14 aprile 2021

Il Dio dell'Anatomia Comparata è generoso, se sappiamo onorarlo

 

Esempio di come sia complesso dedurre il tegumento della testa in un dinosauro: nessuna specie moderna è - presa da sola - un analogo sufficiente.


Le analisi morfospaziali dei post precedenti non sono qualcosa di calato dal cielo senza alcuna relazione con la scienza paleontologia. Difatti, essi sono solamente la formalizzazione matematizzata di un approccio dalla storia gloriosa: l'anatomia comparata applicata ai fossili. Grazie all'anatomia comparata, difatti, possiamo dedurre molti elementi anatomici delle specie estinte, confrontandole con quelle viventi e soffermandosi sui dettagli fini che legano le ossa con le parti molli (perdute nei fossili). 

I rettili moderni sono degli ottimi esempi per dedurre in modo scientifico e replicabile la relazione tra tipologia di superficie ossea e tegumento della testa.

Squamati come Moloch e i coccodrilli come Caiman sono esempi estremi della variazione di tegumento in funzione della tessitura ossea. In particolare, è da sottolineare che la tessitura della parte dorsale e intorno alle orbite è in parte indipendente da quella della regione del muso e della bocca, e possono evolvere secondo logiche distinte.

Nel moloch, la tessitura delle ossa della bocca è liscia e perforata da un numero ridotto di forami distanziati tra loro (B): a questa tessitura corrisponde la presenza di labbra rigide dotate di squame. Al contrario, la tessitura della zona orbitale e del tetto del cranio è marcatamente rugosa e ornamentata (A): a questa tessitura corrisponde una vistosa ed elaborata ornamentazione di spine e processi cornei.

Nel coccodrillo, la tessitura della bocca è rugosa e perforata da un gran numero di forami ravvicinati tra loro (D): a questa tessitura corrisponde una bocca priva di labbra e rivestita da una spessa struttura cornea uniforme e relativamente liscia. Il tetto del cranio e la zona orbitale è scolpita da solchi e corrugamenti, ma essa è priva di processi rugosi proiettati lateralmente o dorsalmente: a questa tessitura corrisponde una pelle squamosa ma priva di vistose ornamentazioni cornee, in continuità con quella della bocca.

Il cranio di Majungasaurus mostra una combinazione degli elementi ossei di Moloch e Caiman: come lo squamato, le ossa del tetto del cranio e delle zone orbitaria sono rivestite da processi rugosi prominenti. Quindi, deduciamo che in vita avesse la zona dorsale della testa e la zona degli occhi ornamentata da spine prominenti e corna. La zona del muso delle mandibole è invece ornamentata da una fitta rete di rugosità e da una densa serie di forami neurovascolari, più simile alla condizione del coccodrillo. Pertanto, deduciamo che la zona orale non fosse rivestita da labbra "da squamato" ma avesse una spessa protezione cornea uniforme simile a quella dei coccodrilli.

Majungasaurus, e in generale la maggioranza dei fossili di specie non direttamente imparentate con le forme attuali, tendono quindi a mostrare un mix di elementi deducibili dalle specie attuali. Non ricadono perfettamente in un singolo analogo odierno, e per essere compresi pretendono una visione complessa, variegata e plurale. Illudersi di avere un "modello unico" di riferimento col quale plasmare ogni ricostruzione è quindi una illusione ingenua. All'interno di Theropoda abbiamo una ricca varietà di tessiture sia della zona orale che dorsolaterale, che spaziano ampiamente lungo le condizioni che vediamo oggi in uccelli, coccodrilli, squamati e tartatughe. Per questo motivo, il metodo "olistico" basato su un insieme variegato di molti elementi anatomici, che ho proposto nei precedenti post, è sicuramente più realistico rispetto alle narrazioni semplicistiche fondate su uno o pochi "modelli animali" (ad esempio, il modello "varano") o su un ridotto numero di tratti anatomici presi come "stele di Rosetta" per le ricostruzioni (come il numero dei forami laterali delle ossa dentigere).

Per ricostruire i fossili non serve speculare: basta analizzare i dettagli anatomici e cercare nel mondo vivente la risposta alle domande che i fossili stessi, con la loro morfologia, ci pongono in modo puntuale.

 

3 commenti:

  1. Scusi dottor Cau, ho notato un refuso nel testo della descrizione del cranio del Moloch A e B sono invertiti
    Francesco

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  2. Rugosità simili a quelle del cranio di Majungasaurus e del Moloch sono per caso individuabili anche in Ankylosauria?

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