18 febbraio 2015

Buon Ostrom Day!

Una settimana fa, era il Darwin Day, il compleanno del padre della moderna teoria evoluzionistica, fondamento anche della moderna scienza paleontologica. Questo blog è dedicato ai theropodi mesozoici. Pertanto, noto con piacere che una settimana dopo il compleanno di Darwin ci sia il compleanno di colui che è universalmente considerato il “padre” della moderna dinosaurologia, John Ostrom. [So che sto peccando di una superbia sconfinata, ma noto anche con piacere che due settimane dopo quello di Darwin, ed una settimana dopo quello di Ostrom, c'è il mio compleanno...]
Tra i vari contributi scientifici per i quali John Ostrom è giustamente ricordato spicca la sua monografia in cui descrive Deinonychus (Ostrom 1969): da lui scoperto nel 1964 e battezzato qualche mese prima della famosa monografia.
Ostrom sul campo nel 1962, ed una pagina di Ostrom (1969)

Tuttavia, sebbene il significato storico di Ostrom (1969) per la dinosaurologia sia universalmente riconosciuto, ritengo che, a livello più profondo ed importante, anche oltre la mera disciplina dei dinosauri mesozoici, il contributo più importante di Ostrom sia la serie di pubblicazioni a metà degli anni '70 nelle quali egli dimostra in modo dettagliato la validità empirica sul piano morfologico ed anatomico e la superiorità esplicativa dell'ipotesi theropodiana per l'origine degli uccelli rispetto alle altre alternative allora ritenute possibili.
Badate bene, siamo a metà degli anni '70 del XX secolo. Dieci anni prima dell'applicazione della sistematica filogenetica in paleontologia (va rimarcato anche per smentire una falsa retorica BAND per cui il legame uccelli-dinosauri sia un artefatto della cladistica: Ostrom dimostrò tale legame senza ricorrere a categorie e metodi cladistici) e venti anni prima della scoperta dei cazzutissimi dinosauri piumati dal nord-est cinese. Oggi affermare che gli uccelli sono theropodi è palese e fondato quanto può essere affermare che il cane è un mammifero, ma quaranta anni fa tale ipotesi era – più per pigrizia anatomica e miopia comparata – considerata una problematica speculazione ottocentesca.
Ostrom, di fatto, è colui che per primo dimostra in modo articolato ed incontrovertibile ciò che oggi affermiamo con chiarezza: i dinosauri non sono estinti. Può sembrare banale e peregrina, ma quando penso a quella frase in modo approfondito, mi viene la pelle d'oca. Io ho dedicato gli ultimi 15 anni a studiare ed approfondire questo tema, e sono onorato di aver, nel mio piccolo, fornito anche qualche tassello per questo enorme mosaico, e pertanto “so” il significato profondo di quella frase in ogni minimo dettaglio fisico che la fonda. Inoltre, so che per molti appassionati di paleontologia quella frase è ormai diventata “ovvia”. Tuttavia, temo che per molti tale “fatto scientifico” sia noto più come concetto acquisito nella sua formulazione superficiale (al pari di una formuletta) piuttosto che una “conoscenza scientifica” radicata nella mente di chi la formula, ovvero, una conoscenza che non si riduce a “sapere cosa” ma anche “sapere come e perché”.

