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02 agosto 2011

La volgarizzazione della Paleoarte

"Paleoarte" è un nome orribile. Peggio ancora quando, in italiano, è chiamata "Paleoart". Quella che la maggioranza utente chiama "paleoarte" nasce come illustrazione ricostruttiva associata a pubblicazioni scientifiche. L'artista, supervisionato dal paleontologo, illustrava la concezione del paleontologo. 
Così è stato dall'inizio del '800 fino all'avvento del web. Che fosse in una pubblicazione tecnica (come le varie ricostruzioni di Struthiomimus nell'articolo di Osborn del 1917 sull'anatomia ed ecologia di Ornitholestes, Struthiomimus e Tyrannosaurus) o in un libro divulgativo (e qui la prima immagine è tratta dai lavori congiunti di Augusta e Burian di metà del XX secolo che hanno plasmato l'infanzia di chi è vecchio almeno come me), l'illustrazione paleontologica era un elemento dell'opera divulgativa del paleontologo. La mente era il paleontologo ed il braccio era il paleoartista. Ed anche quando paleontologo e paleoartista si fondevano, era sempre l'anima paleontologica a giudare l'opera.
Oggi, questo sembra essere diventato una rarità. Se prendiamo 10 opere a caso dal web, la maggioranza sono opere amatoriali di autoproclamati "paleoartisti". Sia chiaro, non c'è alcun giudizio di merito in questo discorso: sto constatando i fatti.
Ormai, sembra che la componente artistica predomini (o persino, sia sufficiente) per fare "paleoarte". Così, vediamo la proliferazione di pseudo-fantasy, l'abuso delle copie (con conseguente perpetuazione degli errori), a tutto scapito della componente scientifica. Ci sono ancora gli artisti che si fanno guidare dal paleontologo, ma risultano minoritari. Persino i paleoartisti con robusta formazione scientifica risultano marginalizzati dalla volgarizzazione del paleoARTISTA, l'artista autonomo dal paleontologo.
Ormai, basta avere uno scanner ed una connessione a internet per diventare paleoartisti. Disegni, lo passi con lo scanner, scarichi sul tuo sito o in siti appositi. Benissimo, tutto questo è meraviglioso per la libertà di espressione e di diffusione dell'arte. Anzi, spesso è un'ottima occasione per i nuovi talenti di farsi conoscere. Tuttavia, non è questo il tema del mio post. Quello che qui mi preme è far capire che questa nuova orgia di "paleoart" fa tutto tranne che un favore all'illustrazione paleontologica. Perché questa esuberanza giocosa e facilona induce l'osservatore profano a considerare l'illustrazione paleontologica un gioco da ragazzi, per il quale non è necesaria alcuna professionalità, competenza tecnica e, sopratutto, nessun retrotreno robusto in paleontologia.
Serve conoscere la formula falangeale di Carnotaurus, le aree di inserzione dei muscoli superficiali in Poposaurus, la fauna non-dinosauriana dell'Ischigualasto? No. Ora basta leggere Wikipedia, o questo blog, o i suoi fratelli, basta scaricare le opere di Martin, Bonadonna, Gurche e copiarle con dovizia, poi scannerizzare il risultato e intasare le rete.
Ecco la Paleoarte del XXI secolo, la volgarizzazione "easy".
Vorrei che chi si sente votato alla paleoarte prima di tutto studiasse l'oggetto delle sue opere, e non si limitasse a ripetere il già visto, elaborare il già elaborato. Prima di illustrare un dinosauro, è necessario capirlo: capire cos'è, com'è fatto, e perché è fatto in tal modo. Un dinosauro non è solo la sua immagine, ed un'immagine non può essere solo l'apparenza conformata.
L'alternativa è la progessiva estinzione del professionista dell'illustrazione paleontologica.

Questo post sarà poco capito...

