19 aprile 2016

NUNTIO VOBIS DINOSAURUM MAGNUM: HABEMUS SAUROPODEM!

Possibile ricostruzione del sauropode italiano (copyright Davide Bonadonna - 2016).

Quanta strada abbiamo fatto, negli ultimi 25 anni! Quando ero ragazzino, l'Italia era considerata una regione del tutto priva di dinosauri. E ciò per una serie di ragioni geologicamente motivate in base alle conoscenze di allora, dato che si riteneva che la nostra penisola fosse stata completamente sommersa nel Mesozoico (o, meglio, che tutte le rocce italiane di età mesozoica fossero originarie da fondali marini). Poi vennero le serie di orme e le piste di dinosauri, specialmente nel Nordest e in Puglia, che attestarono che numerosi gruppi di dinosauri, in vari momenti del Mesozoico, avevano attraversato delle terre emerse che ora formano l'Italia. Poi arrivarono anche le ossa, e che ossa! Scipionyx, Tethyshadros, entrambi completi ed articolati, ma anche il theropode di Saltrio ed il possibile frammento di osso lungo (forse theropode, oppure un grande pterosauro) dalla Sicilia. Dei tre cladi principali di Dinosauria (Ornithischia, Sauropodomorpha e Theropoda), avevamo quindi un ornithischio (basato su più esemplari), due theropodi,  ma nessun sauropodomorfo. Eppure, le piste di impronte attestavano la presenza di sauropodi. Possibile che non ci fossero le condizioni per la scoperta di resti ossei di sauropode?
Almeno fino ad oggi, la domanda restava senza risposta.

15 aprile 2016

Apatoraptor

Olotipo di Apatoraptor (fonte: Wikipedia).

Ero a conoscenza che un esemplare articolato di Caenagnathidae canadese era attualmente in studio. Con piacere, l'esemplare è stato pubblicato in questi giorni, e riferito al nuovo taxon Apatoraptor pennatus (Funston e Currie 2016), letteralmente "il rapace ingannatore con le penne". La natura ingannatrice del genere è dovuta all'iniziale interpretazione del fossile come appartenente ad un ornithomimide, interpretazione scartata con la completa preparazione e studio del fossile.
L'olotipo di Apatoraptor comprende la metà anteriore articolata di un theropode di taglia medio-piccola. Buona parte del cranio è andata perduta, con solo parte del palato e della mandibola preservata. La conformazione della mandibola è tipica dei Caenagnathidae, con una lunga finestra mandibolare bordata da un lungo processo posteroventrale del dentale, e la fusione di surangolare, angolare ed articolare. Il collo include almeno 11 vertebre (le prime dorsali sono "cervicalizzate"), mentre la mano presenta un mix di caratteri presenti in altri oviraptorosauri derivati. L'ulna presenta tracce di papille ulnari: si tratta della prima evidenza di questa struttura in un oviraptorosauro, e conferma quanto già sapevamo dalla scoperta di Caudipteryx, ovvero che anche gli oviraptorosauri presentano vere penne remiganti come i paraviani.
Immesso in Megamatrice, Apatoraptor risulta membro di Caenagnathidae, come risultato anche a Funston e Currie (2016). A differenza dell'analisi svolta in quello studio, io provvisoriamente non riferisco elementi non-sovrapponibili con gli olotipi ad i taxa Chirostenotes ed Elmisaurus: questa decisione conservativa probabilmente spiega alcune discrepanze tra la composizione di Caenagnathidae risultata nelle due analisi.

Bibliografia:
Gregory F. Funston and Philip J. Currie (2016). A new caenagnathid (Dinosauria: Oviraptorosauria) from the Horseshoe Canyon Formation of Alberta, Canada, and a reevaluation of the relationships of Caenagnathidae. Journal of Vertebrate Paleontology doi:10.1080/02724634.2016.1160910

01 aprile 2016

Addio, "vela"; benvenuta, "carena"!

Siccome l'embrago è scaduto con 20 ore di anticipo, posso già parlare di una delle scoperte chiave per la risoluzione di uno degli enigmi più dibattuti negli ultimi anni, in merito ai theropodi.
Per ora, vi anticipo l'abstract dello studio.
Tutti i dettagli, prossimamente.