Qualunque sia il vostro grado di approfondimento conoscitivo sulla dinosaurità degli uccelli e sulla orniticità dei dinosauri (due modi diversi per dire la stessa cosa) sappiate che tutto parte dai lavori di Ostrom di quaranta anni fa. Non che prima nessuno avesse sostenuto il legame tra uccelli e dinosauri, ma ciò era stato formulato in forma di ipotesi possibile in una rosa di alternative. Ostrom eleva l'ipotesi theropodiana al rango di Teoria Generale dell'Ornitologia, che, all'interno del paradigma darwiniano, di fatto spiega gli uccelli.
Una teoria non si limita a dire che gli uccelli discendono dai dinosauri. Proprio perché teoria e non solo ipotesi, essa produce a cascata miriadi di implicazioni che, di fatto, formano la struttura della scienza ornitologica: i dinosauri sono la base evolutiva, il fondamento storico, la matrice biologica di ogni aspetto degli uccelli. Parafrasando la famosa frase sull'evoluzione, nulla ha senso in ornitologia se non alla luce dei dinosauri. Questo concetto rivoluzionario è vero e scientificamente inattaccabile, e lo è da oltre quaranta anni.
Se prima gli aspetti “unici” e “peculiari” degli uccelli (come il piumaggio, il volo, il bipedismo, i sacchi aerei) erano inscindibili dall'essere aviano così come lo vediamo oggi, e quindi, di fatto, risultavano inesplicabili in una visione evoluzionistica se non estrapolando nel passato (con un ragionamento circolare) presunte tendenze lineari finalizzate a ciò che vediamo oggi, con la teoria theropodiana moderna, fondata da Ostrom, tutta l'evoluzione della biologia aviana risulta finalmente comprensibile perché massicciamente documentata nel record paleontologico in una forma che, per oltre un secolo, era stata chiamata “i dinosauri”.
E così, i sacchi aerei sono la manifestazione di attributi dinosauriani ereditati dagli uccelli, e non sono adattamenti selezionati apposta per il volo aviano. Il piumaggio è la manifestazione di attributi dinosauriani ereditati dagli uccelli e non sono quindi un adattamento alla peculiare biologia aviana. Il bipedismo non è un sottoprodotto dell'evoluzione dell'ala aviana, bensì la condizione ancestrale dei dinosauri ereditata dagli uccelli. E così via per moltissimi altri caratteri tipici del bauplan aviano. Tutto ciò diventa comprensibile solamente dopo che il legame tra uccelli e theropodi viene dimostrato nel dettaglio proprio da Ostrom.
Questo è il più grande lascito scientifico di un grande paleontologo, giustamente ricordato per aver contribuito alla “rinascita” dei dinosauri, ma che, a mio avviso, ha dato il massimo contributo per l'intera zoologia con la “spiegazione”, darwiniana e paleontologica, del “perché e come” degli uccelli.

12 febbraio 2015

Buon Compleanno, Zio Charles!

Charles Robert Darwin non fu solamente un anziano con la barba bianca
Non sottovalutate la passione che un bambino può avere per la Natura. Un giorno, quel bambino potrebbe dare all'Umanità, per la prima volta, una spiegazione scientificamente plausibile del nostro posto nell'Universo, del perché esistiamo e del come siamo ciò che siamo.
Il valore della teoria darwiniana è tale che essa, a differenza della maggioranza delle altre teorie scientifiche, va ben oltre il mero ambito in cui fu sviluppata. Nulla in biologia, psicologia, antropologia, paleontologia, storia naturale ha senso senza l'apporto della teoria darwiniana.

11 febbraio 2015

Ipotizzare Billy World, molto prima di Billy World

Ho ripescato questo mio vecchio post di 4 anni fa su Ultrazionale (l'altro mio blog, non strettamente paleontologico, e ormai di fatto chiuso) in cui riflettevo su come sarebbe potuto essere un fantomatico "Billy e il Clonesauro 4", ovvero ciò che ora chiamiamo "Billy World". Tutto fu scritto ben prima che partisse l'attuale baraccone indominkiesco... Quanto fu corretta tale estrapolazione?
Da quello che stiamo vedendo, temo molto corretta.

