07 marzo 2013

Dinosauri In Carne e Ossa: Edizione di Monza

Vi segnalo l'inaugurazione della nuova tappa della Mostra itinerante Dinosauri in Carne e Ossa. Tutti i dettagli nella locandina qui sopra.

13 commenti:

  1. Bello! Peccato che io non possa vederla perchè abito a Messina. Ehi Andrea, sai se hanno intenzione di portarla anche qui al sud?

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  2. Spiacente, ma non saprei. Direi che più ha successo e più è probabile che si estenda anche in altre parti d'Italia: quindi, spronate chi può andare a vederla a farlo, perché la mostra vive e cresce grazie al pubblico.

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  3. Off topic (in parte)

    A proposito di divulgazione scientifica al sud, avete letto questo articolo? Ve lo segnalo.
    Sopratutto l'ultimo periodo...
    Io rabbrividisco.

    Spero in una risposta da parte di tutti i divulgatori scientifici italiani.

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/17214

    Valerio

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    1. Ma si sa cosa è andato perso? Nessuno parla del materiale che è andato perduto. Spero solo che non ci siano andati di mezzo fossili o altri reperti antichi e irrecuperabili......

      Simone

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  4. I battibecchi politici, lasciamoli ad altri siti e blog.

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  5. Non potrei essere più d'accordo, anche se questa, come si diceva un tempo, è una polemica "culturale", anche se forse più "ignorantale".
    Trascurerei completamente la parte politica dell'articolo, possiamo benissimo ignorarla anzi, non è il succo della questione, così come tutte le notizie relative alla gestione (anche qui politica) di un'isitiuzione come la città della scienza.
    Mi concentrerei sulla critica livorosa alla divulgazione scientifica in quanto tale (e dell'evoluzione in particolare). è questo il punto nodale a mio avviso.

    Una frase come questa: "Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia."; sia pure detta (spero, ma dubito) con intento polemico, grida vendetta.

    Non mi interessa granchè dire se quel particolare museo funzionava bene o male, se chi lo gestiva era bravissimo o incompetente, o su chi o perchè l'hanno bruciato. Altri siti e blog parleranno proprio di questo, magari anche con cognizione di causa, immagino anche fanpage. Mi preoccupa che l'idea di fondo di questo articolo sia "la divulgazione scientifica è inutile, non è scienza e non serve a nulla", spese inutili da tagliare, con in aggiunta una dose di aggressività anti-darwinista spropositata. Ed era per questo che la segnalavo qui.

    Valerio.

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    1. Onestamente, delle opinioni del filosofo Fabrice Hadjadj me ne importa poco, sopratutto se pare evidente che non ha capito niente del darwinismo e pare ripetere i soliti ottisi stereotipi di una certa "cultura" non-scientifica.
      Amen

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    2. Io sono stato un ragazzo che consapevolmente conosceva la nozione che l'uomo discende da altri primati. Ciò non mi ha gettato nella disperazione né mi induce a comportarmi da scimmia.
      Questo caso EMPIRICO dimostra che le chiacchiere del filosofo sono solo chiacchiere.

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  6. Ciao Andrea, ti saluto da lettore interessato del tuo blog, apprezzabile nella totalità dei suoi articoli, sempre critici e d'impegnata competenza.

    Ti parlo da interno al mondo scientifico, da studente di Fisica. Ritengo Fabrice Hadjadj il più acuto in assoluto tra coloro che si occupano di metafisica, ma anche prima di conoscerne alcune branche dello studio, io condividevo tale posizione all'antipode dello scientismo e totalmente aperto alla scienza invece. Credo che alla base di uno schieramento contrario ad un'affermazione anti-darwinista come quella di Hadjadj ci sia un grande fraintendimento.

    Beninteso, che né io né Hadjadj abbiamo alcuna intenzione di togliere i meriti sperimentali ed induttivi di Darwin nella formulazione della prima solida tra le Teorie dell'Evoluzione. La grandezza di Darwin nella Storia della Scienza è irrefutabile, né la rifiuta affatto Hadjadj con tutto il suo passato (e presente) da epistemologo. "Darwinismo" non identifica, né mai alcuno dovrebbe sposare questa identificazione perché poggia su presupposti linguistici sbagliati, la Teoria Evolutiva di Darwin, né quelle successive, né le attuali più raffinate basate su uno studio preminentemente genotipico : non intende quindi posporre l'insegnamento dell'Evoluzione ad un'età più matura. Ma attenzione, dire :

    "L'Uomo discende dalle scimmie", non è una frase scientifica, è una frase scientista. Vi è già un'approccio filosofico, e per di più ideologico in questa frase, la quale è diversa (fondamentalmente diversa!) da (continua sotto, non ho più spazio)

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    1. (continua da sopra) "Homo sapiens è una specie evolutasi da più antichi Primati, e condivide con gli odierni una comune specie antenata. Noi apparteniamo alla specie Homo Sapiens."