18 commenti:

  1. I'm with you , but formulate your concern more openly. (I mean, I'm one of the masses of paleoartiste) ;-)

    "Join the orgy, but scribble responsibly."
    http://www.drip.de/?p=1579

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  2. Speaking as one of these non-scientist attached "palaeo-artists" I have to say this is a two fold problem (ignoring people who produce Dino art as though they were fantasy creatures). Many artists might not be capturing scientific concepts, but I'd venture scientists themselves are not doing enough to make these concepts accessible to the average artist.

    The reason I do not possess technical training is I devoted my time to learning art. In the same way that science and its methodalogy take time to learn and master, so does art. Some people are gifted in both, and become accomplished in these fields combined. Sadly most of us don't. Thus we have the dedicated scientist and dedicated artist.

    In my experience, trying to work alongside multiple palaeontologists, time is a key issue for collaborations. I'd love to cooperate with experts more while working on my material, but sadly they don't have the time to do so. This then leaves me to do most of the research myself.

    Here in lies the scientists' half of this problem. While there are many facts and truths about prehistoric life that have been discovered, many have been hidden in artist unfriendly technical literature.

    I would love to see a movement within the scientific community to try and produce short plain language documents or summaries of the known look of fossil animals that would allow a serious amateur to approach these creatures and not be forced to reference pre-existing art for an approach (think of old palaeo-art as a technical document for us created in visual language, which as an artist we understand).

    To simply look down on those of us trying to help in promoting fossils, prehistory, and the science of palaeontology because we aren't doing it "right" isn't fair. Again we love the field as much as the scientists, and all that is lacking is a combining of these two forces. I think it is time for BOTH sides to look at better ways to combine their efforts, and get the awesomeness of Deep Time out to the masses!

    This is just my thinking, and to anyone interested in helping out with such a project we at ART Evolved would love to act as host for such a bridging of the minds and talents.

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  3. La faciloneria e il plagio sono sempre da condannare, la libertà no.
    Riprendo una tua frase da un post precedente: "Il protagonista è un animale uguale al 95% a Carnotaurus. Il restante 5% è inventato (e non si capisce nemmeno da cosa è ispirato... forse l'ignoranza)". Invece in quel caso si capisce benissimo il perché di (alcuni) cambiamenti: gomito, polso e falangi immobili sono TERRIBILMENTE STATICI, il cambiamento è stato fatto per fini espressivi. Qualunque disegnatore o animatore con un po' di esperienza evita come la peste la rigidità, che è probabilmente il peccato (artistico) capitale quando si disegnano animali. Ogni buon disegno è il frutto di moltissimi aggiustamenti alla realtà: linee parallele rese più dinamiche, piccoli spostamenti di peso, curve rimodellate, ecc ecc., e anche cambiamenti più drastici, se serve o si vuole.

    Come antidoto ti potrei consigliare di apprezzare qualche meraviglioso bestiario medievale, dove gli artisti rielaboravano a ruota libera; non tanto perché non potevano conoscere a fondo i loro soggetti (lo facevano anche con soggetti a portata di mano), quanto per il puro piacere dell'invenzione e del fantasticare.

    Ovviamente tu fai benissimo a fare le tue osservazioni e critiche, ma potresti accettare che ogni "elemento culturale" è legittimamente, creativamente e felicemente digerito e rielaborato dalla cultura: è bello e giusto che sia proprio così. Se un bravo artista si ispira liberamente alle creature del passato per fare buona arte, non vuole fare né un favore né un dispetto all'illustrazione paleontologica, non sta facendo
    "grossolanità e imprecisioni mediatiche spacciate per 'ricostruzioni'", sta solo facendo un altro mestiere.

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  4. "Questo post sarà poco capito..."
    Mario, temo che tu non abbia letto bene il post.
    Non esiste la libertà creativa in un'opera paleoartistica, altrimenti essa è fantasy.
    Se Carnotaurus ha le braccia rigidissime, il paleoartista serio le fà così. Se le fà diverse è un ignorante oppure è un artista fantasy. Punto. Se sta facendo fantasy, io non mi intrometto e rispetto la sua libertà. Ma quando uno afferma di fare "paleoarte" allora la faccenda cambia, e deve sottostare ai fatti senza libertà creativa.
    E poi, chi ha detto che non accetto gli altri "elementi culturali"? Li accetto, ma ognuno deve essere nel proprio ambito: se illustro un animale estinto lo devo fare come mi dice la scienza e non come mi dice la fantasia.
    Temo che tu parli di cose diverse dal tema del post. Massimo rispetto, ma sono "off-topic".

