(Rough) Translator

04 giugno 2008

L’ipotesi di “Neoapterigità” (Neoflightlessness hypothesis), ovvero: se, quanti e quali teropodi non-volatori discendono da forme volanti? - 1a Parte

Ci sono più morfologie di teropodi sotto il cielo di quante hanno prodotto le nostre teorie. Un tempo la questione era molto semplice: Archaeopteryx fu il primo uccello, poi arrivarono le forme capaci di volo moderno, che noi chiamiamo “uccelli”. Gli altri teropodi erano più basali e non avevano niente da dirci sull’origine del volo. Poi, tra gli anni ’70 e ’80, alcuni studiosi (Thulborn e Paul) proposero scenari alternativi. Il primo ipotizzò che i celurosauri derivati del Cretacico fossero più vicini agli uccelli rispetto ad Archaeopteryx, il quale non sarebbe stato che un teropode come altri, quindi insignificante per capire l’origine del volo. Paul propose qualcosa di molto più ardito ed affascinante: non solo oviraptorosauri, troodonti e dromeosauridi sarebbero più affini agli uccelli di Archaeopteryx (come sosteneva Thulborn), ma dato che Archaeopteryx era “già” una forma volante, quei tre gruppi sarebbero stati dei non-volatori secondari, dei “neoflightless”, delle forme non-volanti discendenti da animali volanti, esattamente come lo sono struzzi, casuari, nandù, pinguini e dodo. Per una dozzina d’anni l’ipotesi di Paul rimase nella lista delle versioni bizzarre ed estreme della corrente “ostromiana” (quella che sosteneva un’origine teropode per gli uccelli, osteggiata dai “BANDiti”): in quegli anni era già notevole dimostrare che gli uccelli fossero teropodi, e non era sicuramente cauto andare oltre affermando che alcuni teropodi fossero degli “ex-uccelli”.

Alla metà degli anni ’90 iniziarono a circolare dei bizzarri animali piumati provenienti dal Cretacico Inferiore cinese. L’ipotesi ostromiana aveva vinto definitivamente alla prova dei dati, e gli uccelli furono (quasi) universalmente riconosciuti per quello che appaiono pienamente: dei teropodi capaci di volare. Tuttavia, man mano che le scoperte aumentavano, il confine tra teropodi non-uccelli e uccelli sfumava: la netta disparità anatomica tra uccelli moderni e Archaeopteryx veniva gradualmente colmata da un esercito di piccoli bastardi con pigostilo, mentre, dal lato opposto della (semplicistica) linea evolutiva, il confine tra Archaeopteryx e teropodi non-uccelli veniva definitivamente dissolto da una pletora di forme “ibride”: dromeosauri-uccelli (Microraptor e Sinornithosaurus), uccelli-dromeosauri (Rahonavis e Unenlagia), uccelli-oviraptoridi (Sapeornis), oviraptoridi-uccelli (Caudipteryx e Protarcheopteryx), teropodi con code da uccello (Nomingia e Beipiaosaurus), troodonti-uccelli (Sinovenator e Mei), uccelli-troodonti (Jinfengopteryx), uccelli-ornithomimi (Mononykus e Shuvuuia), oltre che da forme arboricole assolutamente inattese (Epidendrosaurus). Insomma, la carrellata di teropodi-uccelli era talmente ampia e articolata da permettere qualsivoglia scenario evolutivo.

Tra questi, si ripresentò l’ipotesi di Paul della “neoflightlessness”. La presenza di forme “ibride” tra gli uccelli e gli altri gruppi di celurosauri derivati era la prova, secondo Paul, che la condizione primitiva di tutti i maniraptori sarebbe stata quella presente in Archaeopteryx (che, difatti, è più antico di tutti gli altri generi qui citati) e che in molte linee successive (tranne quella che porta agli uccelli moderni) i caratteri da volatore sarebbero stati progressivamente perduti a seguito di un “ritorno” alle nicchie più terricole e meno volanti.

A sostegno di questa tesi, Paul cita una serie di caratteri maniraptoriani che, secondo lui, hanno senso solo alla luce dell’ipotesi di “neoflightlessness”. Tuttavia, ed è questo il punto più dolente dell’ipotesi di Paul, il significato evolutivo dei caratteri NON sta nella loro semplice presenza, assenza o combinazione, bensì (ovviamente) alla luce dello scenario evolutivo proposto. Ovvero, il ragionamento di Paul è circolare (è un cane che si morde la coda): se si ammette che dromeosauri, troodonti e oviraptorosauri discendono da forme volanti, ALLORA è evidente che i loro caratteri sono interpretabili come degenerazioni di caratteri da volatore, ed è anche evidente che le forme “ibride” siano da collocare in mezzo alle linee, come transizionali.

