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31 agosto 2011

Gli zoccoli del cinghiale

Il mio professore di zoologia dei vertebrati all'Università era considerato uno terribile agli esami. A me piaceva per la pedanteria. Ricordo che una ragazza diede l'esame di zoo dei vertebrati varie volte, sempre fallendo. Il giorno in cui io diedi l'esame c'era anche quella ragazza. Il suo orale fu prima del mio. Quindi, seduto in fondo assieme ad alcuni amici, assistetti a questa scena.
Il professore chiese alla ragazza cosa fosse un ripidista (pesce polmonato estinto dal Paleozoico), e questa rispose che viveva ai tropici. Allora, cinicamente, il professore chiese dove vivessero di preciso questi ripidisti. Un attimo prima che la ragazza farfugliasse qualcosa come "Brasile", il professore l'anticipò dicendole che se ella avesse azzeccato (l'inesistente) nazione doveve vivevano oggi i ripidisti, si sarebbe traferito là. Dato che la ragazza stava tentando di passare l'esame da non so quante volte, colto da una rara umanità, il professore decise di farle una domanda facile.

30 agosto 2011

Lista dei futili motivi per cui Tyrannosaurus non può avere il piumaggio

Ispirato da Fabio Manucci, elenco una serie di motivazioni del partito di maggioranza relativa attualmente al potere nella paleoarte e in parte della paleontologia: "T. rex non può essere piumato"

1. Tyrannosaurus ricoperto di piume sarebbe un tacchino gigante: il re dei dinosauri non può essere un tacchino!

Può sembrare uno scherzo, ma questa è una delle motivazioni più in voga (scritta in varie forme più o meno identiche a questa). Il concetto di fondo è che Tyrannosaurus non può deludere le aspettative di "re dei rettili" che da 106 anni quasi tutti riponiamo in lui.

2. Tyrannosaurus adulto non portava piumaggio perché gli elefanti adulti non portano pelliccia.

In base a questo ragionamento, allora è anche plausibile che Tyrannosurus avesse grandi orecchie e la proboscide. Come ho discusso altrove, non esistono prove che i theropodi giganti avessero una termofisiologia come quella dei grandi mammiferi attuali, quindi, qualsiasi analogia è senza fondamento. Inoltre, le differenti forme corporee mostrano che comunque, anche ammettendo analoga termofisiologia, i due animali scambiavano calore in modo differente.

3. Non ci sono fossili di Tyrannosaurus piumati.

L'assenza di prove non è prova di assenza.

4. Ci sono squame fossili di Tyrannosaurus.

Queste presunte squame non sono finora state pubblicate in articoli peer-reviewed. Ad ogni modo, la presenza di squame in parti del corpo non implica l'assenza di piumaggio in altre. Infatti, finora non sappiamo quanto ampia fosse la parte della pelle ricoperta di squame. Ed è interessante notare che le zone in cui siano note le squame nei tyrannosauridi siano nella parte ventrale del corpo. Ciò può implicare un rivestimento simile a Tianyulong o Psittacosaurus: con aree dorsali protopiumate e ventrali squamate.

5. Dilong non è antenato di Tyrannosaurus (versione estrema: Dilong non è un tyrannosauroide); quindi non esistono antenati piumati del tyrannosauro.

Dozzine di caratteri morfologici indicano che Dilong è un tyrannosauroide basale. Ovviamente, non è un antenato diretto del tyrannosauro, ma sicuramente mostra quella che era la morfologia ancestrale da cui i tyrannosauroidi discendono. Compreso il piumagio.

6. Posso accettare piumaggio nei giovani, ma non nell'adulto di T. rex.

Questo ragionamento è a mio avviso assurdo. Non esistono prove che un animale che nasce piumato perda le piume con la crescita. La pelle munita di piumaggio non sviluppa in seguito squame. Al contrario, nella maggioranza dei casi noti (compreso il non-aviale Similicaudipteryx) il piumaggio aumenta di complessità con la crescita. Se si ammette piumaggio nel giovane, non si può negarlo nell'adulto.

7. Nel clima tropicale del Mesozoico il rivestimento piumoso era inutile in un animale gigante.

Questo argomento è una versione modificata del numero 2. Inannzitutto, il Mesozoico non è quella "serra" che tradizionalmente viene raffigurata. Abbiamo evidenze di aree temperate fredde ai poli e di variazioni climatiche, inclusa una possibile fase glaciale nel Turoniano. La presenza di tyrannosauridi in aree polari prive di coccodrilli e tartaruge indica che questi dinosauri tolleravano climi più rigidi di quelli tipici dei rettili classici. Il piumaggio è quindi un possibile adattamento chiave per l'espansione dei dinosauri ai poli.


