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25 settembre 2011

La passione e la paleontologia

Che differenza c'è tra operare un paziente e dire allo stesso paziente che dovrà essere operato?
Che nel primo caso, il medico deve essere freddo, metodico ed assolutamente competente in quello che fa. Nel secondo caso, egli deve essere empatico, deve saper rassicurare il paziente sulla necessità di tale operazione, deve ricordarsi che davanti a sé ha una persona, con le sue insicurezze e paure, una persona che sta affidando a lui il proprio futuro. In breve, nel primo caso deve seguire la mente, nel secondo caso il cuore. Ovviamente, questo esempio è impersemplificato, ma rappresenta bene quella che io considero la differenza tra la paleontologia (l'operazione) e ciò che spinge il paleontologo ad essere tale (la vita del paziente).
La paleontologia è la scienza che studia i fossili (non è la scienza che riporta in vita mondi perduti), e come tale è un'attività razionale. Non si fa paleontologia scherzando, fantasticando o giocando, né lasciandosi andare all'emotività. La paleontologia si fa ragionando. Perché esistono delle persone che intraprendono questa attività (ovvero, i paleontologi)? Perché li spinge una forza del cuore colossale e irresistibile, chiamata passione.
Scrivo questo post perché so che alcuni lettori di questo blog, che non mi conoscono di persona (ma solo come autore di post sul blog), probabilmente hanno di me un'immagine distorta e mi vedono come un freddo (e noioso) divulgatore di paleontologia privo di amore e slancio emotivo verso ciò che divulga. Ciò, forse, perché si ha la tendenza a vedere la passione come un estro senza briglie, e non l'applicazione metodica di una disciplina scientifica.
In realtà, niente è più emotivo e passionale del mio sentimento verso la scienza paleontologica. Forse, solo alcune donne sono riuscite a scalzare l'amore che da quasi 30 anni mi lega allo studio del passato profondo. Se fossi una persona fredda e calcolatrice, sicuramente mi sarei iscritto a facoltà più "sicure come futuro" (ad esempio, ingegneria, come molti mi suggerirono), invece che seguire l'amore della mia infanza e iscrivermi a Scienza Naturali col solo scopo di tentare la carriera paleontologica (e scoprire qualche mese dopo che c'erano altri ad aver fatto lo stesso... ma questa è un'altra storia). E ciò è ancora più vero in Italia, dove "paleontologo" fa rima con "disoccupato" (anche se, rispetto ai tempi in cui ero matricola, ora "disoccupato" fa rima con molte altre cose che un tempo non parevano assonarvi... ma questa è un'altra storia).
Se c'è una differenza tra la mia passione e quella di altri, forse, è che io non sono innamorato del passato preistorico (dei dinosauri, dei trilobiti o dei mammut), bensì della scienza che lo studia. Io amo il metodo, i tentativi, la ricerca, amo tenere in mano un blocco nerastro con qualche osso incastonato, perché amo quella sensazione di brivido che dà l'enigma celato in quelle rocce a forma di osso. Poi, però, nel momento dell'attività paleontologia, la passione viene celata, e si passa alla fredda elaborazione razionale. La passione tornerà fuori dopo, quando si condividerà con altri compagni di follia l'emozione della scoperta, il piacere della discussione e dell'investigazione dei dati, la gioia per la soluzione dell'enigma, per aver incluso un nuovo piccolo tassello a quel puzzle colossale che è la causa ed il fine delle nostre azioni.
Non so se ho trasmesso ciò che provo ai miei lettori, né se mai qualcuno di loro condividerà con me l'amore per la scienza paleontologica prima ancora che per i suoi risultati.
Se non amassi il metodo, la disciplina della scienza paleontologia, non sarei così ostinato nel cercare di diffonderla ai miei lettori, anche in modi che possono non piacere per la loro immediatezza e sarcastica insofferenza.
Dovete capirmi, lo faccio per la mia amata.

