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22 novembre 2018

Walking with Dycinodonts

Ricostruzione di Lisowicia (da Sulej & Niedźwiedzki 2018).

Il Triassico è stato una delle fasi più complesse della storia dei vertebrati. Esso si apre con la più importante estinzione di massa del Fanerozoico, e nei suoi 50 milioni di anni di durata (quasi quanto l'intera Era Cenozoica) è teatro di un'enorme ristrutturazione faunistica globale. Solo alla fine del Triassico, inizia la vera età dei dinosauri, da quel momento quasi esclusivi occupanti delle dimensioni corporee medie e grandi, insieme a qualche crocodilomorfo. Il lungo passaggio dalle faune superstiti della fine del Permiano alla dominazione dinosauriana giurassica non fu lineare. In analogia con quanto accade all'inizio del Cenozoico, i primi gruppi a diversificare nell'immediata fase successiva all'estinzione di massa non saranno i medesimi a dominare alla fine del periodo. Ad esempio, il principale gruppo di vertebrati terrestri erbivori della fine del Permiano, i dicinodonti, riprende slancio durante il Triassico, anche se non produce più la grande diversità di forme del periodo precedente. In compenso, produce qualcosa di nuovo: i primi sinapsidi giganti. Sebbene alla fine del Permiano ci siano alcuni sinapsidi che superano la tonnellata, sia dicinodonti che terocefaliani, nessuno di questi animali andrà oltre le dimensioni di un rinoceronte attuale. E fino ad oggi, era opinione consolidata che per vedere sinapsidi sopra le 2 tonnellate sarebbe stato necessario aspettare l'Eocene, 10 milioni di anni dopo la fine del dominio dei dinosauri. In uno studio pubblicato oggi, Sulej & Niedźwiedzki (2018) descrivono i resti di un nuovo dicinodonte polacco della fine del Triassico, uno degli ultimi sinapsidi non-mammiferi, e battezzano Lisowicia bojani.
Il primo elemento di Lisowicia che spicca è la sua mole: è enorme! Gli autori stimano la massa di questo dicinodonte intorno alle 9 tonnellate, pari a quella di un grande elefante, e 5 volte maggiore di quella stimata finora per i dicinodonti triassici. Di fatto, Lisowicia era grande come i più grandi dinosauri della fine del Triassico. A confermare il gigantismo di questo animale sono gli adattamenti negli arti, in particolare quelli anteriori, per permettere una postura più eretta e colonnare rispetto a quella tipica dei dicinodonti: un evidente adattamento a sorreggere efficacemente l'enorme massa dell'animale.
Lisowicia racconta una storia inattesa ed intrigante sulla fine del Triassico. Mentre i dinosauri sauropodomorfi stavano rapidamente radiando e generande forme sempre più grandi a scala mondiale, almeno in Europa i dicinodonti avevano preso la strada verso il gigantismo e una postura più eretta e parasagittale. Quasi un presagio di Cenozoico stava per avviarsi, 160 milioni di anni prima del previsto. Cosa avrebbero potuto produrre i dicinodonti se non si fossero estinti? Poi, alla fine del Triassico, essi scompaiono del tutto (è dibattuto se un dicinodonte relitto sia presente nel Cretacico dell'Australia), parte di una serie di estinzioni ravvicinate che coinvolge molti altri tetrapodi del periodo, compresi quasi tutti i sinapsidi e pseudosuchi, e che apre la volata ai dinosauri, allora in piena radiazione adattativa.
La coesistenza di grandi sinapsidi e grandi dinosauri per un breve intervallo di tempo alla fine del Triassico suggerisce che il dominio dei dinosauri giurassici non fu solamente il risultato opportunistico dato dalla liberazione di nicchie triassiche. Se avessimo grandi dinosauri e grandi dicinodonti in intervalli distinti e successivi, potremmo parlare di opportunismo dei primi dopo la scomparsa dei secondi. Ma la coesistenza implica un diverso modello. Non si può ignorare che i dicinodonti fossero progressivamente in diminuzione sia come specie che come distribuzione per tutto il Triassico Medio e Superiore, mentre nel medesimo intervallo i sauropodomorfi mostrano una netta e rapida radiazione globale. Dato che, nel Triassico, non abbiamo ornithischi di grandi dimensioni, si può sospettare che questi ultimi abbiano effettivamente giovato della scomparsa dei dicinodonti (e degli altri tetrapodi erbivori triassici), mentre non si può parlare di opportunismo per i sauropodomorfi, già in rapida ascesa mentre vivevano i dicinodonti. Il mio sospetto è che, alla pari dei mammiferi che arriveranno molto dopo, anche i dicinodonti avessero un piano anatomico che, per quanto potenzialmente promettente nel produrre grandi erbivori, risultasse alla lunga meno vincente di quello sauropodomorfo. Ad oggi, non si conosce nessun altro gruppo animale così ben progettato per costruire giganti terrestri al pari di Sauropodomorpha.
Per quanto Lisowicia ci intrighi per le sue inattese dimensioni giganti, è forte in me il sospetto che esso rappresenti una forma estrema di specializzazione al gigantismo, una mosca bianca nel mondo dei sinapsidi triassici. Non è plausibile immaginare una ucronia post-Triassica, un mondo alternativo al vero Giurassico, in cui i dicinodonti producono una grande radiazione di giganti analoga a quella dei sauropodi. Non è avvenuto coi mammiferi cenozoici, non ci sono motivi per dare ai dicinodonti qualche jolly assente nel più prolifico clade di sinapsidi. Al contrario, il gigantismo pare essere il bacino preferenziale dove i sauropodomorfi immetteranno sempre più specie, per i 150 milioni di anni successivi agli ultimi dicinodonti, la loro vera "nicchia ecologica".

Bibliografia:
Tomasz Sulej, Grzegorz Niedźwiedzki. 2018. An elephant-sized Late Triassic synapsid with erect limbs. Science eaal4853 DOI: 10.1126/science.aal4853

3 commenti:

  1. Meno male che qui trovo notizie e relative considerazioni di ottima qualità.... Sono molto dispiaciuto per come è stata data la notizia dall'ANSA, per giunta nella sezione ragazzi. Immagino cosa possa capire un profano. Lunga vita a chi riesce ad esporre correttamente i fatti della natura.

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  2. in effetti... per curiosità sono andato a leggere. a parte tutto il resto ho trovato questa frase "Appartiene alla famiglia dei terapisti" terapisti? uno scherzo del correttore automatico immagino, però...
    peccato.
    Emiliano

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  3. Si legge di peggio in giro...

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