08 ottobre 2018

Burian in fondo alla grotta

Zdenek Burian

Immaginate dei prigionieri che siano incatenati, fin dalla nascita, all'interno di una caverna. I prigionieri sono immobilizzati e possono vedere solamente la parete in fondo alla grotta. Alle loro spalle, ma essi non possono vederlo, sta un muro, oltre il quale corre una strada rialzata, e dietro questa strada, in direzione dell'ingresso della grotta, arde un grande braciere. Appena fuori dalla grotta, un gruppo di uomini sta scavando in un campo, disotterrando delle ossa. Lungo la strada rialzata, all'interno della grotta, ci sono alcuni scultori, intenti a scolpire delle statue: essi odono le voci che provengono fuori dalla grotta, ed ispirati da quei discorsi, scolpiscono delle forme che, essi dichiarano, rappresentano ciò che sta accadendo all'esterno. I prigionieri incatenati nel fondo della grotta non colgono bene i discorsi degli scultori, e non hanno alcuna percezione di quello che accade fuori dalla grotta. Essi vedono le ombre delle sculture, illuminate dal braciere all'ingresso della grotta e proiettate sul fondo della grotta, verso cui il loro sguardo è vincolato.
Immaginate che gli uomini fuori dalla grotta rinvengano lo scheletro di un dinosauro. Essi sono impegnati a rimuovere le ossa dal terreno, e discutono su come assemblarle. All'interno, gli scultori odono i discorsi provenienti dal fuori, e abbozzano una scultura ispirata da quei discorsi. Da fuori, qualcuno esclama la parola “dinosauro”, ed ecco che gli scultori ripetono quel nome e lo attribuiscono alla loro scultura. I prigionieri, incatenati sul fondo della grotta, vedono l'ombra della scultura, sentono la parola “dinosauro” pronunciata dall'eco degli scultori sul fondo della grotta, e, ignari del mondo alle loro spalle, si illudono che “dinosauro” sia il nome dell'ombra della scultura.

Mi auguro che abbiate riconosciuto la parodia del mito della caverna, di Platone.
Questo mito, che è uno dei più importanti nella storia del pensiero occidentale, è anche un ottimo modo per capire cosa sia la paleoarte, e perché molti fraintendano la paleoarte con l'illustrazione naturalistica. Ogni opera di paleoarte è come l'ombra sul fondo della grotta del mito: la proiezione di qualcosa che non esiste fuori dalla grotta. La paleoarte non rappresenta gli animali estinti (che sono, ovviamente, estinti da ben prima dell'avvento di un qualunque artista): essa è sempre la rappresentazione di qualcosa costruito dall'uomo, costruito traendo ispirazione da qualcosa che sarà sempre aldilà della visione diretta, dell'esperienza immediata.
Pertanto, ogni prodotto di paleoarte è intrinsecamente differente da un analogo prodotto di illustrazione naturalistica. La grotta del Tempo è profonda, ed i sensi di ognuno di noi sono incatenati al suo fondo presente, senza possibilità do girarsi per guardare direttamente il passato. Possiamo sperare di cogliere qualche parola dal passato, e possiamo trarre ispirazione da quei frammenti di parole per scolpire una qualche particolare concezione della paleontologia, ma in ogni caso, qualsiasi rappresentazione iconografica è e sarà sempre come le ombre sfuocate sulla parete della grotta: l'ombra di qualcosa costruito in modo imperfetto sulla base di una elaborazione soggettiva e parziale.

Trovo che sia ingenuo e vano accanirsi troppo verso determinate rappresentazioni paleoartistiche, nel senso che – alla fine – tutte le forme di paleoarte sono tutte delle mere ombre. Puoi raffinare la definizione dell'ombra, puoi aumentare il dettaglio delle statue, puoi mettere più legna nel braciere, ma restano sempre e comunque azioni indirette che non possono sostituirsi alla visione diretta dell'oggetto reale che sta fuori la grotta.
Questo significa anche che – paradossalmente – ogni forma di paleoarte è legittima, nella misura in cui essa rappresenta – in forma sbiadita – una particolare concezione scientifica e storica, sia attuale che passata. La paleoarte di Burian è quindi una eccellente rappresentazione della paleontologia del mondo di Burian, così come la paleoarte di Paul è una eccellente rappresentazione della paleontologia del suo mondo. Sia Burian che Paul sono due differenti scultori, che sono passati provvisoriamente davanti il braciere, e che hanno proiettato le loro ombre sulla parete della visione presente.

Concludendo, cosa è rappresentato dalla paleoarte? La vita del passato? No, in alcun modo. Tutta la paleoarte è una carrellata di rappresentazioni di concezioni naturalistiche del mondo contemporaneo.

5 commenti:

  1. I agree with this very much. In some ways, I prefer how "old" illustrators such as Burian or Knight approached their works. They always feel hazy to me as though you were looking back and having your vision obscured by the distance of time. Not that I don't enjoy or respect super detailed works but in some respects they seem to say, "this is what this was" not, this is a depiction of something we don't have all the answers for.

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  2. Aren't you just stating the obvious? It may not be natural illustration but it does serve as symbolism and some are just better at it than others by virtue of being better artists.

    Paul W.

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    1. I left a word or two out there by accident, I meant to say "it may not be true naturalistic illustration...". I hope that clarifies what I meant.

      Paul W.

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    2. Everything is obvious once someone states it (aka, the egg of Columbus).

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  3. Nessun artista avrà mai rappresentato un vero dinosauro mesozoico, però, se ci può consolare, almeno abbiamo le pitture rupestri che da quello che so ci danno indizi sull'aspetto di alcuni animali estinti da tempo. Però volendo essere precisi si tratta sempre di "illustrazioni naturalistiche", non di paleoarte.

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