Nuovi resti di Elmisaurinae

Dopo una serie di post molto poco seri, qualcuno giustamente potrebbe pensare che la paleontologia sia un optional in questo blog. In realtà, ho poco tempo per il blog, ed un post "futile" è più facile ed immediato da pubblicare rispetto ad uno basato sulla letteratura paleontologica, la quale, per nostra fortuna, continua a produrre nuovi tasselli per il mosaico dei theropodi.
Due studi, collegati, sono stati pubblicati in queste settimane, ed aggiungono informazioni su un clade di oviraptorosauri poco noto, il "ramo elmisaurino" di Caenagnathidae.
La tassonomia dei caenagnathidi è piuttosto controversa, e non mi dilungo troppo in quell'ambito. Più interessanti dei nomi, sono gli oggetti ai quali quei nomi sono associati.
Currie et al. (2015) e Funston et al. (2015) pubblicano nuovi resti riferibili ad Elmisaurus (ed al suo potenziale sinonimo Leptorhynchos) dal Cretacico Superiore della Mongolia e del Canada.
Un frontale descritto da Currie et al. (2015) è il primo resto attribuibile ad Elmisaurus (se si escludono, provvisoriamente, i resti mandibolari di Leptorhynchos), e mostra una cresta sagittale, carattere condiviso con altri Caenagnathidae (Anzu) ed Oviraptoridae. I resti postcraniali mostrano sinapomorfie di Caenagnathidae ed Oviraptorosauria, confermando l'attribuzione degli elmisauri. L'aggiunta di informazioni a livello di analisi filogenetiche aiuta verso la (ancora irrisolta) definizione delle relazioni tra gli oviraptorosauri non-oviraptoridi.
Da rimarcare che tra gli autori di Currie et al. (2012) figura, postuma, Halszka Osmólska, i cui appunti sul materiale elmisaurino hanno contribuito a questo studio. Fa piacere come la memoria di questa grande paleontologia sia onorato anche pubblicando suoi scritti inediti.

09 febbraio 2015

Coming Soon: Ma [CENSURA] [CENSURA] [CENSURA] !!!

non voglio credere che sia successo
Quanto mi secca avere sempre ragione...

08 febbraio 2015

EnantioMundo: i tre gradi (ed i tre cladi) degli enantiornithi

Per affrontare un discorso articolato sul mondo degli enantiornithi viventi, occorre fornire un minimo di basi tassonomiche. Prima dell'avvento della sistematica filogenetica, gli enantiornitologi avevano continuato a perpeturare una tradizione tassonomica vecchia quanto Linneo. Già nel suo famoso volume del 1758, il padre della zoologia moderna aveva suddiviso gli enantiornithi in tre gruppi principali:

Volantia, o Enantiornithi che volano.
Bipedia, o Enantiornithi atteri.
Quadrupedia, o Enantiornithi quadrupedi.

Tutti abbiamo imparato questo schema classificativo fin dai tempi delle scuole elementari, ed ancora oggi esso è implicito nei discorsi vernacolari: in molte lingue, ci sono gli animali volanti, gli animali bipedi (non umani) e gli animali quadrupedi. Con il raffinarsi dei criteri di classificazione, l'avvento della sistematica filogenetica e con la definitiva conferma che i dinosauri e gli pterosauri dell'Era Secondaria, i coccodrilli terziari, e tutti i thecodonti triassici erano, di fatto, niente altro che stem-Enantiornithes, è stato necessario ri-definire i criteri filogenetici per la classificazione delle oltre 15 mila specie di enantiornithi viventi.

Dei tre gruppi linneani classici, solamente Quadrupedia è risultato monofiletico. Volantia rappresenta semplicemente il grado degli enantiornithi basali non-atteri e non-quadrupedi, mentre Bipedia è un gruppo polifiletico comprendente le numerose ed indipendenti perdite della capacità di volo, avvenute durante il Cenozoico. Un sottogruppo dei vecchi “bipedia”, in particolare, è risultato essere il ceppo basale per la grande radiazione quadrupediana iniziata nell'Oligocene.