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  5. Credimi Andrea, ho letto bene il post, caso mai il mio errore è che ho commentato questo post riferendomi anche ad altri post (letti solo oggi, ero in vacanza). Mi permetto di continuare, precisando che le mie osservazioni riguardano in generale i tuoi post sulla (vera o presunta) paleoarte.

    Esempio: hai recensito molto criticamente "I dinosauri" di Repubblica/l'Espresso. Ovviamente non mi sognerei mai di difendere quegli illustratori invocando la loro libertà: un'opera divulgativa sbagliata è imperdonabile. Ma perché usare lo stesso metro per "Terra Nova", che è pura e semplice fiction? [leggo su wikipedia che nella trama c'è pure la macchina del tempo. Io sono un fisico: dovrei forse inalberarmi? :) ]

    E venendo a questo post, che dire degli artisti che mettono sul loro sito delle immagini con dinosauri e simili: davvero si arrogano il titolo di paleoartisti? O semplicemente mostrano cosa ha prodotto, nella loro fantasia e sensibilità, il contatto con certi temi e certe immagini? Perché non riservare l'etichetta di paleoarte (e l'eventuale indignazione) alle immagini che corredano le pubblicazioni scientifiche (sia accademiche che divulgative)?

    E' sicuramente apprezzabile che tu ci faccia notare gli errori nei dinosauri di "Terra Nova", un po' meno, a mio avviso, se li definisci "grossolanità e imprecisioni mediatiche spacciate per 'ricostruzioni'".

    Con molta serenità e apprezzamento per ciò che ci offri quotidianamente.

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  6. Come ho scritto in un post recente, io non giudico il valore artistico o mediatico delle opere, ma solo la correttezza scientifica.
    I dinosauri di TerraNova sono errati. Quindi sono ricostruzioni grossolane. Ciò è un fatto, e ciò non incide minimamente sul valore complessivo dell'opera, che non mi interessa.
    Se poi mi va di commentare quei dinosauri invece che quelli in altri media, beh, quella è solamente una mia scelta personale.
    Se la ricostruzione è scientificamente grossolana, resta scientificamente grossolana.
    Non mi interessa l'aspetto artistico, cosa che non giudico mai né valuto né commento.
    Per questo, temo che tu fraintenda il senso dei post.

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  7. Credo che metodologicamente Cau abbia ragione e la Paleontologia paghi un pegno elevato purtroppo all'ignoranza del "grande pubblico", sicuramente molto più di altre discipline. Nessuno si sognerebbe per esempio, di illustrare la carica del maresciallo Ney a Waterloo il 18 giugno 1815 raffigurando i Corazzieri francesi con in mano delle armi automatiche, che sarebbero state inventate molti decenni dopo, e qualora lo facesse, sarebbe subito considerato un ignorante o un cialtrone. Perchè questo non debba avvenire ANCHE per ricostruzioni paleozoologiche, sincerante non lo capisco.

    Quindi tolleranza zero.

    Andrea Ubayy

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  8. "e la Paleontologia paghi un pegno elevato purtroppo all'ignoranza del "grande pubblico", sicuramente molto più di altre discipline."

    Mi permetto di dissentire, proprio la storia viene stuprata dai media sin dall'invenzione della scrittura.
    Se difficilmente vedremo delle pistole mitragliatrici nelle mani del marasciallo Ney, vediamo tutti i giorni manipolazioni più o meno palesi, sebben magari più sottili.

    Il livello di mistificazione-spettacolarizzazione delle serie TV sui Borgia, Spartacus o Giulio Cesare non ha nulla da invidiare rispetto a Terra Nova, ed i prodotti anglo-americani sono spesso meno raffazonati delle fiction storiche italiane.
    (e History Channel sta alla storia come Jurassic Fight Club sta alla paleontologia).