Non è questo il modo corretto di fare filogenetica. Innanzitutto, non tutti i caratteri citati da Paul sono caratteri esclusivamente da volatore (o da ex-volatore), inoltre, è ugualmente plausibile che quei caratteri siano stati cooptati dagli uccelli per assolvere una nuova funzione (il volo), e che pertanto non possano indicare, nelle forme non-volanti che hanno quei caratteri, se esse discendono da volatori.

In questa prima parte mi limiterò a commentare i vari caratteri citati da Paul, nella prossima parlerò di come Megamatrice possa aiutarci a risolvere questa interessantissima questione evolutiva.

I caratteri che Paul considera “prove” di un’origine volante di molti teropodi sono:

1. Furcula U-shaped. Nessun teropode non-ornithothoracino (compresi Archaeopteryx e Confuciusornis) ha un angolo di curvatura stretto come quello degli attuali uccelli volanti. Il carattere non è significativo per risolvere l’ipotesi “neoflightlessness”.

2. Robust pectoral girdle. Il carattere è ambiguo. In ogni caso, anche Baryonyx ha un robusto cinto pettorale, ma nessuno sostiene che derivi da forme volanti.

3. Horizontal scapular blade. Come ha notato Senter, solo gli ornithothoracini hanno scapole orizzontali. Confuciusornis, Archaeopteryx e tutti gli atri teropodi conservano scapole inclinate.

4. Scapula tapering caudally. Questo carattere è presente solo negli ornituromorfi, quindi non è significativo a questa discussione.

5. Acromion process well developed, at least as well as that seen in Archaeopteryx. Questo è in effetti un punto a favore di Paul: negli oviraptoridi, mononykini, troodonti e nei dromeosauridi non-dromeosaurini l’acromio è prominente e rivolto cranialmente come in Archaeopteryx. Tuttavia, come detto sopra, ammettendo questa ipotesi, l’assenza del carattere in Struthio (che chiaramente discende da animali volatori) o in Achillobator non spiega perché dovrebbe persistere in Troodon o Mononykus. Inoltre, il carattere è assente in alcuni ornituromorfi volanti.

6. Coracoid strutlike, retroverted. Il carattere è presente in tutti gli eumaniraptori ad eccezione dei dromeosauridi derivati e degli uccelli atteri. Non è presente in oviraptorosauri e monoykini, sebbene i primi abbiano arti anteriori più sviluppati di quelli di molti troodontidi.

7. Ossified sternum. Baryonyx e molti ornitopodi presentano questo carattere, il quale non è quindi un’indicazione univoca di derivazione da forme volanti. In ogni caso, il carattere è assente in Archaeopteryx, invalidando il ragionamento di Paul.

8. Broad sternal plates. Idem come sopra.

9. Sternal ribs ossified. Idem come sopra.

10. Robust deltopectoral crest. Molti tetanuri e sauropodomorfi basali hanno questo carattere, e nessuno (o quasi...) ne ha mai ipotizzato (seriamente) antenati volanti.

11. Forelimbs lengthened. La validità del carattere dipende dalla filogenesi assunta come punto di riferimento (cane che si morde la coda).

12. Radial linkage with humerus and metacarpus, acted upon by the humeral extensors and flexors permitting extreme lateral flexion and hyperextension of the manus. L’ampia iperestensione dell’arto anteriore può essersi evoluta per altri motivi oltre al volo, come la predazione (cane che si morde ancora la coda).

13. Fusion of the carpals and metacarpals to form a carpometacarpus. Il carattere (nella sua versione completa) è presente solo nei Mononykinae e negli ornithothoracini derivati (forse anche in Avimimus). Molti uccelli basali non lo presentano, quindi, o si ammette che i mononykini discendono dagli ornithothoracini derivati, oppure non può essere citato a sostegno dell’ipotesi di Paul.

14. Metacarpal III posterolaterally bowed. Il carattere è presente in molti celurosauri, compresi i tyrannosauroidi basali. Non è necessario invocare un legame diretto con la presenza di penne adatte al volo.