      Questo periodo a due proposizioni semanticamente inscritte in Biologia, Paleoantropologia, etc., tutte le branche scientifiche che possono tematizzare la questione. Quella di prima è invece una potente affermazione ontologica, identitaria, totalitaria, e presuppone una visione dell'Uomo che esclude ogni cosa che non appartenga allo studio biologico, affermando l'esauriente uguaglianza Homo Sapiens = Uomo. Un bambino, un ragazzino, non ha sviluppato sufficiente pensiero speculativo per diramare il significato della prima frase al suo giusto posto. E difatti, si concretizza in un'ingerenza di una nozione sulla cognizione del bambino : il bambino infatti ha un'idea di Uomo che, fino a prima che entrasse in classe, non aveva nulla a che fare con la Scienza, e non è che sbagliasse prima, conosceva altre cose dell'Uomo. Conosceva il suo nucleo familiare, l'affetto per i parenti e gli amici, il gioco, etc.; insegnarli questa frase significa occludere tutto quello che sa dell'Uomo nella categoria H.Sapiens, senza che lui nemmeno pensi al fatto che H.Sapiens è un sottoinsieme logico, categorico della Biologia, dell'insieme logico Uomo.

      Sarebbe come se io, da Fisico, dicessi, "L'Uomo è un aggregato di particelle subatomiche e discende da connessioni tra le medesime". Non è così, io ho al massimo reso conto di una dimensione materiale su un'unica scala e, ad esempio, non ho saputo non solo dire, con questa frase, la tassonomia dell'organismo, ma nemmeno quali siano elementi e le molecole principali del vivente in questione. Allo stesso modo, e sempre nel macrogruppo "studio scientifico", la frase incriminata da Hadjadj non rende ragione di quanto sia complesso dal punto di vista fisico l'unità e la particolarità del vivente, che tanto più che nella Genetica, stupisce come i medesimi costituenti subatomici manifestino tanta diversità tra H.Sapiens e P.Troglodytes, tra il resto. Vedete come si tratti di un'invasione indebita persino tra discipline della stessa Scienza dire "l'Uomo è ..." riferendosi solo ad un suo, infinitesimo, aspetto come se fosse il tutto.

      Concludo con un'estensione al discorso di Hadjadj: quando si è iniziato ad usare "darwinismo" invece che "Teoria dell'Evoluzione" si è subito entrati in un sistema di pensiero per cui ogni cosa, soprattutto quelle non-scientifiche, andava sottomessa a tale concezione della specie. Divenne una concezione dell'essere, lo era già per Darwin (come si deduce dalle sue lettere), che ebbe modo d'insegnarlo alla sua famiglia sia prossima che allargata, difatti ponendo le basi augurali per la più recente eugenetica. Non in previsione effettiva, ma come ideale astratto.
      Il rischio esiste, se non si tratta la Teorie dell'Evoluzione per ciò che sono, ovvero uno studio scientifico della biologia dell'Uomo nel suo aspetto di H.Sapiens, da dove arriva, a quali specie deve il suo genotipo, il suo fenotipo e la sua storia di specie. Purtroppo qualcuno ne ha già fatto largo uso, disonorando la memoria di un grande uomo di scienza come Darwin. Credo che tutti noi scienziati (scusatemi se mi ci ficco senza essere appieno graduato) ci si possa definire "Darwiniani" nel seguire le sue mosse per meglio definire l'Evoluzione: ma mi auguro che nessuno si definisca sapientemente, ovvero scientemente, "darwinista". La scienza è un meraviglioso modo dell'Uomo di pervenire ad alcune (tante) certezze, non roviniamolo scagliandolo in ogni dove.

      Ringraziandola per il tempo dedicato a noialtri Theropodo-ignoranti, la invito anche a leggere qualche saggio epistemologico di Hadjadj,

      Gabriele

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    2. Gabriele, vorrei che tu ti soffermassi su quanto di ciò che hai scritto è "discussione sui fatti" e quanto sia "discussione sulle parole".
      Sarò diretto, ho un certo disprezzo per la "metafisica", che per me è in larga parte chiacchiere sulle parole, e non sui fatti.
      Non piace chiamarlo "Darwinismo" e lo si chiama "teoria dell'evoluzione"? Sono discussioni sulle parole, non sui fatti.
      Non piace dire "l'uomo discende dalle scimmie" e si preferisce dire "Homo sapiens è il risultato della cladogenesi di Hominoidea nel Plio-Pleistocene"? Sono solo discussioni sulle parole, non sui fatti.
      Ti farò un esempio per chiarire il mio distacco da queste chiacchiere:
      Io discendo da mio nonno. La frase è, come qualsiasi espressione linguistica, una approssimazione, dato che io discendo dall'incrocio dei miei genitori, e loro a loro volta da quello dei loro genitori. Anche queste frasi sono limitate, ma pur sempre esprimono un fatto reale.
      Mio nonno, rapportato a me, era ignorante, analfabeta, superstizioso, alcolista e violento. Ciò non toglie che io discenda da lui. Non piace? Il fatto empirico non cambia se lo si esprime con altre parole.
      Io discendo da un ignorante, analfabeta, superstizioso, alcolista e violento. Ciò è vero, e non si può negare.
      Ovvero, a me non interessa discutere di parole sulle parole, a me interessa capire i fatti. Anche se quei fatti possono non piacere.
      Per la cronaca, sapere che discendo da scimmie non è meno traumatico di sapere di discendere da mio nonno. La maggioranza delle scimmie NON è superstiziosa, alcolista e violenta quanto lo era mio nonno.

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  7. Farai delle conferenze a Monza?

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    1. Probabilmente sì: vi terrò informati.

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