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11 giugno 2012

Buon Natale!

Oggi, 11 giugno, è Natale.
Come? Non lo sai? Sì, è Natale, il Natale del dinomaniaco, la meravigliosa creatura postmoderna creata grazie all'ingegneria genetica e la computer grafica da M. Crichton e S. Spielberg ben 19 anni fa. Ricordo ancora quel giorno di 19 anni fa. Io, che sono vecchio, ricordo il mondo prima dell'avvento del Natale. Pensate, l'ho pure visto al cinema, il Natale.
Per un curioso caso di serendipità, oggi, proprio oggi che è il suo Natale, il giorno in cui egli dovrebbe essere più buono, ho ritrovato in una cartella di vecchi file accumulati in attesa di essere riordinati, una bella lettera a Babbo Hammond che un dinomaniaco che non è un dinomaniaco (parole sue) scrisse per esprimere, con tanto amore e delicatezza, la sua opinione, pacata e, sopratutto argomentata, nei confronti di un blogger paleontologico che, a suo dire, peccava il peggiore peccato possibile per un dinomaniaco, l'ironia verso gli elfi del Natale. 
Ricordo che conservai quel file più per ridere in compagnia di altri peccatori come me, che per altro. Insomma, se anche voi sapeste che qualcuno scrive di nascosto certe perle rivolte a voi, sono sicuro che conservereste questo dono inatteso, per condividerlo con i vostri amici più cari.

Andrea: "Guarda cosa si scrive di me!"
Amico: "Ma... è uno scherzo?"
Andrea: "No, no: tutto genuino"
Amico: "Quanto ti invidio..."
Andrea: "Privilegi dell'essere paleontologo e blogger..."

Conservare questa perla fu un atto lungimirante, dato che la fonte originaria di tanto amore, un post in un blog personale di una persona che non conosco direttamente, fu successivamente rimossa dalla rete, per motivi che ignoro, probabilmente dallo stesso autore. 
(Per la cronaca, scoprii quel blog personale ed il suo post trasudante amore per la dinomania per puro caso, mentre cercavo informazioni su un'università della mia regione... bizzarrie del caso. O forse, il destino).
Dato che sarebbe poco carino postare pubblicamente tutto un testo completo il cui autore ha poi preferito rimuovere dalla rete, mi limiterò a postare le parole che egli, in modo del tutto motivato ed argomentato, ha rivolto specificatamente, come critica intelligente e costruttiva, verso di me. Dopo tutto, se sono parole rivolte a me, ho il diritto di "ri-utilizzarle". 
Si tratta anche di una lezione sul modo di trattare le persone: se le mie parole che tanto fastidio devono aver suscitato sono di pubblico dominio, sarebbe auspicabile che anche le parole altrui rivolte alle mie parole lo siano. Si chiama "rispetto". Almeno, io la vedo così. O forse, è solo una questione di "fegato". Se uno mi risponde in privato, ovvero a mia insaputa, quindi non permettendomi di replicare, che senso ha che lo abbia fatto?
Ad ogni modo, valutate voi stessi la raffinatezza delle argomentazioni.

E buon Natale!
Mi raccomando, siate sempre buoni come oggi.
Ecco la lista delle argomentazioni forbite ed eleganti rivolte a me per il solo fatto di aver fatto ironia. Noterete che l'autore di tanta forbita arguzia usi parole che io mai mi sarei sognato di rivolgere ai miei interlocutori, se non altro perché penso che una metafora ironica valga più di mille parolacce stereotipate.

Prima di esplicare la sua dotta invettiva verso di me, l'Autore della perla fa un excursus generale sulla categoria a cui, secondo lui, io appartengo:

"gente così stupida...
gente idiota...
idioti della categoria DOC...
macchiette, arroganti e presuntuose...
persone meschine e stupide...
l'Italia è piena di c*****i...
...quei cretini"

Poi, passa a parlare direttamente di me:
"povero imbecille...
povero pelato di 1.4 metri d'altezza..."