Recentemente, è stata proposta una classificazione che incorpora il dato molecolare degli enantiornithi viventi con il dato morfologico della specie sia viventi che fossili. Il risultato è una grande revisione della sistematica del gruppo, che sicuramente sarà motivo di accese controversie tra gli zoologi.

Enantiornithes è stato quindi suddiviso in tre cladi principali:

Pan-Quadrupedia: Il clade più inclusivo comprendente Tetrapodornis domesticus Linnaeus 1758 ed escludente Deinofalcarius rapax Linnaeus 1758.
Pan-Deinofalcaria: Il clade più inclusivo comprendente Deinofalcarius rapax Linnaeus 1758 ed escludente Tetrapodornis domesticus Linnaeus 1758.
Pan-Thylacornithes: Il clade più inclusivo comprendente Thylacornis thylacornis Wallace 1882 ed escludente Tetrapodornis domesticus Linnaeus 1758.

Ognuno di questi tre cladi ha la sua radice nel Cretacico: difatti, si ritiene che almeno 3 linee di enantiornithi abbiano superato il limite K-Pg. A questo proposito, è ancora forte il dibattito su quale fu l'entità dell'estinzione della fine del Cretacico sugli enantiornithi, ovvero, se essi furono effettivamente decimati (ma non del tutto estinti) con una successiva radiazione dei gruppi superstiti all'inizio del Cenozoico, oppure se essi non subirono particolari perdite al passaggio dal Maastrichtiano al Daniano, e che, quindi, buona parte dei gruppi moderni possa essere fatto risalire al Mesozoico.
Questa diatriba, tra sostenitori di un “Big Bang enantiornithe” all'inizio del Cenozoico rispetto ai sostenitori di numerose linee che passarono indenni l'estinzione di massa, è in parte connessa con la – ormai datata – controversia se effettivamente i dinosauri siano o meno gli antenati degli enantiornithi. Ormai, le evidenze a sostegno di un'origine dinosauriana degli enantiornithi sono talmente robuste che lo schieramento battezzato “END” (Enantiornithies [are] Not Dinosaurs) ha, come dice l'acronimo stesso, finito di attrarre consensi. L'ipotesi “DEA” (Dinosaurs [are] Enantiornithine Ancestors) è forte di moltissime evidenze sia paleontologiche che biologiche, tra cui, definitiva, la scoperta di piumaggio, il carattere tradizionalmente ritenuto distintivo degli Enantiornithi, in molti dinosauri fossili.
Non solo i dinosauri sono chiaramente il ceppo ancestrale degli enantiornithi, ma numerosi fossili di età cretacica, in particolare, dalla Cina ed Argentina, sono ormai universalmente riconosciuti come appartenere a primitivi enantiornithi, che confermano non solo il legame tra dinosauri ed enantiornithi, ma danno sostegno all'ipotesi che questo clade fosse già ampiamente diversificato nelle sue ramificazioni principali ben prima della fine del Cretacico. Il numero degli enantiornithi mesozoici si aggira ormai su oltre la cinquantina. Non tutti sono riconducibili ai tre crown-groups, ed alcuni, di fatto, testimoniano radiazioni adattative precedenti quelle che portarono, nel Cenozoico, ai gruppi attuali.
Cladogramma degli enantiornithi mesozoici e loro tassonomia in base ai cladi viventi. Per far contenti anche gli ENDiti, la radice dell'albero include solamente Euparkeria e Archaeopteryx.

Ad esempio, un singolo stem-Thylacornithes è noto nel Mesozoico, Protopteryx, mentre sono noti ormai numerosi rappresentanti sia di stem-Deinofalcaria (ad esempio, Avisaurus, Zhouornis, Sulcavis) sia di stem-Quadrupedia (ad esempio, Cathayornis, Gobipteryx, Longipteryx). Tuttavia, nessun rappresentante dei tre crown-groups è attualmente rinvenuto nel Mesozoico, dato che i primi rappresentanti sicuramente “moderni” di questi tre cladi si rinvengono solamente a partire dal Eocene finale (sebbene a metà del XX secolo si ipotizzò l'esistenza di primitivi Quadrupedia nel Cretacico finale, a fianco dei dinosauri “classici”, nessun fossile ha finora confermato questi vecchi scenari: di fatto, oggi si propende a considerare i crown-groups degli enantiornithi come esclusivamente cenozoici).