15. Posterolateral flange of proximal phalanx of central manal digit present. Questo carattere è presente solo nei microraptori e negli aviali derivati (forme con penne asimmetriche). Può avere un legame con il volo.

16. Manal digit II as robust as digit I. Idem come sopra.

17. Manal digit III reduced in mobility and size. Il carattere è presente nei tyrannosaurodi, quindi non è necessariamente legato al volo.

18. Symmetrical remiges. Ragionamento circolare: se si assume che le penne si sono evolute per il volo, allora è necessario interpretare l’assenza di vessillo asimmetrico in Caudipteryx come reversione. Più semplicemente, Caudipteryx potrebbe avere le penne (con vessillo simmetrico) per motivi slegati dall’evoluzione del volo.

19. Ossified uncinate processes present. Il carattere è probabilmente legato alla respirazione e alla taglia dell’animale, non necessariamente al volo. In alcuni enantiorniti pare essere assente.

20. Caudal count reduced. La coda può essere ridotta anche per motivi non legati al volo, ma a seguito di un cambiamento nella muscolatura e nel centro di massa.

21. Expansion of the sacrum at the expense of the caudal thoracic series and cranial caudal series. Ceratopsidi e adrosauridi hanno molte più sacrali della maggioranza dei maniraptori non-ornithothoracini, ma nessuno li interpreta derivati da animali volanti.

22. Pygostyle present. Shunosaurus e gli ankilosauridi hanno caudali distali fuse, quindi, non è necessario ammettere una fase volante (anche perché è possibile che l’uso attivo della coda per il volo sia una prerogativa dei soli ornituromorfi, e non di tutti gli uccelli).

23. Brain enlarged above reptilian maximum (using EQ as the index). Ragionamento circolare.

24. Olfactory lobe reduced. Idem come sopra.

25. Stereoscopic vision. La stereoscopia non evolve esclusivamente per il volo, dato che molti animali non volatori (sia arboricoli che terricoli) la presentano.

In conclusione, molti dei caratteri citati da Paul possono essersi evoluti in contesti slegati dal volo, e, comunque, hanno senso come spiegazioni della neoflightlessness solamente ammettendo a priori proprio l’ipotesi che dovrebbero spiegare (quindi il ragionamento è circolare).

Fine prima parte

03 giugno 2008

Stabilità ed instabilità nella filogenesi di Theropoda

Con un campionario di oltre mille caratteri a disposizione (vedere due post indietro...) penserete che l’albero che emerge dalle analisi sia di una robustezza inossidabile. Così, infatti, mi diceva un amico forestale due giorni fa. Purtroppo, l’albero sarebbe robusto se io non fossi cocciuto e non volessi includervi qualsiasi teropode lontanamente codificabile. E anche se tolgo i taxa molto frammentari (come una vertebra singola) e lascio solo quelli sufficientemente descritti, ciò non toglie che alcune zone restino instabili.

In effetti, la pratica di omettere le forme frammentarie ha un difetto mortale: chi decide quando una forma è da mantenere e quando no? Ci sono taxa più frammentari di altri che nondimeno tendono a stare sempre buoni nella loro zona della filogenesi (ad esempio Velocisaurus, oppure Unquillosaurus), mentre altri taxa, più completi ma apparentemente meno diagnostici, tendono a creare scompiglio e politomie irrisolte (ad esempio Poekilopleuron o Tsaagan). Inoltre, che dire delle topologie inattese che emergono quando includiamo forme frammentarie ma filogeneticamente interessanti? Ad esempio: se escludo Megalosaurus dall’analisi, i torvosauri formano una bella struttura coerente all’esterno di Neotetanurae. Se immetto Megalosaurus, l’intero Torvosauridae collassa, tuttavia, i pezzi di quel clade vanno a porsi in una politomia dentro Neotetanurae (alla base di Carnosauria). Quale interpretazione scegliere? L’eleganza di Torvosauridae intero e risolto fuori da Neotetanurae (ma al prezzo di omettere un taxon significativo, e, quindi, con il rischio di aver imposto un vincolo artificiale alle possibili topologie) o la coerenza della politomia irrisolta alla base dei carnosauri, ottenuta senza imporre alcun veto al dentale di Megalosaurus?