[Per la cronaca, poi ho scoperto di essere più alto di lui: sì, so chi è, l'ho scoperto quando mi è passato davanti ad una mostra ed ho collegato le varie cose a monte]
Infine, la conclusione:

"...A belli capé...
psicolabile"

La lista che avete appena letto è un classico esempio di attacco ad hominem: si insulta (inclusi ingiustificati riferimenti all'aspetto fisico dell'interlocutore) la persona o si attacca il suo modo di essere, quando non si è in grado di argomentare direttamente alle idee o alle parole della persona.
Non c'è niente di male a non pensarla nello stesso modo, ma se non si riesce a controbattere agli argomenti di qualcuno di cui non si condivide le idee o lo stile o l'ironia, perlomeno si potrebbe evitare l'insulto. L'ironia ci può stare, l'insulto gratuito (e nascosto, dato che io non ebbi mai modo, fino ad ora, di replicare alle belle parole d'amore rivolte a me, incluse le non ben chiare stime effettuate sulla mia statura (che comunque non è di 1.4 metri, dato che sono alto come la silhouette umana usata nella figura 3 in Sereno et al., 1998*) e alla mia (ex-)chioma), no.

Questi sono i soggetti verso cui, ogni tanto, rivolvo le mie attenzioni curiose ed interessate.
Non li trovate meravigliosamente interessanti, quasi amabili, nella loro dotta profondità?

*Ed un theropode nel post c'è.

Bibliografia:
Sereno, P.C.; Beck, A.L.; Dutheil, D.B.; Gado, B.; Larsson, H.C.E.; Lyon, G.H.; Marcot, J.D.; Rauhut, O.W.M.; Sadleir, R.W.; Sidor, C.A.; Varricchio, D.D.; Wilson, G.P; and Wilson, J.A. (1998). A long-snouted predatory dinosaur from Africa and the evolution of spinosaurids. Science 282 (5392): 1298–1302.

10 giugno 2012

L'Italia rotante e gli italiani presi in giro

I quotidiani, lo dice il nome, sono pubblicazioni giornaliere nelle quali un team di editori, redattori e giornalisti racconta ai propri lettori gli eventi ed i fatti significativi di quella giornata.
Se un quotidiano nazionale pubblica una notizia, significa che l'evento narrato dalla notizia è accaduto nelle 24 ore precedenti, o comunque è un evento rilevante la cui genesi sia recente, o perlomeno le cui conseguenze rilevanti e più importanti stiano accadendo tuttora.
Un giornale che oggi, all'inizio del giugno 2012, mettesse in prima pagina la notizia che l'Impero Romano è caduto, sarebbe ridicolo. Un giornale che oggi, all'inizio di giugno del 2012, mettesse in prima pagina la notizia che la Luna sta orbitando attorno alla Terra, sarebbe patetico.
Eppure, nell'Italia dell'ignoranza scientifica conclamata e dell'irrazionalità coltivata e diffusa, non desta alcuno sconcerto leggere questo titolo nella prima pagina di un quotidiano nazionale, di oggi, 10 giugno 2012: 

08 giugno 2012

Tarbosaurus trafugato, atto secondo

Ricordate il recente caso dell'esemplare di Tarbosaurus che stava per essere venduto ad un'asta negli USA, nonostante la sua palese origine dalla Mongolia, nazione in cui è illegale trafugare fossili per essere venduti alle aste?
L'azione e la mobilitazione dei paleontologi e degli appassionati della scienza ha avuto un buon esito: l'asta è stata sospesa, ed un team congiunto americano, canadese e mongolo ha analizzato il reperto per stabilire se effettivamente esso sia un fossile dalla Mongolia.
Le conclusioni, che saranno inviate alla Presidenza della Repubblica della Mongolia affinché agisca nel modo più consono alla risoluzione della questione, possono essere lette qui, qui e qui.
Gli autori delle lettere hanno in assoluto le migliori credenziali professionali per esprimere un parere competente ed affidabile.