    Non si tratta solo di dettagli nozionistici, benché non credo di aver mai visto una Cleopatra bionda al cinema (malgrado quella originale lo fosse).

    Anzi i paleontolgi sono privilegiati rispetto a noi, visto che "l'errore" in storia è per lo più una questione di sfumature, interpretazioni ecc. che rendono la complessità difficilmente riducibile a trama, mentre in paleontologia o hai ricostruito il _Carnotaurus_ correttamente, o lo hai fatto scorrettamente.

    Ma qui mi fermo, perchè altrimenti dovrei anche aggiungere come chiunque si consideri degno di scrivere un libro di storia, magari locale, mentre per fortuna in paleontologia non è così.

    Valerio

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  9. "L'alternativa è la progessiva estinzione del professionista dell'illustrazione paleontologica."
    Forse sarebbe favorito da una letteratura maggiormente rivolta all'illustratore scientifico specializzato... Qualcosa su questo genere:
    http://issuu.com/felipeelias/docs/ghilardi_et_al__2007

    Nell'articolo viene introdotto il "PaleoDesign", di cui sono presentate le basi metodologiche; il termine, comunque, non andrebbe in sostituzione a "Paleoart" (qualunque cosa significhi). Ottiene un ruolo primario la modellazione 3d digitale.
    1° fase - analisi scientifica del soggetto
    2° fase - skeletal drawing, studio muscolare, aspetto in vita
    3° fase - scultura 3d (nell'articolo viene suggerito l'utilizzo di Zbrush, come programma di riferimento)
    4° fase - inserimento in un ambiente realistico (fotomontaggio etc)

    Se, ad esempio, la ricostruzione di una particolare specie fosse presentata in questa forma, all'interno di un articolo(completo di analisi razionale del soggetto, immagini e bibliografia), credo ne potrebbe risultare un potenziale modello di riferimento, "citabile" da altri illustratori, scultori etc

    http://issuu.com/felipeelias/docs/morato--2006

    Non reputo limitante l'uso di sculture 3d digitali (peraltro ancora poco sfruttate dai "paleoartisti"), in quanto permetterebbero a chiunque di visualizzare il modello da ogni possibile prospettiva, o persino "in movimento":
    http://www.app.pan.pl/archive/published/app55/app20090075.pdf

    Fabio M

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  10. provo a scrivere qualcosa un po rivolto a tutti in generale.
    se si scorpe che il braccio il gomito e il polso sono bloccati si deve farli così. così se si scopre che le falangi delle dita di una mano di un uomo sono molto meno mobili di un tentacolo, esse vanno fatte con tale rigidità. la bravura dell'artista è proprio nel saper tirare fuori una nuova forma di bellezza e armonia in accordo con la nuova scoperta.
    inoltre, Mario, non confondere arte con illustrazione. e non confondere illustrazione commerciale con illustrazione settoriale.
    e quando in generale parliamo di paleoate sapiamo che stiamo parlando di qualcosa non ancora ben identificato (dal mio punto di vista se do in mano a una persona qualsiasi una penna e gli dico di disegnare questo fossile esso produrrà inevitabilmente della paleoarte).

    per quanto riguarda la libertà di espressione di cleopatra e carnotaurus, credo che ci sia un mondo di differenza: chi vede un film con cleopatra mora sa che è un film e relega la vera storia a un ambito più serio. stessa cosa con fisica e fantascienza. invece per i dinosauri il pubblico li accomuna al fantasy. al 90% è così. colpa delle scuole, dove non si insegna la stroia della terra, colpa della società in genere. probabilmente l'unico modo è riuscire a fare un film per il grande pubblico, serio, sulla paleontologia, sulla sua storia. un film fatto bene, appassionante, scientifico e molto probabilmente privo di ricostruzioni animate di dinosauri, anzi privo di dinosauri, ma pieno di belle nozioni. certo cè il rischio che sia un flop, forse non conviene, ecco e con questo generale pensiero di PAURA che ci pervade in tutte le nostre scelte "imprenditoriali" chiudo il messaggio.

