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26 gennaio 2011

Sta arrivando il Tyrannosaurus saprofago!

Largo ai giovani!
La questione sullo status ecologico di Tyrannosaurus rex è ormai un tomo a sé nella paleontologia. In un mondo ideale, se ogni specie di theropode avesse una letteratura ricca e dettagliata, e suscitasse dibattiti e interesse come questo coelurosauro nordamericano, avremmo il mondo saturo di paleontologia.
Ho espresso i miei dubbi sul'ipotesi che Tyrannosaurus rex (almeno nello stadio adulto) fosse esclusivamente saprofago in precedenti post (qui e qui). Nei precedenti discorsi, le argomentazioni erano di natura prettamente anatomico-funzionale. Tuttavia, la questione può essere affrontata anche da un altro punto di vista, quello ecologico.
Ovvero, ammettendo che Tyrannosaurus rex adulto sia strettamente saprofago, può una popolazione stabile di questo theropode persistere con successo in un ecosistema a dinosauri? Ovvero, l'ecosistema Maastricthiano nordamericano avrebbe potuto fornire una quantità di carcasse ad un tasso sufficiente per sostenere una popolazione di Tyrannosaurus rex obbligatoriamente saprofagi? In passato, questa domanda è stata affrontata da alcuni ecologi, i quali, simulando una produttivà ecosistemica analoga a quella attualmente documentata nelle savane africane (con le dovute correzioni per rapportarla al Cretacico), dedussero che una popolazione di Tyrannosaurus saprofagi avrebbe avuto a sufficienza per sostenersi anche solo con le carcasse. Tuttavia, tale studio non teneva in considerazione che Tyrannosaurus non era l'unico potenziale consumatore di carcasse, dato che altre specie di theropode, più piccole, erano presenti. Ovvero, il modello precedente non teneva in considerazione la competizione con gli altri carnivori per l'accesso alle carcasse. In un nuovo studio, Carbone et al (2011) hanno rivalutato l'ecologia del Tyrannosaurus saprofago considerando anche il fattore "competitori".
Infatti, non è sufficiente essere in grado di nutrirsi di carcasse, occorre anche raggiungerle e consumarle prima che altri predatori possano consumarle. Non servirebbe a molto essere grande e feroce per scacciare i predatori da una carcassa, se questi riescono a raggiungerla e consumarla prima dell'arrivo del saprofago.
Carbone et al. (2011) hanno quindi simulato le dinamiche ecosistemiche calcolando la quantità di prede disponibili, il tasso di "produzione" di carcasse, la distribuzione media delle carcasse nello spazio ed il tempo medio che ogni predatore impiegherebbe a raggiungere quelle carcasse. Il modello ha tenuto in considerazione che all'aumentare delle dimensioni dell'animale, diminuisce il numero di animali: ovvero, abbondano le carcasse piccole, e sono rare le grandi; abbondano i predatori piccoli (e veloci), e sono rari quelli grandi (e relativamente più lenti). 
Pertanto, i calcoli indicano che per ogni Tyrannosaurus adulto esisterebbero moltissimi competitori di taglia inferiore (in particolare, deinonychosauri e giovani Tyrannosaurus), i quali avrebbero una probabilità molto alta di reperire le carcasse e consumarle prima dell'arrivo di un Tyrannosaurus adulto. Ad esempio, i calcoli del modello indicano che un theropode di piccola taglia avrebbe una probabilità 14-60 volte maggiore di un Tyrannosaurus adulto di raggiungere per primo una carcassa media. Quindi, basterebbe avere nell'ecosistema 14-60 theropodi di taglia piccola per ogni Tyrannosaurus adulto (un valore assolutamente plausibile, considerando che un deinonychosauro medio pesa 100 volte meno di un Tyrannosaurus adulto, e che per ogni Tyrannosaurus adulto esisteva almeno una decina di giovani), per rendere quasi impossibile la sopravvivenza di un Tyrannosaurus adulto esclusivamente saprofago.

Concludendo, questo modello ecologico smentisce l'ipotesi del Tyrannosaurus saprofago, in quanto mostrerebbe che tale strategia non sarebbe vincente nella competizione con gli altri theropodi, più veloci ed abbondanti di Tyrannosaurus adulto e quindi capaci di consumare tutte le carcasse prima dell'arrivo del theropode. Ovviamente, essendo un modello, va preso con cautela. Anche se concordo nel rifiutare l'ipotesi "ultra-saprofaga", ho alcuni dubbi sulla validità della simulazione. In particolare, alcune stime dell'abbondanza degli altri theropodi sono poco robuste (dato che si basa su taxa problematici come Richardoestesia, del quale non sappiamo praticamente nulla in termini di dimensioni e abbondanza individuale). Ad ogni modo, lo studio di Carbone et al. (2011) rappresenta un punto di vista differente (quello ecologico) per affrontare la (ormai piuttosto abusata) discussione sulle abitudini di Tyrannosaurus.