Concludendo, mancano veri motivi per negare il piumaggio in Tyrannosaurus. Ciò non significa automaticamente che lo avesse (lo so, mi pentirò amaramente di questa frase, che sarà l'unica che rimmarrà nella testa dei fan della squama): solo futuri ritrovamenti diretti ci diranno la risposta.
Questo (ed altri) post servono sopratutto per smontare le presunte "verità" dei fan della squama, i quali, spesso in modo acritico, sostengono l'ovvietà di qualcosa che, in realtà, ha anche delle prove a sfavore (Dilong in primis).Non è mio interesse sostituire una "verità" senza prove conclusive con un'altra.
Per ora, tuttavia, in base ai dati presenti, io scommetterei sul piumaggio (perché Dilong vale più di mille bla bla sulla perdita del piumaggio), ma non mi scandalizzarei se futuri fossili mostrassero che i grandi tyrannosauridi avevano ri-evoluto una copertura squamosa. Ad essere sincero, la mia ipotesi attualmente preferita è quella mista: piumaggio dorsale e squame ventrali. 
Vedremo...

29 agosto 2011

"Dinosaur Revolution" ed i Dino-Documentari

Sta avendo molto interesse, e suscitando commenti contrastanti nella blogosphera, la serie televisiva di prossima uscita dal titolo "Dinosaur Revolution". In rete sono già disponibili alcuni spezzoni di alcuni minuti di questa serie. Come nella ormai consolidata tradizione dei dinosauri televisivi, abbiamo serie di immagini in computer grafica. Da quello che si vede nei filmati già disponibili, Dinosaur Revolution si differenzia dalle precedenti dino-produzioni per la drammatizzazione ed antropomorfizzazione degli animali protagonisti della serie. Non è necessario essere dottori in zoologia per vedere che le scene NON sono realistiche, nemmeno per la più ingenua negazione dell'attualismo. In effetti, il grado di "recitazione" delle creature in Dinosaur Revolution ricorda più i dinosauri-attori di Jurassic Park che quelli "naturalistici" di Walking with Dinosaurs: come i primi, essi hanno movenze e comportamenti spettacolarizzati, enfatici ma non credibili per un rettile mesozoico, nemmeno se faccianmo finta che l'etologia non esista e assumiamo ingenuamente che le creature del passato avessero repertori "più umani" di quelle attuali.

28 agosto 2011

Un pappagallo cretacico in Megamatrice

Questo post nasce da un commento di Jaime Headden nella Dinosaur Mailing List che mi menziona. Lo stesso Headden ha parlato ampiamente dell'oggetto di questo post, una sinfisi dentale dal Cretacico terminale del Nordamerica attribuita ad un possibile psittaciforme (pappagallo) Cretacico! 
La mia opinione sul fossile è che esso non sia uno psittaciforme. Concordo con Headden che possa appartenere ad un aviale basale convergente con i pappagalli. Tuttavia, molti ritengono che sia un caenagnathide. Come allude il primo link in alto, solo un'analisi filogenetica può stabilire le affinità theropodi dell'esemplare. Premetto subito che Megamatrice non può testare la prima ipotesi su questo fossile, ovvero lo status psittaciforme, dato che essa non include cladi Cenozoici. Pertanto, ammettendo che l'esemplare NON sia psittaciforme né neornithe, Megamatrice colloca il piccolo dentale cretacico alla base della linea Protarchaeopterygidae in Oviraptorosauria. Ovvero, ammettendo valido questo risultato, il dentale reppresenta un oviraptorosauro molto basale, un "relitto" del basso Cretacico, analogo a Hesperonychus per i dromaeosauridi*.
Tuttavia, dato che il fossile in questione è solo una sinfisi dentale, è possibile che questo risultato sia provvisorio.

*Il concetto di "relitto" per questi taxa tardo-cretacici è relativo alla nostra attuale conoscenza: essendo noti sopratutto nel Cretacico Inferiore, i microraptorini (e possibilmente i protarchaeopterygidi) tardo-cretacici risultano "inattesi" e quindi ipotizzati "rari", da cui "relitti". In realtà, è possibilissimo che fossero altrettanto abbondanti nel Cretacico Superiore e che la loro distribuzione nota sia solo un artefatto preservazionale.

