Oggi, 11 giugno, è Natale.
Come? Non lo sai? Sì, è Natale, il Natale del dinomaniaco, la meravigliosa creatura postmoderna creata grazie all'ingegneria genetica e la computer grafica da M. Crichton e S. Spielberg ben 19 anni fa. Ricordo ancora quel giorno di 19 anni fa. Io, che sono vecchio, ricordo il mondo prima dell'avvento del Natale. Pensate, l'ho pure visto al cinema, il Natale.
Per un curioso caso di serendipità, oggi, proprio oggi che è il suo Natale, il giorno in cui egli dovrebbe essere più buono, ho ritrovato in una cartella di vecchi file accumulati in attesa di essere riordinati, una bella lettera a Babbo Hammond che un dinomaniaco che non è un dinomaniaco (parole sue) scrisse per esprimere, con tanto amore e delicatezza, la sua opinione, pacata e, sopratutto argomentata, nei confronti di un blogger paleontologico che, a suo dire, peccava il peggiore peccato possibile per un dinomaniaco, l'ironia verso gli elfi del Natale.
Ricordo che conservai quel file più per ridere in compagnia di altri peccatori come me, che per altro. Insomma, se anche voi sapeste che qualcuno scrive di nascosto certe perle rivolte a voi, sono sicuro che conservereste questo dono inatteso, per condividerlo con i vostri amici più cari.
Andrea: "Guarda cosa si scrive di me!"
Amico: "Ma... è uno scherzo?"
Andrea: "No, no: tutto genuino"
Amico: "Quanto ti invidio..."
Andrea: "Privilegi dell'essere paleontologo e blogger..."
Conservare questa perla fu un atto lungimirante, dato che la fonte originaria di tanto amore, un post in un blog personale di una persona che non conosco direttamente, fu successivamente rimossa dalla rete, per motivi che ignoro, probabilmente dallo stesso autore.
(Per la cronaca, scoprii quel blog personale ed il suo post trasudante amore per la dinomania per puro caso, mentre cercavo informazioni su un'università della mia regione... bizzarrie del caso. O forse, il destino).
Dato che sarebbe poco carino postare pubblicamente tutto un testo completo il cui autore ha poi preferito rimuovere dalla rete, mi limiterò a postare le parole che egli, in modo del tutto motivato ed argomentato, ha rivolto specificatamente, come critica intelligente e costruttiva, verso di me. Dopo tutto, se sono parole rivolte a me, ho il diritto di "ri-utilizzarle".
Si tratta anche di una lezione sul modo di trattare le persone: se le mie parole che tanto fastidio devono aver suscitato sono di pubblico dominio, sarebbe auspicabile che anche le parole altrui rivolte alle mie parole lo siano. Si chiama "rispetto". Almeno, io la vedo così. O forse, è solo una questione di "fegato". Se uno mi risponde in privato, ovvero a mia insaputa, quindi non permettendomi di replicare, che senso ha che lo abbia fatto?
Ad ogni modo, valutate voi stessi la raffinatezza delle argomentazioni.
E buon Natale!
Mi raccomando, siate sempre buoni come oggi.
Ecco la lista delle argomentazioni forbite ed eleganti rivolte a me per il solo fatto di aver fatto ironia. Noterete che l'autore di tanta forbita arguzia usi parole che io mai mi sarei sognato di rivolgere ai miei interlocutori, se non altro perché penso che una metafora ironica valga più di mille parolacce stereotipate.
Prima di esplicare la sua dotta invettiva verso di me, l'Autore della perla fa un excursus generale sulla categoria a cui, secondo lui, io appartengo:
"gente così stupida...
gente idiota...
idioti della categoria DOC...
macchiette, arroganti e presuntuose...
persone meschine e stupide...
l'Italia è piena di c*****i...
...quei cretini"
Poi, passa a parlare direttamente di me:
"povero imbecille...
povero pelato di 1.4 metri d'altezza..."
[Per la cronaca, poi ho scoperto di essere più alto di lui: sì, so chi è, l'ho scoperto quando mi è passato davanti ad una mostra ed ho collegato le varie cose a monte]
Infine, la conclusione:
"...A belli capé...
psicolabile"
La lista che avete appena letto è un classico esempio di attacco ad hominem: si insulta (inclusi ingiustificati riferimenti all'aspetto fisico dell'interlocutore) la persona o si attacca il suo modo di essere, quando non si è in grado di argomentare direttamente alle idee o alle parole della persona.
Non c'è niente di male a non pensarla nello stesso modo, ma se non si riesce a controbattere agli argomenti di qualcuno di cui non si condivide le idee o lo stile o l'ironia, perlomeno si potrebbe evitare l'insulto. L'ironia ci può stare, l'insulto gratuito (e nascosto, dato che io non ebbi mai modo, fino ad ora, di replicare alle belle parole d'amore rivolte a me, incluse le non ben chiare stime effettuate sulla mia statura (che comunque non è di 1.4 metri, dato che sono alto come la silhouette umana usata nella figura 3 in Sereno et al., 1998*) e alla mia (ex-)chioma), no.
Questi sono i soggetti verso cui, ogni tanto, rivolvo le mie attenzioni curiose ed interessate.
Non li trovate meravigliosamente interessanti, quasi amabili, nella loro dotta profondità?
*Ed un theropode nel post c'è.
Bibliografia:
Sereno, P.C.; Beck, A.L.; Dutheil, D.B.; Gado, B.; Larsson, H.C.E.; Lyon, G.H.; Marcot, J.D.; Rauhut, O.W.M.; Sadleir, R.W.; Sidor, C.A.; Varricchio, D.D.; Wilson, G.P; and Wilson, J.A. (1998). A long-snouted predatory dinosaur from Africa and the evolution of spinosaurids. Science 282 (5392): 1298–1302.
Bibliografia:
Sereno, P.C.; Beck, A.L.; Dutheil, D.B.; Gado, B.; Larsson, H.C.E.; Lyon, G.H.; Marcot, J.D.; Rauhut, O.W.M.; Sadleir, R.W.; Sidor, C.A.; Varricchio, D.D.; Wilson, G.P; and Wilson, J.A. (1998). A long-snouted predatory dinosaur from Africa and the evolution of spinosaurids. Science 282 (5392): 1298–1302.