    troco

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  11. Mi pare che il concetto sia semplice.
    Presentare una produzione televisiva, un documentario o un'immagine in cui compare Carnotaurus, o quanto meno un taxa appartenente ai Carnotaurini la cui principale caratteristica è quella di avere un arto anteriore vestigiale e atrofizzato, ricostruito con braccia simili a quelle degli Allosauridi fa immediatamente decadere lo status di tale produzione da "Scientifico" o pseudo-tale a quello di Fantasy, e questo perchè semplicemente Carnotaurus non possedeva quelle caratteristiche. Fosse pure perfetta in tutto il resto già solo questo errore la squalificherebbe.

    Non mi risulta invece che, fino ad ora, neppure nelle produzioni cinematografiche o documentaristiche più approssimative e scadenti il personaggio di Giulio Cesare sia mai stato rappresentato con orecchie da Hobbit... ;)

    Andrea Ubayy

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  12. non è la giusta lente di confronto. non voglio fare la parte del rompi di turno, ma per come la vedo io l'attenzione alle braccia del carnotauro AGLI OCCHI DELLO SPETTATORE equivale allo sbagliare il colore della camicia dei giacobini, o al mettere alabarde svizzere a un soldato tedesco.
    non fraintendetemi, so benissimo quale è il valore di tutto il discorso su carnotaurus, cioè o una cosa è giusta o è sbagliata.
    tuttavia se cercate un attimo di uscire dalla nicchia proviamo a pensare questa cosa: quanti altri professionisti di altri settori dovrebbero passare notti insonni per i prodotti divulgativi/cinematografici che distorgono le loro verità?
    anche io so che sarò frainteso ma:
    sul discorso carnotaurus, a occhio io credo che i problemi più grandi di cattiva ricostruzione siano altri: non l'ho visto e non so se lo vedrò mai, ma a occhio credo saranno questi:
    cattiva animazione, flessione sulle zampe posteriori a mò di drago flessuoso, mancanza di piumaggio (per quello che so al giorno d'oggi bisognerebbe fare un teropode sempre piumato, se non si hanno sicurezze che non lo era, ma qui potrei sbagliarmi, non sono un paleontologo), sguardo feroce, atteggiamenti di complicità con il cameraman, rumore e vibrazioni nel passo, voce da drago, ruggiti intimidatori rivolti verso il nulla prima del cambio scena, e altre mille cose.
    si, certo, poi viene il discorso delle braccia.
    ma per quello che può capire la gente comune, dico che sono molto più fuorvianti le cose che ho illustrato io. quando tutte queste cose sono a posto allora ha senso mettere a posto anche le braccia. ma con un prodotto che sicuramente sarà come dico io, non vale la pena di mettere a posto le braccia, sarebbe come correggere solo il titolo di un tema insufficiente.
    e il fatto che vi concentriate solo sulle braccia mi mette il dubbio che forse gli altri errori non li vedete neanche...
    (il paragone va fatto con la ricostruzione di un ambiente storico, ad esempio un personaggio con un errore nel vestiario e con un errore nell'atteggiamento, ad esempio è inglese e gesticola come un americano: quale è più grave? quale arriva di più alla gente?)

    troco

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  13. "Presentare una produzione televisiva [con un] Carnotaurus [...] ricostruito con braccia simili a quelle degli Allosauridi fa immediatamente decadere lo status di tale produzione da 'Scientifico' o pseudo-tale a quello di Fantasy"
    @Andrea Ubayy: è proprio così, tranne il fatto che lo status dell'opera non "decade a Fantasy", ma lo è in partenza, per scelta, ed ha la stessa dignità.
    Dubito che Spielberg sia interessato a produrre un documentario scientifico, lui fa un altro mestiere. Chi può scambiare per documentario un film dove la gente viaggia con la macchina del tempo e i protagonisti devono salvare l'umanità?

