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05 giugno 2010

Miti e Leggende Post-Moderne sui Theropodi Mesozoici: "Sue" è una femmina?

FMNH PR2081, per gli amici, "Sue" (foto, byteful.com)

Niente è più sintomatico dello status mitologico dei dinosauri del fatto che alcuni fossili trascendano la realtà di oggetti geologici e diventino soggetti, con un nome e, talvolta, una storia personale.
Tyrannosaurus è universalmente noto con l'intero nome specifico, Tyrannosaurus rex, fatto che lo eleva al di sopra del generale anonimato delle altre specie di fossili, quasi tutte note solo col nome generico, senza mai menzione della specie. Qualcuno cita mai Velociraptor mongoliensis? No, esiste solo "il velociraptor"...
Lo stadio successivo della consacrazione di Tyrannosaurus è stato quello di elevare la specie al di sopra della fredda scientificità, rendendola una sigla: T. rex (o, peggio ancora, T-rex, come A-team). Infine, un esemplare di T. rex è stato elevato a individuo, personaggio ed eroe, ricevendo un nome proprio ed umano, Sue. La storia del perché l'esemplare FMNH PR2081 di Tyrannosaurus rex sia noto al mondo intero come "Sue" è conosciuta e non la ripeto qui. Più complessa è la questione, assunta come fatto e consolidata dal nome femminile "Sue", in base alla quale FMNH PR2081 sia lo scheletro fossilizzato di un individuo femminile.
Per nostra fortuna, tutta la questione è dettagliatamente analizzata da Brochu (2003) la completa monografia che descrive l'intera osteologia di FMNH PR2081.
 Dato che non esistono prove di ermafroditismo nei dinosauri (a parte i casi di ginandromorfismo, che sono però individuali e non tipici di un'intera specie), assumiamo tranquillamente che Tyrannosaurus rex fosse una specie di organismo a riproduzione sessuale e sessi distinti. Quindi, statisticamente, la probabilità che FMNH PR2081 fosse in vita una femmina è del 50%. Ovviamente, i fan di Sue vogliono la certezza, non una probabilità così misera. Per arrivare a ciò, è necessario osservare nel dettaglio non solo FMNH PR2081, ma tutti i Tyrannosaurus rex noti.
Attualmente, esistono circa una dozzina di scheletri di Tyrannosaurus rex adulti in discreto o buono stato di preservazione. Si tratta di un numero relativamente alto per la media delle specie fossili di dinosauro note (ricordo come esempi, che al mondo esiste uno solo esemplare di Baryonyx walkeri, per giunta subadulto, un solo Scipionyx samniticus, per giunta molto giovanile, ecc, quindi in quei casi non esiste nessun individuo adulto preservato...) ma terribilmente ridotto per gli standard zoologici. Cosa voglio dire? Per stabilire qualsiasi caratteristica generale di una specie, e per identificare eventuali caratteri tipici di un sesso rispetto all'altro, noi abbiamo bisogno di popolazioni sufficientemente numerose. Pochi individui non ci permettono di dimostrare niente per quel che riguarda la variabilità intraspecifica. Questo perché una dozzina scarsa di scheletri potrebbero essere differenti tra loro per caratteristiche casuali non legate al sesso come:
-età individuale. Anche se adulti, i differenti animali possono essere morti ad età differenti, ed avere quindi dimensioni e robustezze legate all'età. FMNH PR2081 è attualmente l'esemplare più anziano noto: le sue caratteristiche in parte riflettono lo stadio senile e non implicano quindi un legame col suo genere sessuale.
-patologie. Alcune delle caratteristiche di FMNH PR2081 sono chiaramente patologiche e non riflettono quindi un dimorfismo sessuale.
-variabilità spaziotemporale. Gli scheletri di Tyrannosaurus rex adulto noti si distribuiscono in alcuni milioni di anni (il Maastricthiano superiore) e in una fascia geografica che va dal Texas al Montana: è evidente che in un intervallo di tempo così ampio possono essere comparse differenze regionali e microevolutive tra animali vissuti in luoghi e tempi diversi, che noi potremmo erroneamente (ed ingenuamente) ricondurre a differenze sessuali.

Quindi, non ci sono motivi per stabilire in modo oggettivo se e come le differenze tra i vari esemplari adulti di Tyrannosaurus rex noti sono riconducibili a maschi o femmine. Farlo sarebbe una speculazione gratuita.