07 giugno 2012

L'embrione di pollo non è un Velociraptor

http://www.microscopy-uk.org.uk/mag/artnov04macro/mlchicken.html
Immaginate che qualcuno parli alle vostre spalle, a vostra insaputa, di un episodio della vostra vita accaduto il mese scorso, ma che, nel narrare il vostro comportamento durante quell'evento di un mese fa, vi descriva come eravate all'età di 3 anni. Come reagireste? L'episodio che stanno narrando è realmente accaduto, ma la persona che ne è protagonista sarebbe un'invenzione, dato che un mese fa voi non avevate 3 anni! Non pensereste forse che si tratta di una ingiustificata e gratuita falsificazione della realtà, probabilmente finalizzata solamente a mettervi in cattiva luce davanti a persone che vi conoscono poco?
Questo esempio paradossale è la metafora del modo con cui sovente gli anti-evoluzionisti parlano delle tematiche interne alla teoria evoluzionista darwiniana. Ad alimentare questa fabbrica del fango, purtroppo, concorrono, in modo inconsapevole, molti sostenitori del darwinismo che, per poca competenza in materia o semplicemente limitato aggiornamento delle fonti da cui attingono, perpetuano concetti e modelli che oggi sono superati, e sovente sono superati da molti decenni da parte di qualunque ricercatore evoluzionista qualificato.
Un tema, che in questi giorni è molto discusso e frainteso, è quello relativo allo sviluppo embriologico degli uccelli, ed al fatto che tale sviluppo ontogenetico possa fornire indicazioni sull'evoluzione e sulla filogenesi degli uccelli, in particolare il loro legame con i dinosauri mesozoici.

Niente è più pericoloso in una disciplina fondata sui particolari e sulla complessità della riduzione di una teoria ad uno slogan, ad una frase ad effetto, rapida da pronunciare e quindi accattivante e pregnante, per quanto falsa. Negli ultimi decenni è di moda riferirsi al cosidetto "evo-devo", branca della biologia che studia i legami tra evoluzione ("evo") e sviluppo embrionale/ontogenetico ("dev-o", dall'inglese "development"). "Evo-Devo" è forse il nipotino trendy, l'erede un po' viziato e tanto coccolato, di un avizzito barone ottocentesco chiamato "Legge Biogenetica Fondamentale". La Legge Biogenetica, un tipico prodotto del positivismo di 150 anni fa, sosteneva l'esistenza di una relazione lineare e diretta tra le fasi dello sviluppo embrionale, identificabili dall'osservazione degli embrioni nei vertebrati, e le "fasi" della loro evoluzione. La Legge Biogenetica aveva uno slogan dall'enorme appeal, che affermava, come una forma di legge mosaica scolpita nei vostri foglietti embrionali, che "L'Ontogenesi Ricapitola la Filogenesi", ovvero, che se si osservasse in tutte le sue fasi la trasformazione di un uovo fecondato in embrione, poi in feto e infine in nascituro di un vertebrato di oggi, si "ricapitolerebbe" (si rivedrebbe come in un filmino) la sua storia evolutiva (intesa come sequenza di individui adulti nel tempo geologico). Una tale "Legge" si struttura in una teoria comprendente altre leggi, come:
1- Lo sviluppo embrionale conserverebbe caratteristiche degli adulti degli antenati.
2- Lo sviluppo embrionale di ogni nuova specie sarebbe niente più che lo sviluppo embrionale della specie precedente con l'aggiunta di un nuovo stadio terminale, corrispondente all'adulto della ultima specie precedente.
3- L'evoluzione sarebbe una linea continua di antenati e discendenti lungo una serie di trasformazioni analoghe allo sviluppo embrionale.

La Legge Biogenetica Fondamentale era un caposaldo della biologia della fine dell'Ottocento, ma fu definitivamente demolita ed abbandonata tra gli anni '20 e i '40 del XX secolo quando studi più approfonditi dimostrarono che i tre punti citati sopra erano falsi.
1- Lo sviluppo embrionale NON conserva affatto le caratteristiche adulte degli antenati. Anche se ad un certo punto dello sviluppo embrionale umano si osservano strutture faringee omologhe agli archi branchiali dei pesci attuali, ciò non significa che nel passato sia esistito un "pesce" simile ad un embrione umano. Un embrione umano è un Homo sapiens in formazione, non un pesce devoniano che sguazza dentro l'utero di una donna.
Oggi, sappiamo che le strutture faringee dell'embrione umano sono omologhe alle strutture faringee dell'EMBRIONE del pesce, ma non sono una copia delle branchie del pesce adulto. Ed il motivo di ciò è squisitamente evoluzionistico (a differenza di quanto possano blaterare i creazionisti): lo sviluppo embrionale è un mix di caratteri, esattamente come qualunque altra struttura corporea; pertanto, se due specie (uomo e pesce rosso) sono strettamente imparentate, condivideranno caratteri ontogenetici omologhi più affini che con specie meno imparentate con loro (ad esempio, un moscerino). Difatti, lo sviluppo embrionale umano e quello del pesce si somigliano più di quanto ognuno di loro somigli a quello del moscerino. Siccome una rana è più vicina filogeneticamente all'uomo che al pesce rosso, la sua ontogenesi è più simile a quella umana che a quella di pesce. Siccome la tartaruga è più vicina filogeneticamente all'uomo che alla rana, la sua ontogenesi è più simile a quella umana che a quella di rana. Ciò NON significa affatto che l'uomo passa durante l'embriogenesi attraverso uno stadio "pesce", poi uno stadio "anfibio", poi uno stadio "rettile", ecc... Ciò non avrebbe alcun senso: l'uomo attraversa le fasi dell'embriogenesi umana, ed ogni embriogenesi è tanto più simile a quella di altre specie in virtù del maggiore o minore legame evolutivo.