Tre sono le aree che più continuano a dannarmi (altre due, l’interno di Enantiornithes e la posizione dei “dilophosauridi”, ogni tanto impazziscono, ma ormai tendono ad essere domate): il “grado megalosauroide”, ovvero la zona di Tetanurae più derivata di Xuanhanosaurus e meno di Allosauroidea e Coelurosauria; il “grado compsognathidae”, ovvero la zona di Coelurosauria più derivata di Tugulusaurus ma meno di Maniraptoriformes e Tyrannosauridae; ed il grado “neodromeosauride”, ovvero la zona di Dromaeosauridae più derivata di Microraptoria.

Come risolvere queste zone senza sacrificare alcuno dei taxa immessi finora? Aumentando la risoluzione dei caratteri, ma, sopratutto, sperando nella scoperta di nuovi taxa, possibilmente completi quanto basta per fare da tampone all’emorragia di ipotesi ugualmente plausibili.

“Koreanoraptor”: DGBU-78 (Kim et al., 2005)


DGBU-78 è un femore praticamente intatto dal Aptiano-Albiano della Corea del Sud (Kim et al., 2005). Il femore è lungo 40cm (massa stimata: 125kg). L’osso è leggermente concavo caudalmente e medialmente. La testa è rivolta medialmente in vista prossimale e orizzontalmente in vista craniale. Testa e regione trocanterica sono distinte. Pare presente la fossa del legamento capitale. Il trocantere craniale è cilindrico, connesso prossimalmente al trocantere maggiore, dal quale è distinto per uno stretto solco. Non è presente un trocantere accessorio. La mensola trocanterica è ridotta e confluisce nel trocantere posteriore. Il quarto trocantere è in forma di bassa cresta rugosa. Distalmente, il solco estensorio è assente, quello flessorio è ampio e non costretto. Il tubercolo ectocondilare è parallelo all’asse prossimo-distale della diafisi e raggiunge il margine della fossa flessoria.

Kim et al. (2005) notano la forte somiglianza di DGBU-74 con alcuni Dromaeosauridi (Velociraptor e Adasaurus), ma cautamente attribuiscono il femore a Maniraptora. Immesso in Megamatrice, DGBU-78 è un DromaeosauriNae basale, in politomia con Adasaurus, Deinonychus, Saurornitholestes ed il nodo comprendente i dromeosaurini più derivati. La politomia è prodotta dalla presenza di Saurornitholestes, il cui femore è ignoto. Rimuovendo Saurornitholestes dall’analisi, DGBU-74 ed Adasaurus risultano sister-taxa alla base di DromaeosauriNae e a loro volta formano il clade sister-taxon del nodo “Deinonychus + i dromeosaurini più derivati”.

Questo risultato conferma l’ipotesi, basata principalmente su evidenze icnologiche, che nel Cretacico Inferiore esistevano dromaeosauridi di taglia medio-grande anche in Asia Orientale.

Bibliografia: Kim H.M., Gishlick A.D., & Tsuihiji T., 2005 - The first non-avian maniraptoran skeletal remains from the Lower Cretaceous of Korea. Cretaceous Research 26: 299-306.

1000

Alla fine, la fatidica soglia dei 1000 caratteri in Megamatrice è stata raggiunta e superata! So che è una tappa puramente simbolica, ma merita una breve descrizione.

Con oltre 276 mila codifiche, la mia “bambina” è la Più Grande Matrice sui Dinosauri Non-Neorniti dell’Intero Universo Conosciuto! Tanto per essere chiari che non sono tutto Megalomane, ricordo che la più grande matrice sui teropodi pubblicata finora (l’analisi di Holtz et al., 2004, discussa nel capitolo sui Tetanuri basali nel “Dinosauria, 2a ed.”) ha “solo” 47850 codifiche (ovvero, è più di cinque volte più piccola della Megamatrice). Ok, direte voi, almeno quella là è stata pubblicata... abbiate pazienza, pubblicare un simile mostro non è facile come scrivere questo post. Intanto, essa esiste ed è pienamente funzionante (per chi ha PAUP nel computer...).

Ve ne accenno la struttura. I caratteri utilizzati sono raggruppabili in sei “ambiti” anatomici. Abbiamo 386 caratteri* della regione cranica: (cranio, mandibola e dentatura). Il cranio, come accennato nel commento ad un precedente sondaggio, è la regione anatomica più informativa. Con 268 caratteri, la regione del cinto pelvico e dell’arto posteriore è la seconda per importanza. Segue, con 170 caratteri, il cinto pettorale con l’arto anteriore (lo sterno, sebbene sia da considerare embriologicamente una parte dello scheltro assile, è incluso in questa regione). Lo scheletro assile (colonna vertebrale, coste e gastrali) è subito dietro, con 159 caratteri. Infine, molto minoritari, abbiamo il tegumento, con 9 caratteri, ed il comparto riproduttivo (uova e nidi) con 8 caratteri. Data la relativa frammentarietà delle testimonianze relative agli ultimi due ambiti (sopratutto in associazione diretta con specie note da resti scheletrici), essi sono stati inclusi sopratutto per valutarne la distribuzione nell’albero.