6 commenti:

  1. Sarà l'antenato in linea diretta degli avvoltoi di oggi, magari! :)

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  2. non so se sbaglio, ma non si dovrebbero conoscere altri dati per fare uno studio del genere, alcuni dei quali praticamente impossibili da sapere con certezza? per esempio, anche se i deinonychosauri erano più veloci nel raggiungere le carcasse, non dovremmo conoscere anche la loro effettiva rapidità nel cibarsene? e non si dovrebbe conoscere anche la distribuzione dei carnivori sul territorio, e la loro strategia nello scovare il cibo? per esempio,non è detto che i deinonychosauri fossero così diffusi e numerosi da poter consumare una grossa carcassa in breve tempo; magari erano distribuiti su ampi territori come i rapaci attuali, e quindi non avrebbero potuto consumare in breve tempo, per esempio, un triceratops morto, almeno non da soli. nella savana africana (anche se è un paragone forzato, in quanto si tratta anche di mammiferi), i grifoni arrivano per primi e in grandi gruppi alle carcasse, ma gli avvoltoi orecchiuti, gli sciacalli e le iene, anche se sono più lenti ad arrivare e in numero inferiore sul territorio, hanno quasi sempre la meglio e possono nutrirsi scacciando i grifoni; queste sono solo speculazioni, e non voglio mettere in dubbio studi compiuti da esperti, nè tantomeno sostenere l'idea di "Tyrannosaurus esclusivamente saprofago", ma solo esprimere delle perplessità su un'ipotesi che, a mio parere, necessita di dati ecologici ed etologici di cui non disponiamo.
    Giacomo

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  3. NB: esistono fossili con segni di denti di dromaeosauridae nelle ossa, che dimostrano una buona capacità di spolpare una carcassa.
    Un modello è utile se spiega in modo semplice dei fenomeni complessi. Il modello che proponi tu sarebbe ipercomplesso e inapplicabile nemmeno con gli animali attuali (di cui conosciamo molto meglio le caratteristiche). Siccome non possiamo sapere come si comportavano, è irrilevante soffermarsi sui loro comportamenti, ma stimare altri parametri, come la probabilità di raggiungere una carcassa in un tempo T.
    Quello descritto è un modello ecologico, quindi puramente basato su parametri ecologici, come l'areale e la produttività. Non può (e non deve) usare categorie etologiche.
    Il modello dice solo che, data un'area geografica, la probabilità di trovare una carcassa di massa X diminuisce con la massa X. Inoltre, dice che la probabilità di Tyrannosaurus di trovare una carcassa diminuisce all'aumentare del numero dei piccoli competitori.
    Ovvio che 1 Tyrannosaurus può scaccire 10 piccoli theropodi dalla carcassa di un Triceratops, ma se ha impiegato 10-15 giorni per trovare il Triceratops (ed il modello prevede questa scala di tempi o anche maggiori per trovare grandi carcasse utili per sfamarlo) è chiaro che in quei giorni possono accorrere sul luogo dozzine di deinonychosauri e qualche giovane Tyrannosaurus, capaci di spolpare fino all'osso la carcassa.

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  4. Lavoro molto interessante, anche se Carbone et al. mi sembra considerino _Nanotyrannus lancensis_ come una specie distinta (su quali basi? orami credevo che vi fosse un consenso generale, eccetto Bakker, nel attribuire quei resti a giovani_ T. rex_).

    Se posso permettermi una sorta di critica mi sembra che abbiano sottovalutato i competitori di un eventuale super-saprofago, escludendo a prescidnere (ma ho letto solo l'abstracrt e la blogosfera, smentiscimi se sbaglio) i non teropodi (e gli uccelli). Tra mammiferi, varanidi, coccodrilli e pterosauri (magari qualche Istiodactylidae, anche se l'ultimo conosciuto è del Campano) c'erano numerosissimi piccoli animali in grado di alleggerire una carcassa. Gli uccelli del tardo mesozoico, al solito, sono mal conosciuti, ma, volando, hanno un grande vantaggio nella scoperta delle carcasse.

    Divertente notare anche come stiano aumentando i paleontologi italo-americani, almeno a giudicare dai cognomi (Carbone, Scanella, Lamanna, Fiorillo... Sereno è italo-americano oppure ispanico?).

    Quoto le prime due frasi di questo post; non dico che non ne posso più di tirannosauri, ma sono decisamente più attratto dai grandi teropodi gondwanici, da quelli giurassici, e dalle discussioni teoriche (inclusa questa).
    Il povero _Allosaurus fragilis_ (e tutte le specie ad esso collegate) sembrano scomparire dalla cultura pop. Eppure solo una trentina di anni fa godeva di una fama pari o superiore al _T. rex_ (e del mio affetto incondizionato di bambino).

    Erodoto

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  5. I competitori sotto una certa dimensione sono stati omessi dall'analisi, per semplificare.
    Onestamente, dubito che animali più piccoli di un grosso cane possano rientrare nell'ambito diretto dei competitori di Tyrannosaurus.

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  6. The translation prevented me from fully understanding that last paragraph, Erodoto, but I admit, I tire of all the Tyrannosaurid talk. I'm much more interested in the Gondwana fauna, and the late Jurassic Morrison formation, etc.

    It's like all the Hitler documentaries you see - we need another subject.

    Paul W.

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