2- La falsificazione del punto 1 demolisce automaticamente il punto 2. In ogni caso, sappiamo che nuove forme biologiche possono evolvere rapidamente proprio perché nuovi stadi embriologici possono comparire in qualunque fase del processo ontogenetico, non solo nella fase terminale per "aggiunta" di un nuovo tassello dato dall'ultima specie antenata. Di conseguenza, non solo le nostre strutture embrionali possono essere il risultato di novità avvenute in qualunque fase dell'ontogenesi, ma la stessa storia è capitata alle altre specie, nessuna delle quali è una mera "fase" dello sviluppo di altre specie (presunte "evolute"). Infatti, le branchie del pesce adulto di oggi sono anche esse delle modificazioni della condizione ancestrale, non sono "copie" o "fossili viventi" delle branchie ancestrali da cui deriverebbe anche la linea che porta all'uomo.

3- L'evoluzione è un complesso sistema di ramificazioni, non una serie di linee parallele ognuna indirizzata nel proprio binario lineare. Pertanto, non ha senso illudersi che l'ontogenesi, per quanto sia una serie singola di stadi di un singolo individuo in crescita, possa "ripercorrere" quella che è, nella realtà dei fatti comprovati da migliaia di prove biologiche e paleontologiche, un sistema ramificato di miliardi di individui, milioni di specie e migliaia di cladi.

Concludendo, da più di 70 anni, i biologi ed i paleontologi sanno che la "Legge Biogenetica Fondamentale" è falsa, che fu poco più che una eccessiva semplificazione lineare di un fenomeno molto più complesso. La teoria dell'Evoluzione darwiniana non è minimamente influenzata dalla validità o meno della "Legge Biogenetica", anzi, considerando che la moderna teoria darwiniana ha contribuito a demolire quella stessa legge, il crollo della favoletta sul legame lineare tra ontogenesi e filogenesi è uno dei numerosi casi a sostegno della visione pluralistica, ramificata e contingente della teoria darwiniana.

Siccome "l'ontogenesi NON ricapitola la filogenesi", l'embrione del pollo non è un piccolo Velociraptor potenziale, come invece pare essere stato inteso da molti lettori e commentatori in queste settimane. Innanzitutto perché Velociraptor non è un antenato diretto del pollo, ma un suo parente prossimo lungo la serie di ramificazioni dell'albero dei dinosauri theropodi maniraptori, ma ben distinto dalla serie evolutiva che porta al pollo: Velociraptor se ne sta bello contento sul suo ramo deinonychosauriano, separatosi e specializzatosi ben prima che emergesse il ramoscello dei galliformi dal ramo aviano. Inoltre, l'embrione di un pollo mostra sì caratteri condivisi con gli altri embrioni di vertebrati, ma non sappiamo se e quanti di questi caratteri erano presenti anche nell'embrione del Velociraptor (embrione impossibile da osservare, dato che non esistono embrioni fossili di theropode, nemmeno di uccello fossile). Forse l'embrione del pollo e quello di Velociraptor si assomigliavano molto, più di quanto l'embrione di pollo assomigli all'embrione di coccodrillo e di uomo, ma ciò per l'ovvia consequenza che, tanto più due specie sono imparentate, tanto più sono simili anche nelle caratteristiche embriologiche. Dato che almeno il 60% dei caratteri dello scheletro che oggi rendono un uccello unico tra i vertebrati è condiviso da Velociraptor, ci sono buoni motivi per ritenere che ciò sia vero anche per le unicità embriologiche del pollo. Ma ciò, e va rimarcato sempre in questi tempi di facili semplificazioni e mistificazioni, è una forte prova a favore dell'evoluzione comune di pollo e Velociraptor, non un motivo per cercare di "resuscitare" il secondo dall'embrione del primo.