Le unità tassonomiche operative (OTU) incluse sono 276. Abbiamo 2 gruppi esterni, uno basato sull’ottimizzazione dei caratteri alla base di Archosauria (chiamato “Ancestore Dinosauromorpho”) ed il probabile Avemetatarsale basale Scleromochlus. Il gruppo interno comprende 3 OTU sopragenerici: il clade comprendente Lesothosaurus, Eocursor, Heterodonthosauridae, Marginocephalia, Thyreophora e Ornithopoda (ovvero, gli ornitischi nell’accezione classica); il clade comprendente Thecodonthosaurus, Efraasia, Plateosaurus, Massospondylidae e Sauropoda (ovvero, i sauropodomorfi nell’accezione classica); e Neornithes (Palaeognathae + Neognathae). Inoltre, nel gruppo interno abbiamo 247 taxa di livello generico/specifico di dinosauromorphi: Abelisaurus, Aberratiodontus, Achillesaurus, Achillobator, Acrocanthosaurus, Adasaurus, Afrovenator, Agnosphitys, Alectrosaurus, Allosaurus, Alvarezsaurus, Alxasaurus, Ambiortus, Aniksosaurus, Appalachiosaurus, Apsaravis, Archaeopteryx, Archaeorhynchus, Atrociraptor, Aucasaurus, Aviatyrannis, Avimimus, Avisaurus, Bagaraatan, Bambiraptor, Baryonyx, Beipiaosaurus, Berberosaurus, Boluochia, Borogovia, Buitreraptor, Byronosaurus, Caenagnathasia, Caenagnathus, Calamosaurus, Carcharodonthosaurus, Carnotaurus, Caudipteryx, Ceratosaurus, “Chilantaisaurus” maortuensis, Chilantaisaurus tashuikouensis, Chirostenotes, Citipati, Coelophysis, Coelurus, Compsognathus, Concornis, Condorraptor, Confuciusornis, Cryolophosaurus, Dalianraptor, Dalingheornis, Dapingfangornis, Deinocheirus, Deinonychus, Deltadromeus, Dilong, Dilophosaurus wetherilli, “Dilophosaurus” sinensis, Dracovenator, Dromaeosaurus, Dromomeron, Dryptosaurus, Dubreuillosaurus, Ekrixinatosaurus, Elaphrosaurus, Elmisaurus, Elsornis, Enantiornis, Eoalulavis, Eocarcharia, Eocathayornis, Eoenantiornis, Eoraptor, Eotyrannus, Epidendrosaurus, Erectopus, Erliansaurus, Erlicosaurus, Eucoelophysis, Eustreptospondylus, Falcarius, Fukuiraptor, Gallimimus, Gansus, Gargantuavis, Garudimimus, Gasosaurus, Genusaurus, Genyodectes, Giganotosaurus, Gigantoraptor, Gobipteryx, Gojirasaurus, Gorgosaurus, Graciliraptor, Guaibasaurus, Guanlong, Hagryphus, Halimornis, Harpymimus, Herrerasaurus, Heyuannia, Hongshanornis, Huaxiagnathus, Hulsanpes, Iberomesornis, Ichthyornis, Ilokelesia, Incisivosaurus, Ingenia, Irritator, Jeholornis, Jinfengopteryx, Jixiangornis, Juravenator, Kakuru, Khaan, Kryptops, Labocania, Lagerpeton, Lectavis, Ligabueino, Liliensternus, Lophostropheus, Longipteryx, Longirostravis, Lourinhanosaurus, Luanchuanraptor, Mahakala, Majungasaurus, Mapusaurus, Marasuchus, Masiakasaurus, Megalosaurus bucklandi, “Megalosaurus” hesperis, Megaraptor, Mei, Metriacanthosaurus, Microraptor, Microvenator, Mirischia, Monolophosaurus, Mononykus, Nanantius, Nashiungosaurus brevispinus, Nedcolbertia, Neimongosaurus, Nemegtomaia, Neovenator, Neuquenornis, Neuquenraptor, Noasaurus, Noguerornis, Nomingia, Nothronychus, Nqwebasaurus, Nuthetes, Omnivoropteryx, Orkoraptor, Ornithodesmus, Ornitholestes, Ornithomimus, Oviraptor phyloceratops, Paraprotopteryx, Parvicursor, Patagonykus, Patagopteryx, Pedopenna, Pelecanimimus, Pengornis, Piatnitzkysaurus, Pisanosaurus, Piveteausaurus, Poekilopleuron, Proceratosaurus, Protarchaeopteryx, Protopteryx, Pycnonemosaurus, Pyroraptor, Quilmesaurus, Rahonavis, Rajasaurus, Rugops, Sacisaurus, Santanaraptor, Sapeornis, Sarcosaurus, Saturnalia, Saurophaganax, Saurornitholestes, Scipionyx, Segisaurus, Segnosaurus, Shanag, Shenzhousaurus, Shixinggia, Shuvuuia, Siamotyrannus, Silesaurus, Sinocalliopteryx, Sinornis, Sinornithoides, Sinornithosaurus hoiana, Sinornithosaurus millennii, Sinosauropteryx, Sinovenator, Sinusonasus, Soroavisaurus, Spinosaurus, Spinostrophaeus, Staurikosaurus, Streptospondylus, Suzhousaurus, “Syntarsus” kayentakatae, Szechuanosaurus zigongensis, Tanycolagreus, Thecocoelurus, Therizinosaurus, Torvosaurus, Troodon, Tsaagan, Tugulusaurus, Tyrannosaurus, Tyrannotitan, Unenlagia comahuensis, Unenlagia paynemili, Unquillosaurus, Utahraptor, Velociraptor, Velocisaurus, Vescornis, Vorona, Wyleyia, Xenotarsosaurus, Xinjiangovenator, Xuanhanosaurus, Yandangornis, Yangchuanosaurus, Yanornis, Yixianornis, Yixianosaurus, Yungavolucris e Zupaisaurus.