27 agosto 2011

Pan-ornitologia

Le discipline del pensiero non rappresentano direttamente la realtà, bensì le categorie concettuali, e quindi, lo spirito dei loro tempi. Nate in un mondo linneano, erpetologia e ornitologia sono categorie stagne distinte, non più simili tra loro di quanto la mammologia lo sia con l'ittiologia. Ad esser precisi, l'erpetologia classica è per giunta parafiletica, comprendendo rettili e anfibi nel suo alveo. Pur riconoscendo che gli uccelli sono rettili modificati, l'ornitologia classica ha mantenuto un distacco dall'erpetologia, quasi che la nobiltà dei bipedi piumati non dovesse corrompersi con lo strisciare della squama.
Oggi, sappiamo che quasi tutto ciò che caratterizza gli uccelli e li distingue dai "rettili" è originato nell'alveo di Dinosauria. Bipedismo, piede mesotarsale funzionalmente tridattilo, tassi di crescita elevati, piumaggio, sacchi aerei, sono "invenzioni" dei dinosauri, ereditate dagli uccelli. Pertanto, molto di ciò che noi riconosciamo come "aviano" è, di fatto, "dinosauriano". Per qualsiasi biologo evoluzionista, quindi, il riconoscimento che buona parte della biologia aviana è eredità dinosauriana, impone di rivedere la tradizionale distinzione tra ornitologia e erpetologia.
Anche se qualsiasi categoria definita in un continuum come quello evolutivo è arbitraria, alcune scelte sono più azzeccate di altre. In particolare, mantenere categorie coerenti col pattern filogenetico.

25 agosto 2011

Theropoda torna a regime

Simone Maganuco ed il suo Spinosaurus (foto di L. Ambasciano)
Rieccomi pienamente operativo dopo le (oltre) due settimane passate a Courmeyeur (Aosta) per aiutare gli amici della Mostra Dinosauri in Carne e Ossa.
Un saluto e ringraziamento particolare a Simone Maganuco, Alessandro Carpana, Stefania Nosotti e i nuovi amici valdostani.

17 agosto 2011

Coming Soon

Cari lettori,

ancora una settimana e poi il blog tornerà a regime.

14 agosto 2011

_Balaur_: More than just a "Double-Sickle-Clawed Raptor"...

Ricostruzione eterodossa di Balaur, come dromaeosauro "therizinosauro-mimo" insulare adatto a condizioni ambientali semi-aride
Ripubblico uno dei post più letti negli ultimi 2 anni.

Questo post è frutto di alcuni scambi di opinioni online con Mickey Mortimer, Ville Sinkkonen, Rutger Jansma e Zach Miller, che ringrazio per gli spunti e i suggerimenti. 
Credo che ci sia ancora molto da dire riguardo Balaur (Csiki et al., 2010), oltre al semplice menzionare l'apparente "seconda" coppia di artigli a falce nel piede.

10 agosto 2011

Il Ritorno della Fenice - Samrukia nessovi (Naish, Dyke, Cau, Escuilljé and Godefroit, 2011)

Dimensioni stimate di Samrukia nessovi sulla base della mandibola olotipica (in colore nella posizione naturale nelle silhouettes) secondo una delle due alternative ipotizzate. A, Samrukia (Ipotesi A) - ipotizzato volante; B, Samrukia (Ipotesi B) - ipotizzato attero; C, Confuciusornis. Modificato dall'opera di J. Conway
La mia vita paleontologica sembra essere misteriosamente legata alla Fenice, il favoloso uccello dei miti antichi che risorgeva dalle sue ceneri. Ho battezzato il mio primo genere fossile con il nome di Enantiophoenix. Ora, la Fenice è risorta ancora una volta dal Tempo Profondo ed è tornata a intrecciarsi con la mia vita, stavolta in modo davvero spettacolare.

06 agosto 2011

Theropoda ai piedi del Monte Bianco

Cari lettori,
come accennato in un precedente post, dal 8 agosto al 21 agosto prossimi venturi sarò a Courmayeur, per collaborare con Simone Maganuco e Alessandro Carpana nelle ultime due settimane valdostane della mostra Dinosauri in Carne e Ossa.
Pertanto, avrò poche occasioni di postare.
Ciò non significa che Theropoda va in vacanza, anzi... è in serbo una grande sorpresa, che Theropoda vi annuncerà in anteprima quasi assoluta.
Inoltre, ho deciso di ripubblicare 10 tra i più letti post del passato, che verrano automaticamente pubblicati in serie nelle prossime due settimane: sarà un'occasione per rivalutare vecchi temi...

L'Eresia divenne Ortodossia

Ripropongo in forma aggiornata un vecchio post di Ultrazionale.
So che ogni qual volta parlo della paleontologia popolare mediata da e presente in Jurassic Park, ricevo critiche di chi, fraintendendo il post, pensa che sia un attacco alle loro passioni paleo-mediatiche. Spero che almeno questa volta, io non riceva i soliti commenti fuori luogo a difesa di cose che qui non sono minimamente affrontate. Vorrei, e forse è utopico, che il tema di questo post suscitasse una riflessione su ciò che sta al cuore del problema (la diffusione popolare di determinate concezioni paleontologiche a scapito di altre) piuttosto che l'apparenza superficiale (il film e il mondo legato al film).
Almeno per una volta, cari lettori fan di JP, guardate la luna e non il dito...
Un'ultima cosa, banale ma spesso mi pare sia dimenticata: io non scrivo i post per fare piacere o dispiacere a qualcuno. Scrivo temi che, onestamente, reputo importanti, in quanto formano il "substrato concettuale" sul quale ognuno di noi interpreta e valuta i "fatti" paleontologici. Perché, come diceva Medawar, non esiste un osservatore puro privo di preconcetti interpretativi.