Studiate con più profondità la biologia e la paleontologia del XXI secolo, non blaterate a vuoto di vecchie teorie del XIX secolo, che la Scienza (quella vera, quella seria, fondata sull'evoluzionismo darwiniano, la paleontologia, l'anatomia comparata, la sistematica filogenetica, la genetica e l'embriologia) hanno già sepolto e superato da molti decenni. E sopratutto, evitate di blaterare a vuoto contro il darwinismo menzionando "Leggi" ottocentesche che il darwinismo stesso ha contribuito a superare.

01 giugno 2012

Horner ed il "pollosauro"

Alcuni momenti della giornata del 31 Maggio a Firenze, in occasione della conferenza del Prof. Horner. Tra gli altri, nella foto grande, Stefania Nosotti e Simone Maganuco (prima e terzo da sinistra in alto; Museo di Storia Naturale di Milano e curatori della Mostra "Dinosauri in Carne e Ossa"), Jack Horner, Alessandro Carpana (alla sinistra di Horner) ed Anna Giamborino (alla mia destra, Associazione APPI). (Foto di Francesco Lemma)
Nelle giornate del 29, 30 e 31 Maggio appena trascorso, il Prof. Horner, della Montana State University, sicuramente il paleontologo dei dinosauri più noto al grande pubblico, è stato in Italia per presentare l'edizione tradotta nella mia amata lingua madre del suo ultimo libro "Come costruire un dinosauro". La serie di conferenze, rispettivamente al Museo di Storia Naturale di Milano, al Museo Archeologico Nazionale di Parma ed all'Università di Firenze, è stata organizzata e patrocinata dall'associazione paleontologica APPI. Io ho assistito agli eventi di Parma e Firenze, entrambi seguiti da occasioni nelle quali il Prof. Horner ha potuto anche ammirare la bellezza storica ed artistica delle nostre città e l'inconfondibile ricchezza della nostra gastronomia. 
Il tema del libro di Horner è complesso e dalle molteplici implicazioni, non tutte così immediate come potrebbero emergere dalla mera considerazione superficiale del progetto alla spalle di questo libro: consiglio a tutti coloro che volessero approfondirlo di leggere quindi il suo libro prima di giungere a valutazioni affrettate. Ho apprezzato come Horner abbia saputo con arguzia e provocazione rispondere a tutte le domande, ed alle critiche che un progetto così controverso induce in molte persone. Le mie considerazioni personali sul significato e sulla fattibilità del "pollosauro" sono qui irrilevanti.
L'occasione mi ha anche permesso di conoscere qualcosa sulla personalità di Horner, sul suo modo di essere e rapportarsi con il pubblico. Ho avuto alcuni scambi di battute con Jack, anche se non ho voluto rubare troppo tempo ai suoi piccoli fan, che bramavano di parlare con lui. 
Egli è, volente o nolente, una leggenda della paleontologia mondiale degli ultimi 30 anni, è una pop star, come dissi a lui durante la cena a Firenze (ed io sono un "bad boy": parole sue, un complimento che mi onora, dato che sono acerrimo nemico di ogni forma di facile buonismo politicamente corretto). Indipendentemente dal giudizio che possiate avere su alcune delle sue ipotesi più controverse, egli è una persona carismatica e di grande intelligenza ed ironia.
L'occasione è stata anche quella di rivedere cari paleo-amici, che raramente posso incontrare direttamente.
Un ringraziamento particolare va ad Alessandro Carpana, Presidente dell'APPI, da cui deriva l'idea di tradurre l'ultimo libro di Horner, e per aver portato Jack a "fare una vasca" con noi per la centralissima via Cavour della mia città (questa la capiscono solo gli italiani).