4 commenti:

  1. però io credo che la tua parte di "cuore" sia un po più di quello che intendi come "amore per il fossile". che tu sia più simile a un amante classico della preistoria, ma non lo voglia ammettere. questo senza nulla togliere all'amore per la disciplina. io credo che tu, come ogni paleontologo, abbia due passioni da cuore: quella comune a tutti gli amanti della natura e quella relativa alla disciplina. e credo che seguendo la tua strada abbia preso il sopravvento quest'ultima. e, forse, concentrandoti su quest'ultima la prima ti diventa sempre più banalotta e superficiale, ma sono sicuro che di base sei come tutti noi.
    un metatarsoo di piccione quanta probabilità ha di essere il vero scopo di vita di uno zoologo?
    poca, lo zoologo ama le bestie vive soprattutto e il metatarso è solo uno dei tanti elementi che lo descrivono.
    quindi il fatto che un paleontologo ami il metatarso di un alioramus è solo un ripiego, poichè se avesse la macchina del tempo andrebbe nel mesozoico per vedere come si comportava. io credo che la passione per la natura sia la stessa per ogni tipo di scienziato. l'amore per il semplice fossile secondo me deriva da una consapevolezza che non si potrà mai riportare in vita un ecosistema antico e tutto ciò che ci rimane è quello. non credo di riuscirmi a speigare, non sono bravo con le parole, ma se pensi al discorso del metatarso forse lì cè quello che intendo.
    è difficile spiegare, provo un altro esempio:
    il detective ama i particolari, e se ama leggere tra le impronte delle scarpe lo fa perchè è un metodo , quando socpre che è meglio il dna, abbandona le impronte. però finchè non si usa il dna, l'unico modo è usare le impronte, e allora lui si affeziona a questo metodo e lo ama. così uno che ama viaggiare, io a volte mi immagino un viaggio medievale in carrozza attraverso l'europa, quanto deve essere stato più bello che prendere un aereo? ma allora uno che ama viaggiare, in realtà cosa ama? quando esiterà il teletrasporto(!)avrà senso dire di amare i viaggi?
    cosa cè alla base dei nostri amori?
    io da artista ho dovuto cambiare più volte i punti di vista, e le mie produzioni, ultima delle quali l'illustrazione paleontologica. ma questa passione è mitigata e influenzata dai cambiamenti esterni, i quali possono farci vedere il modno da un punto di vista molto diverso. un pittore realista prima della fotografia dipingeva con uno spirito, ma quello che è nato con la fotografia ha dovuto cambiare ottica, e modificare leggermente la sua passione. non credo a jurassic park, ma se qualcosa di analogo dovesse avvenire, che ne sarà dell'amore per i fossili? perchè un dente di cane non ha valore e uno di creodonte si?
    a livello profondo di empatia si immagina in entrambi i casi un animale peloso cinomorfo, non si immagina il singolo dente, a meno che non dipenda da una deformazione professionale, dovuta però ai mezzi a disposizione.

    Troco

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  2. Posso darti ragione solo in parte. C'è una cosa che la paleontologia ha e che nessuna macchina del tempo potrà mai sostituire: il Tempo Profondo. Anche avendo la macchina del tempo, uno al massimo potrà visitare qualche centinaio di momenti del passato, ma non basterebbero 100 vite dedicate al viaggio nel tempo per avere una visione globale dell'evoluzione nei milioni di anni. Al più potrebbe apprezzare frammenti di eventi in alcuni milioni di anni. Molti si fissano su singoli ecosistemi passati e li analizzano nel dettaglio, ma io cerco la scala del tempo profondo, e quella deriva solo ed esclusivamente dalla scienza paleontologica.

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  3. giusto, vista così è ineccepibile.

    troco

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  4. Questo blog è stupendo, uno dei migliori blog scientifici che ci siano in circolazione! Quando ero piccolo desderavo fare il paleontologo avevo la fissa per i dinosauri...non che ci capissi tanto, ma mi affascinavano da morire...poi sono finito a fare biologia...mi hai fatto ritornare la passione!!!

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