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08 ottobre 2009

_Tarbosaurus_ vs. _Tyrannosaurus_: non solo una questione di nomenclatura

Gli animali sono gli oggetti più complessi dell'universo. Essi possono essere studiati per la loro ipercomplessità morfologica, che supera quella di qualsiasi altra struttura esistente, e per le numerose proprietà emergenti da tale morfologia, come il comportamento, l'ecologia o, in rari casi, la cultura. Inoltre, dopo Darwin, non è possibile trascurare la storia che ha prodotto delle così complesse macchine biochimiche. La storia, che, in termini analitici, è la filogenesi. Nonostante ciò, sembra che molti animali siano condannati ad essere visti solamente per una manciata standard di punti di vista, spesso banali e ripetitivi. I tyrannosauridi giganti sono tra gli animali a cui è stato destinato un punto di vista banale e limitato. Almeno, questa è la mia opinione. In particolare, sembra che un problema interessante e complesso come l'esistenza di due specie giganti di tyrannosauridi si sia ridotto ad una mera questione nominalistica, di consenso nomenclaturale, tralasciando di affrontare questioni ben più accattivanti.
A me non interessa minimamente se il tyrannosauridae gigante della Formazione Nemegt sia da chiamare Tarbosaurus bataar oppure Tyrannosaurus bataar. Questo problema è superfluo. Per quel che mi riguarda, tralascio la questione ad altri e, per chiarezza espositiva, preferirò mantenere la distinzione del nome generico tra Tarbosaurus e Tyrannosaurus. Come ho detto più volte, i generi sono artifici retorici inventati da Linneo, non reali aggregati naturali prodotti da fenomeni biologici (come invece sono le specie), quindi, non vale la pena discutere troppo: una volta stabilito un consenso che permetta la discussione, è bene parlare dei veri problemi.
Qual'è il vero problema che voglio discutere qui? Le differenze morfologiche tra Tarbosaurus e Tyrannosaurus, in particolare, la bizzarra morfologia cranica di Tyrannosaurus (caratterizzato da crani adulti molto espansi trasversalmente nella regione postorbitale, confrontate le immagini A2 e B2 della figura qui sotto), assente in Tarbosaurus (il quale conserva un cranio con proporzioni più "classiche"; vedere Hurum & Sabath, 2003, per i dettagli).
Cosa ha prodotto le differenze morfologiche tra Tarbosaurus e Tyrannosaurus, se, come appare probabile, essi sono strettamente imparentati?
La prima ipotesi potrebbe essere una differenza nelle specializzazioni alimentari. Forse, Tyrannosaurus era specializzato a predare animali differenti da Tarbosaurus. In questo caso, i candidati principali sarebbero i ceratopsidi, come Triceratops, i quali sono abbondanti nella Formazione Hell Creek, da cui proviene Tyrannosaurus, ma assenti nella Formazione Nemegt da cui proviene Tarbosaurus. Potrebbe essere, ma non mi convince. I ceratopsidi sono molto abbondanti anche nelle formazioni da cui provengono altri Tyrannosauridi americani, come Gorgosaurus, Albertosaurus e Daspletosaurus, eppure, come ho detto prima, nessuno di questi tyrannosauridi mostra la specializzazione cranice di Tyrannosaurus.
A mio avviso, la spiegazione è differente, non legata proprio alla predazione, bensì alle dinamiche delle popolazioni all'interno degli ecosistemi. Quali sono le differenze tra l'ecosistema della F. Nemegt e quello della F. Hell Creek? La Nemegt è molto più ricca in termini di specie (Russell, 2004). In particolare, nella Nemegt abbiamo una maggiore disparità di dinosauri, e, in particolare, abbiamo almeno 3 generi di Tyrannosauroidi (Tarbosaurus, Alioramus e Bagaraatan). Al contario, nella Hell Creek, abbiamo un minor numero di taxa, ed un solo tyrannosauroide, Tyrannosaurus. Da questo punto di vista, la Hell Creek è anche più povera rispetto ad altre formazioni americane, e ciò si esprime anche nei tyrannosauroidi, che spesso coesistono in più di un genere per formazione (Russell, 2004).
Che implicazioni può avere questa differenza nelle biodiversità. In ecologia, gli ecosistemi si possono classificare lungo una sequenza polarizzata: ad un estremo della sequenza abbiamo ecosistemi molto ricchi di specie, le quali sono estremamente specializzate; all'altro estremo abbiamo ecosistemi con un ridotto numero di specie, le quali sono però più generaliste. Spesso, la capacità "generalista" di una specie si esprime in differenti ecologie che essa può assumere durante il ciclo vitale. Come ho descritto qui, è plausibile che la marcata differenza di taglia e morfologia cranica in Tyrannosaurus dimostri una differenza di ecologia (prede e abitudini) tra giovani, subadulti ed adulti. Possibile che Tyrannosaurus fosse quindi un taxon più generalista rispetto agli altri tyrannosauridi, adattato a differenti strategie ecologiche, differenziate con l'età, e che si fosse evoluto in concerto col suo ecosistema, quello della Hell Creek, caratterizzato da poche specie, molto diffuse, ma poco specializzate?
Cibo per il cervello...


Bibliografia:
Russell D.A. 2004. The dinosaurian setting of primitive Asian birds. In: Feathered Dragons: Studies on the Transition from Dinosaurs to Birds, (eds. by Currie, P.J., Koppelhus, E.B., Shugar, M.A. and Wright, J.L. pp. 15-34.
Hurum, J.H. and Sabath, K. 2003. Giant theropod dinosaurs from Asia and North America: Skulls of Tarbosaurus bataar and Tyrannosaurus rex compared. Acta Palaeontologica Polonica 48 (2): 161–190.

2 commenti:

  1. I have to wonder if the three Nemgt tyrannosaurs occupied the same kind of "Triumverate" you see in Gondwana theropods--an abelisaur, carcharodontosaur, and smaller coelurosaur in most communities.

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  2. In my opinion, no: "triumverate" is only a metaphorical word, here linked to a particular taxonomic association, and has no ecological meaning.

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