sciences (in press) doi:10.1016/j.jafrearsci.2013.10.010.

2 commenti:

  1. Nell'illustrazione quelle che penso siano le spine neurali sono esposte. Ho visto la stessa cosa in altre illustrazioni.Ti volevo chiedere se questa parte dell'illustrazione è basata su dati scientifici e se sì come i paleontologi hanno stabilito che queste strutture anatomiche fuoriuscivano dalla pelle? Esistono dei corrispettivi ossei che lo indicano in animali attuali che sono stati trovati anche nei resti di questi sauropodi?
    Ti rinnovo gli auguri per la tua attività scientifica che vedo con piacere procedere.

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  2. Quella è una licenza artistica, basata su possibili strutture cornee (da confermare) in alcuni diplodocidi. In alcuni hadrosauridi sono preservate strutture simili. In ogni caso, non sarebbero spine neurali esposte, ma strutture tegumentarie della pelle.

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