Abbiamo anche 27 esemplari “senza nome”, non attribuiti ad alcuna specie (o in fase di nomina): BP/1/5278 (un probabile teropode basale), CAGS-IG-02-0901 (un probabile enantiornite), CAGS-IG-04-CM-007 (un probabile enantiornite), CAGS-IG-04-CM-023 (un probabile enantiornite), CPP 174 (un probabile abelisauride), GIN 100/44 (un probabile troodontide), IVPP V11309 (un probabile maniraptoriano), l’individuo “1” di LH 11386 (un probabile avialae), LP-4450-IEI (un probabile enantiornite), MB.R.1750 (un probabile abelisauroide), MCF-PVPH-53 (un probabile ceratosauro), MCF-PVPH-237 (un probabile abelisauroide), MPEF V 1699 (un probabile abelisauride), MSNM V3664 (un probabile teropode basale), MSNM V3882 (un enantiornite molto simpatico...), MSNM V5804 (un probabile saurischio), MSNM V6408 (un probabile maniraptoriano), NGMC 91 (un probabile microraptorio), NGMC 2124 (un probabile celurosauro basale), NMMNH P-27469 (un probabile tyrannosauroide), NMV P150070 (un probabile tetanuro), il morfotipo “A” dei femori del Bathoniano Inglese (un probabile neoteropode), TATE 0012 (un probabile torvosauride), UAM 74 (un probabile celurosauro basale), UCMP 154584 (un probabile alvarezsauride), WDC DML 001 (un probabile troodontide), ed una possibile morfologia di piede basata sull’icnotaxon Exallopus.

I risultati... beh, quelli mica li divulgo prima di pubblicarli...

*Questi dati si riferiscono alla Megamatrice nell’atto di avere 1000 caratteri. Per una curiosa coincidenza, 386 è il numero totale dei caratteri presenti nella Prima Matrice (l’embrione della Megamatrice), quella che pubblicai cinque anni fa nella mia tesi di laurea. Da allora la bambina è cresciuta di quasi sedici volte!

Indovina Chi... 4

Purtroppo ragazzi, vedo che stavolta nessuno ha indovinato. Forse era troppo difficile riconoscere lo squamoso di Allosaurus in vista mediale...
Beh, vediamo se azzeccate questo... (lo so, non è facile, ma ho visto che più è difficile e più vi applicate: sarà più divertente vedere cosa ne verrà fuori...)!