14 giugno 2012

In fronte al frontale (nuovi sguardi su MPM 2594, episodio 3)

Un commento di M. Mortimer nel precedente post mi suggerisce di includere questa immagine, per coloro che fossero ulteriormente interessati alla bizzarra anatomia di MPM 2594.
Ecco l'esemplare in vista anteriore, orientato in modo che la superficie mediale sia verticale (linea bianca in basso) ed il piano passante per il margine dorsale delle faccette nasali, prefrontale e postorbitale sia orizzontale (linea gialla in basso).

Le lettere indicano:
A) Frammento del frontale destro, fuso al sinistro che costituisce la maggioranza di MPM 2594.
B) Superficie mediale del ramo nasale.
C) Superficie anteriore, in parte erosa, del ramo nasale.
D) Faccetta prefrontale.
E) Processo dorsale "a forma di cupola".
Il margine destro dell'osso (in parte eroso) indica l'ampia estensione della sutura con il lacrimale.
Ed ecco cosa accade a rimuovere il frammento di frontale destro e a sostituirlo con una copia speculare del sinistro, per avere una, seppur sommaria, immagine dei due frontali come apparirebbero in vista anteriore se completi e fusi:
Notare la presenza di una depressione centrale e di due basse "cupole" laterali, vagamente "abelisauriane"...
Spero che questa immagine aiuti a comprendere la bizzarra morfologia di MPM 2594, e sopratutto, perché escludo che esso sia riferibile a Carcharodontosaurus.

5 commenti:

  1. Ciao Andrea,

    Ricordo che per questo esemplare non hai ritenuto opportuno erigere una nuova specie.

    Approfitto dunque, per esporti un dubbio che mi tormenta da un po'.

    Da quello che so, le specie sono considerate come gruppi di indivudi che possono accoppiarsi e produrre eredi fertili. Questo concetto va bene solo per le specie viventi, per le quali si può verificare.
    Le specie basate su resti fossili sono caratterizzate dalle differenze morfologiche.
    Le specie fossili e quelle viventi sono considerate raggruppamenti naturali e non classificazioni artificiali.

    Se dovessimo trovare tutti gli individui in ordine genealogico (genitore,
    figlio, genitore, ...) che formano il passaggio evolutivo tra una specie
    ed un'altra avremo un continuum morfologico che porta da una forma all'altra.
    In questo dove metteremo il limite tra una specie e l'altra, oppure avrebbe senso mettere un limite?

    In altre parole, il concetto di specie è naturale se consideriamo i gruppi viventi, ma se aggiungiamo la variabile tempo non è più così.
    Però, le pubblicazioni scientifiche parlano di specie e dunque questo problema deve essere stato risolto.

    Se, ovviamente ti va di rispondere, mi sai dire come?

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  2. Diego, mi posi la stessa domanda ai tempi dell'università, e la risposta è che la tua (e mia) è una falsa domanda.
    Mi spiego: quando una cellula si divide e diventa due cellule, qual'è il momento esatto in cui abbiamo 2 cellule e non più una sola? Il processo è graduale ed abbiamo sempre e comunque una fase "d'ombra" in cui abbiamo una cellula che si sta separando ma non è più una sola cellula bensì due collegate da un ponte di citoplasma, ma nemmeno già due perché sono ancora unite dal ponte stesso. A parole siamo costretti a dire "una" oppure "due", ma la realtà è più complessa delle nostre parole discrete.
    Lo stesso vale per ognuno di noi: quando smettono di essere due cellule sessuali dei genitori e abbiamo la cellula uovo fecondata? Uno risponderebbe semplicemente ed ingenuamente "quando si fondono", ma tale fusione non è istantanea, e ci sarà sempre un intervallo di tempo, una fase intermedia, in cui le due cellule sessuali sono insieme ma non ancora "una cosa sola". Il processo è graduale e non si passa da A+B a C in modo istantaneo e definibile in ogni istante con parole che definiscano un singolo oggetto o una coppia.
    In generale, si assume quindi che la fase intermedia di transizione è una caratteristica dell'oggetto, non delle sue parti: il passaggio genitore-figlio-genitore-figlio... ovvero l'interfecondità, non è una proprietà delle parti della specie (gli individui) ma della popolazione, le vere parti che formano la specie. Cercare un "momento" in cui prima avevamo la specie A e poi la specie B alla scala degli individui è quindi, nella maggioranza dei casi, un'errata valutazione della scala a cui dobbiamo guardare il fenomeno, esattamente come non ha senso fermarsi per capire dove finisce il Mar Tirreno e dove inizia il Mar Ligure.
    Esistono comunque casi di speciazione "istantanea" in cui il figlio è geneticamente diverso dall'antenato e quindi la specie è comparsa in quel momento, ad esempio nell'ibridazione delle piante, in cui la nuova pianta non è né la specie materna né la specie paterna, ma ha un nuovo genoma che è la somma dei due genomi, non la loro mescolanza.
    Negli animali, comunque, ciò è molto raro. In natura, di solito, avviene che una piccola popolazione rimane isolata dalla popolazione ancestrale, vive isolata per migliaia di anni senza contatti con la popolazione ancestrale, e se poi le due popolazioni tornano di nuovo in contatto, la reciproca modificazione avvenuta durante il tempo in cui furono separate è stata tale che noi consideriamo le specie come 2 specie distinte. Il processo quindi non è semplicemente un evento che avviene dal passaggio di un genitore al suo figlio, ma una trasformazione che coinvolge intere popolazioni di millenni di isolamento.

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  3. Any chance MPM 2594 is the same as Sigilmassasaurus?

    Paul W.

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    1. There's no comparable material between the two, since Sigilmassasaurus is based on postcranial bones. That hypothesis cannot be dismissed not supported. What is clear is that MPM 2594 is not Carcharodontosaurus.

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  4. That was the kind of the answer I was anticipating. Even if there is no overlap, it's good to hear that the material is not necessarily incompatible.


    Paul w.

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