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  14. @Mario e tutti gli altri che fanno commenti analoghi: qui non si discute di fantasy ma di accuratezza delle ricostruzioni.Non si giudica un telefilm, ma solo si parla di quanto sia corretta la bestia nel telefilm: che TerraNova sia fantasy, non cambia la sostenza del post, cioè che la ricostruzione è errata. E non mi importa se ciò è nelle intenzioni degli autori (cosa che avevo già AMPIAMENTE SPIEGATO in altri post). Tenetelo a mente, grazie.
    @Troco, come paleontologo mi preoccupano di più le braccia, per una ragione formale: le braccia posso dimostrare che sono sbagliate, al contrario, parte dei comportamenti che critichi, per quanto io sia concorde al 100% con te che siano fasulli, non ho prove dirette per dimostrare che sono errati: come empirista a me sta + a cuore correggere errori dimostrabili, non quelli plausibilmente errati.
    A me interessa divulgare un metodo, non una "verità" scientifica.

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  15. condivido praticamente sempre le critiche che fai, anche questa ovviamente. però mi auguro ci siano tutti gli errori che menzionavo, così un bel giorno potremo vedercelo insieme e capire se ci danno più fastidio le zampette o i ruggiti spaziali.
    (un leone è leone anche a 15 metri prima di vederne la lunghezza effettiva delle zanne, ma se a 15 metri sta volando forse non è leone)

    troco

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  16. Personalmente sposterei il problema più sull'editoria che sui disegnatori.
    Sono d'accordo con Andrea che dall'illustrazione scientifica non si scappa. Se le braccia di Carnotaurus sono rigide è assurdo cambiargliele. A che pro? Cosa cambia, è meno cattivo? Mah... La mia esperienza professionale mi dice che si può rappresentare la natura in maniera spettacolare senza per questo storpiandola. e come illustratore paleontologico non mi sento castrato dal rigore scientifico. Anzi, preferisco essere ben indirizzato da un Maganuco o da un Cau perchè così il mio disegno sarà più credibile. Certo, qualche libertà me la prendo anche io ma sempre cercando di stare nei confini imposti dal paleontologo.
    Il problema dicevo è la divulgazione popolare che spesso è in mano a gente che non sta qui come noi a farsi tante domande. Prende quello che costa meno ed è più spettacolare (e a questo proposito si aprirebbe un'altro capitolo infinito) e stampa libri di dubbio gusto, spesso inutili, mal fatti.
    Risultato: la gente (l'esperienza di questi giorni alla Mostra me lo conferma) si sorprende che i dinosauri siano tanto cambiati, diversi da come li ricordano o, purtroppo, li vedono sui libri dei figli. E sono ansiosi di sapere, capire, scoprire.
    Fare le cose bene, perdendoci tempo ed energie, dà grande soddisfazione personale e istruisce chi non sa dandogli informazioni corrette.

    Davide Bonadonna

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  17. Good post Andrea, and as thouoght-provoking as ever. Everything that is created by humans goes through a process of interpretation. In the case of palaeontology, every drawn, painted or modelled figure, illustration or animation will be interpreted slightly differently in one way or another by different scientists and artists.

    As an artist working in scientific animation and illustration, whichever expert I am working with will dictate the amount of interpretation I can use in my depictions; some require absolute accuracy and some require a slightly more abstract approach which allows the information to be communicated quickly and easily. However, the science is never compromised in any way; the scientific truth of what is being depicted is paramount, and without scientific integrity the animations and illustrations I create would never be used, and I'd be out of a job.

    I've argued on my own blog that using knowledgeable artists in any given field will a) make the development process easier for all concerned and b) mean complex technical and conceptual instructions and ideas can be communicated between artist and expert. This is the way forward for all palaeoart, and all scientific art in my opinion.

    But every time a pencil is put to paper, a certain amount of subjectivity will be expressed, even in the most rigorous technical drawing. It's what makes great images.

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  18. Andrew? I'm sure I wrote Andrea - sincere apologies for that one!

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