Nei prossimi post, elencherò le caratteristiche principali dei tre gruppi moderni di enantiornithi, e menzionerò alcuni rappresentanti basali delle rispettive stem-lineages mesozoiche.

07 febbraio 2015

EnantioMundo - Prologo

Enumerare i riferimenti ad Enantiornithes presenti nella cultura umana richiederebbe probabilmente un intero volume.
Fin da quando Noè ricevette l'annuncio della fine del diluvio con l'episodio del ramo d'ulivo, o citando gli ornamenti piumati nelle tombe egizie, l'uomo ha riconosciuto in questi animali delle creature ammantate da una superiorità divina. Celebre è l'esclamazione di James Cook durante il suo primo sbarco in Australia, quando dovette in tutta fretta abbandonare la spiaggia all'arrivo di una mandria di tylacorniti: “Se c'è un Signore in queste terre, Egli non parteggia per l'uomo”. La sola lista di tutte le casate nobili che hanno un deinofalcario come stemma araldico potrebbe riempire un post. Per quanto ci auto-esaltiamo per le indubbie capacità umana, la nostra specie rimane comunque una bizzarra emenazione malgascia di un clade minoritario chiamato Mammalia, pesantemente decimato, come molti altri nel Maastrichtiano, alla fine del Mesozoico Inferiore. Il Mesozoico Superiore (chiamato anche “Cenozoico”) è giustamente chiamato “L'Età degli Enantiornithi”, dato che questo clade è, in modo preponderante, il principale attore per i vertebrati terrestri. Ai mammiferi sopravvissuti all'estinzione del Maastrichtiano, è stato concesso il Madagascar e gli oceani. Gli squamati si sono specializzati a strisciare sotto terra, ed i coccodrilli, dopo una breve parentesi di successo nella prima metà del Cenozoico, si sono completamente estinti durante la crisi del tardo Eocene. Il resto della fauna che merita di essere menzionata è formato da enantiornithi. Sono enantiornithi tutti i vertebrati terrestri erbivori, e tutti gli animali con massa adulta superiore ai 100 kg, nonché tutti i principali superpredatori continentali. Appartiene ad Enantiornithes il più grande animale del Cenozoico, che rivaleggia in dimensioni con i grandi sauropodi del Primo Mesozoico. Ed è un enantiornithe il protagonista animale del più famoso film sui dinosauri, “Mesozoic Park”.

Ma come è avvenuto che un clade di dinosauri come tanti tra quelli che popolavano il mondo alla fine del Mesozoico Inferiore sia divenuto oggi la forma di vita dominante sul piano ecologico, e così importante per la stessa esistenza umana, al punto che – in molte lingue – la parola vernacolare “animale” è usata quasi esclusivamente in riferimento a membri di Enantiornithes? Ne parlerò nel prossimo post.

Paleoart Workshop by Davide Bonadonna

A tutti gli appassionati di illustrazione paleontologica, segnalo un'occasione unica per acquisire o migliorare le proprie capacità, direttamente da un professionista di fama internazionale, pluri-vincitore dei maggiori premi nel campo della paleoarte.
Davide Bonadonna terrà la prossima settimana un corso della durata di 12 ore, ripartito in due giornate, presso l'Università la Sapienza a Roma.
Tutte le informazioni nella locandina qui sotto, oppure scrivendo a dco@appi.pr.it

05 febbraio 2015

Coming Soon: EnantioMundo

Circa 66 milioni di anni fa, come tutti sapete, finiva il Mesozoico. I dinosauri si estinguevano in massa, assieme a numerosi altri cladi. Come sicuramente saprete, la frase qui sopra è scorretta, perché Dinosauria non si estinse del tutto. Un clade di aviali derivati, difatti, è l'unico sopravissuto tra i dinosauri all'estinzione di massa della fine del Maastrichtiano, ed oggi popola le terre emerse ed i cieli con oltre 15 mila specie. Questo clade è Enantiornithes, il gruppo di vertebrati terrestri dominante ai giorni nostri.
Sì, avete letto bene.

