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23 aprile 2009

Ode Mesozoica alla Primavera - Prima Parte, Xiongguanlong (Li et al., 2009)

Accantonato il post polemico, ed inebriato dalla ricchezza di questa settimana dinosaurologica (oltre ai taxa citati ieri, aggiungo un nuovo alvarezsauro patagonico per ora senza nome), inizio questa serie dedicata alle novità theropodologiche con l’esemplare più inaspettato, il bellissimo* tyrannosauroide longirostrino Xiongguanlong baimoensis (Li et al., 2009).

Ringrazio subito, per avermi aiutato a reperire le informazioni per questa serie di post: Peter Makovichy, Thomas Holtz, Dario Soldan e Marco Auditore.

Xiongguanlong proviene dal Gruppo Xinminpu dell’Aptiano-Albiano della Cina, dove è simpatrico con il therizinosauro Suzhousaurus ed il nuovo ornithomimosauro Beishanlong, entrambi di taglia superiore a quella del nuovo tyrannosauroide, per il quale è stimata una massa adulta di 270-300kg. L’unico esemplare noto è costituito da un cranio articolato, una serie vertebrale presacrale completa, un ileo frammentario ed un femore. Xiongguanlong si distingue dagli altri tyrannosauroidi noti per il marcato allungamento della regione antorbitale del cranio, che risulta basso ed allungato. Di conseguenza, il palato secondario è molto lungo, con coane arretrate. Inoltre, si distingue da altri tyrannosauroidi per possedere un nasale privo di creste, rugosità o ornamentazioni. Questo nuovo tyrannosauroide presenta un mix unico di caratteri plesiomorfici (tra cui, denti laterali compressi labiolingualmente, assenza di recessi nasali e quadratojugali, assenza di cresta lacrimale, vertebre cervicali allungate, pleuroceli singoli e limitati alla colonna cervicale) e derivati (tra cui, cresta linguale nei denti premascellari, spina neurale dell’asse con spine accessorie, ampio basisfenoide).

Sebbene non abbia ancora incluso Xiongguanlong in Megamatrice, ritengo che occuperà una posizione analoga a quella emersa dall’analisi di Li et al. (2009), ovvero più derivata di Dilong e Eotyrannus ma esterna a Tyrannosauridae (inteso come il nodo “Tyrannosaurus + Gorgosaurus”). Dato che la mia analisi colloca altri theropodi bizzarri ed enigmatici in quella area dell’albero tyrannosauroide, sono molto curioso di vedere come l’ingresso di questo nuovo taxon modificherà le interrelazioni esistenti.

Pur collocandosi filogeneticamente e stratigraficamente tra le forme dell’inizio del Cretacico e quelle più tarde e famose, Xiongguanlong è chiaramente apomorfico in maniera originale, e suggerisce l’esistenza di linee adattative sconosciute e non direttamente legate all’evoluzione dei macropredatori del Cretacico Superiore. La dentatura (priva di espanzione labiolinguale) ed il cranio (basso ed allungato, con il nasale gracile) non mostrano le specializzazioni adatte a resistere a intense sollecitazioni meccaniche presenti nei tyrannosauridi. Pertanto, è probabile che Xiongguanlong non fosse adatto a esercitare morsi potenti, capaci di frantumare le ossa. Nondimeno, il suo cranio presenta numerose apomorfie presenti nei tyrannosauridi ritenute finora come adattamenti volti a potenziare la potenza del morso: ciò dimostra che quei caratteri non si svilupparono inizialmente come adattamento diretto al potenziamento del morso, ma che furono co-optati secondariamente, dopo essersi sviluppati, per quella funzione solo nella linea tyrannosauridae (furono quindi delle ex-aptations).

L’olotipo di Xiongguanlong è prossimo alla maturità: questo dato sembra indicare che l’evoluzione della taglia gigantesca è esclusiva dei Tyrannosauridae del Cretacico Superiore, mentre per buona parte della sua storia e delle sue linee evolutive, Tyrannosauroidea fu costituito da specie di predatori di taglia medio-piccola. Purtroppo, non disponiamo di resti del piede, quindi non possiamo sapere se a questo stadio della filogenesi fosse già presente l’arctometatarso (assente negli altri tyrannosauroidi basali).

Sebbene il cranio di Xiongguanlong possa apparire bizzarro, il suo grado di allungamento è simile a quello di altri taxa, come Guanlong e Alioramus. Tale proporzione cranica è presente anche nei giovani tyrannosauridi, ed indica che la morfologia derivata negli adulti delle forme giganti sia una modificazione della morfologia allungata, la quale persisteva nei giovani come retaggio della loro storia evolutiva.


*Ho un debole per i bipedi dal cranio affusolato, che siano theropodi piscivori, nuovi tyrannosauroidi... o ragazze con eleganti nasi affilati... ;-)


Bibliografia:

Li D., Norell M.A., Gao K.Q., Smith N.D. & Makovichy P.J., 2009 - A Longirostrine Tyrannosauroid from the Early Cretaceous of China. Proc. R. Soc. B published online 22 April 2009. doi: 10.1098/rspb.2009.0249

3 commenti:

  1. "Pur collocandosi filogeneticamente e stratigraficamente tra le forme dell’inizio del Cretacico e quelle più tarde e famose, Xiongguanlong è chiaramente apomorfico in maniera originale, e suggerisce l’esistenza di linee adattative sconosciute e non direttamente legate all’evoluzione dei macropredatori del Cretacico Superiore."
    Questa porzione di testo esprime in maniera superlativa il concetto che hai espresso nello scorso post. Un albero immensamente ramificato e gigantesco, non una corta catenella XD

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  2. I wish the skull wasn't so crushed. Makes it difficult to restore it accurately.

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  3. ... and the sutures so badly preserved.

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