Sono stati comunque proposti dei criteri per stabilire se alcune differenze riscontrate tra gli esemplari sono riconducibili a dimorfismo sessuale.
-Comparazione con rettili e uccelli. Una delle motivazioni in base alle quali "Sue" sarebbe stato una femmina si fonda sul dimorfismo sessuale nei rettili e negli uccelli. In migliaia di specie di rettili, la femmina adulta è più grande del maschio. Analogamente, in vari uccelli predatori, come i falconiformi, la femmina è più grande del maschio. Da ciò alcuni hanno sostenuto che anche in Tyrannosaurus la femmina fosse più grande del maschio. Dato che "Sue" è il più grande esemplare noto di Tyrannosaurus, si concluderebbe che esso era una femmina.
Questo ragionamento fa acqua da tutte le parti, e dimostra il pericolo di fare argomenti comparativi senza una robusta base filogenetica. Innanzitutto, anche se è vero che le femmine sono più grandi dei maschi in migliaia di specie di rettili attuali, questo accade prettamente in serpenti e tartarughe. In lucertole e coccodrilli il maschio è mediamente grande come la femmina o anche più grande di lei. Quindi, non bisogna limitarsi a contare la frequenza di un fenomeno nella totalità delle specie, ma occorre vedere come quel fenomeno si distribuisce nell'albero evolutivo. La presenza di femmine più grandi dei maschi infatti potrebbe essere comparsa solo due volte nella storia dei rettili: una volta nel ramo che porta alle tartarughe, ed una seconda volta nel ramo dei serpenti. Lo stesso discorso si applica agli uccelli. Anche se in alcuni rapaci la femmina è più grande del maschio, ciò non accade nella maggioranza degli uccelli non volatori, che sicuramente sono analoghi ecologici più adatti a capire un theropode non aviano rispetto ad un predatore specializzato nella caccia aerea. Concludendo, l'inferenza filogenetica non dà alcuna prova a sostegno che "Sue" fosse una femmina.
-Lo strano caso degli archi emali. Una prova morfologica a sostegno dell'idea che "Sue" fosse femmina è stata la presunta distribuzione degli archi emali della base della coda. Nell'immagine qui sopra avete alcune vertebre caudali in vista laterale di un theropode (a caso). Le bacchette inclinate a forma di "L" poste sotto le vertebre sono gli archi emali (con rispettive emapofisi). Secondo alcuni autori, la posizione del primo arco emale nella coda sarebbe legato al sesso, con i maschi aventi il primo arco posto più anteriormente (vicino al bacino) rispetto alle femmine (la differenza sarebbe legata nei maschi all'inserzione di alcuni muscoli copulatori e, nel caso delle femmine, ad un maggiore spazio per il canale dell'ovidutto che espelle le uova). Questa ipotesi sarebbe fondata su una variabilità osservata nella posizione degli archi emali negli alligatori.
La questione in FMNH PR2081 è problematica: inizialmente, sulla base degli archi emali rinvenuti e sul confronto con altri esemplari di Tyrannosaurus, pareva avvalorata l'ipotesi che "Sue" fosse una femmina. Tuttavia, questa zona dello scheletro FMNH PR2081 è parzialmente disarticolata, e non mostra la precisa posizione originaria degli archi emali. Inoltre, successivi scavi nello stesso sito hanno permesso di rinvenire un ulteriore arco emale, più ridotto, posizionato anteriormente agli altri: ciò sosterrebbe  maggiormente l'idea che l'animale fosse un maschio. 
In realtà, è probabile che la posizione degli archi emali non dia alcuna indicazione sullo stato sessuale dell'animale: successivi studi proprio sugli alligatori hanno mostrato che non esiste alcuna relazione tra posizione degli archi e genere sessuale dell'individuo, falsificando qualsiasi possibilità di stabilirlo nei fossili di dinosauro.

In conclusione, l'idea di stabilire lo status femminile (o maschile) in "Sue" sulla base dei resti noti è un mito privo di base scientifica. Le uniche evidenze sicure di uno status femminile sarebbero presenza di uova nella cavità addominale o di tessuto midollare collegato all'ovoposizione. In "Sue" non sono presenti questi elementi, quindi, l'animale potrebbe essere sia una femmina in fase non riproduttiva, sia un maschio.

Come scrive Brochu (2003): FMNH PR2081 is an "it".

Bibliografia:
Brochu, C.R. 2003. Osteology of Tyrannosaurus rex: insights from a nearly complete skeleton and high-resolution computed tomographic analysis of the skull. Memoirs of the Society of Vertebrate Paleontology. 7: 1-138.

3 commenti:

  1. Non in tutte le tartarughe la femmina è più grande del maschio. Testudo marginata è un esempio.

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  2. Infatti non ho scritto che accade in tutte le tartarughe, ho scritto che, tra i rettili attuali, accade prettamente in tartarughe e serpenti.

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  3. Mi sono sempre chiesto come facevano i ricercatori a stabilire che Sue fosse stata una femmina.
    Giusto per curiosità ho due articoli scientifici (di parecchi anni fa < 1990) che parlano di argomenti simili.
    In uno si ipotizza che la particolare angolazione dell'ischio di un esemplare di Tyrannosaurus rex rappresenti una femmina.
    Nell'altro si mette in relazione la coosificazione delle vertebre prossimali della coda con la posizione di accoppiamento
    dei sauropodi.
    Se a qualcuno interessa appena torno a casa potrò fornire i riferimenti corretti.

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