05 agosto 2011

Pleonastic Park

Questa ironica vignetta segnalata dall'amico Ulisse è la scusa per una domanda che rivolgo a tutti i paleoartisti in ascolto: quante volte avete rappresentato scene "ovvie", basate sull'assunto che ogni determinata specie o gruppo ha connotazioni e "ruoli" ormai consolidati? Eppure, ad essere onesti, nessuno di noi ha osservato queste scene dal vivo, quindi, non ha alcuna certezza, se non i propri pregiudizi più o meno fondati. Pensate agli erbivori costantemente brucatori o in fuga dal predatore. Pensate al theropode che è sempre e solo a caccia di ornithischi o sauropodi, mai di coccodrilli o altri theropodi. Pensate alle scene "pleonastiche" cha abbondano. Pensate a come superarle (in alcuni casi ciò è stato fatto).

04 agosto 2011

Boicottate Jurassic Park!







Credo sinceramente che a questo punto non si possa più tollerare alcunché! Lo so che certi registi sono "intoccabili", che certe produzioni cinematografiche sono come divinità sacrosante, e che orde di fanatici sarebbero disposti a immolarsi per la salvezza del loro feticcio se richiesto dai loro dei; ma ci sono limiti etici ai quali nessuno può trasgredire. Nessuno! E la foto qui sopra dimostra che i produttori, il regista e tutti coloro che sono coinvolti, sostengono e diffondono il nome e la fama di Jurassic Park hanno superato tale limite e sono quindi dei criminali! Non c'è licenza artistica e legge del businnes che può essere posta al di sopra dei basilari principi di civiltà e umanità che abbiamo conquistato in secoli di lotte e sacrifici. La foto qui sopra è il marchio dell'infamia eterna che da oggi fisseremo sul nome di Jurassic Park, sul suo regista e su tutto il mondo che vi gravita attorno.

03 agosto 2011

Aves e Avialae

Mi scrive in privato un lettore per chiedermi una mia opinione sulla definizione usata da Xu et al. 2011 (l'articolo su Xiaotingia) relativo alla loro definizione di Aves e se posso scrivere un post. Gli ho chiesto se posso citare il suo nome, ma preferisce restare anonimo. Poi spero che mi spiegherà in privato il motivo... Ad ogni modo, come vedrete, la domanda è così bizzarra che merita davvero un post.

02 agosto 2011

Il Miglior Documentario sui Dinosauri


Più volte ho criticato le nuove tendenze della documentaristica sui dinosauri: eccesso di spettacolarizzazione, abusto di Computer Grafica, abuso di speculazione, scarsa attenzione ai dati e troppa alle ipotesi.
Se mi chiedessero qual'è il mio documentario preferito sui dinosauri, risponderei senza dubbio. La scelta è tra 3-4 opere dell'era Pre-Jurassic Park. Tutte sono eccellenti, perché pure e non drogate dalle immagini computerizzate. In esse, si vedono i siti di scavo, i paleontologi che parlano dei fossili e non di immagini virtuali, gli scheletri e i musei.  Il vincitore, primus inter pares nella mia carrellata, è la terza puntata della serie Lost Worlds - Vanished Lives della BBC, con il mitico David Attenborough.
Anche se in parte obsolete nelle scoperte, essa è superiore alle attuali produzioni nel MODO e nel SENSO di fare un documentario paleontologico.

La volgarizzazione della Paleoarte

"Paleoarte" è un nome orribile. Peggio ancora quando, in italiano, è chiamata "Paleoart". Quella che la maggioranza utente chiama "paleoarte" nasce come illustrazione ricostruttiva associata a pubblicazioni scientifiche. L'artista, supervisionato dal paleontologo, illustrava la concezione del paleontologo. 
Così è stato dall'inizio del '800 fino all'avvento del web. Che fosse in una pubblicazione tecnica (come le varie ricostruzioni di Struthiomimus nell'articolo di Osborn del 1917 sull'anatomia ed ecologia di Ornitholestes, Struthiomimus e Tyrannosaurus) o in un libro divulgativo (e qui la prima immagine è tratta dai lavori congiunti di Augusta e Burian di metà del XX secolo che hanno plasmato l'infanzia di chi è vecchio almeno come me), l'illustrazione paleontologica era un elemento dell'opera divulgativa del paleontologo. La mente era il paleontologo ed il braccio era il paleoartista. Ed anche quando paleontologo e paleoartista si fondevano, era sempre l'anima paleontologica a giudare l'opera.