Prossimamente, su Theropoda, il meraviglioso mondo che avrebbe potuto essere, se i miei adorati enantiornithi fossero stati i superstiti della grande estinzione, al posto dei neornithi. E se pensate che un mondo con gli enantiornithi al posto dei neornithi sia fondamentalmente il medesimo in cui viviamo, cambiato solamente con un tipo leggermente differente di uccelli al posto di quelli a cui siete abituati, significa che non conoscere bene le interessanti differenze che gli “uccelli-opposti” hanno rispetto agli “uccelli-nuovi”. Infatti, è plausibile che la differente biologia degli enantiornithi, il loro bauplan “intermedio” tra aviani e non-aviani, avrebbe potuto, in un mondo come quello immediatamente successivo all'estinzione di fine Mesozoico, produrre un presente molto inatteso.


03 febbraio 2015

Billy World Digital Homology

Questa mattina, ho riguardato il secondo trailer di Billy World, e, inevitabilmente, mi sono concentrato sui fotogrammi del fantomatico "ibrido", Indominkius. Un dettaglio della bestia mi ha stuzzicato la riflessione paleontologica.
Guardate questo fotogramma. 



Si vede la mano, in vista palmare (detta anche, vista flessoria o ventrale). Il dettaglio, al quale ho già accennato in precedenti post, è che questa mano è tetradattila, ovvero, con quattro dita. Molti theropodi basali hanno quattro dita, ovvero, conservano un vestigio del quarto dito (e, ovviamente, un quarto metacarpale), ma nessuno porta un ungueale alla fine del quarto dito (anzi, l'assenza di ungueali nel quarto e quinto dito è sinapomorfia dell'intero Archosauria). Ma non è di quel dettaglio che voglio parlare, bensì della curiosa proporzione tra le dita, che pare - volendo concedere a questo film una valenza "scientifica" - implicare che i creatori di questo mostro stiano sostenendo una ben precisa interpretazione dell'omologia delle dita della mano dei theropodi.



Se osservate la mano di Indominkius, essa ha il dito più mediale (che, pertanto, assumiamo sia il primo dito della mano) più corto e gracile degli altri, ed il terzo dito che è il più lungo e sviluppato. Inoltre, il quarto dito è ben sviluppato e con più di due falangi (per ora, trascuriamo la presenza dell'ungueale). Questa formula della mano è fortemente in contraddizione con la formula falangeale standard dei theropodi, ma è - curiosamente - esattemente ciò che ci aspetteremmo in un tetanuro basale qualora l'ipotesi della morfologia della mano nei tetanuri, proposta da Xu et al. (2009) dopo la scoperta di Limusaurus, fosse valida. Infatti, se tale ipotesi fosse corretta, sarebbe ipotizzabile uno stadio evolutivo da qualche parte lungo lo stelo-aviano che presenti il primo dito molto ridotto ed il quarto ancora sviluppato, con il terzo che sta assumendo il "ruolo" di dito principale.
Tuttavia, dato che tale ipotesi è molto controversa e che, recentemente, gli stessi sostenitori di questa ipotesi hanno abbandonato tale prospettiva (almeno, basandomi su quanto riportato all'ultimo Meeting SVP), è improbabile che tale formula falangeale corrisponda ad un qualche stadio evolutivo di Theropoda. 

Nondimeno, è curiosa la corrispondenza tra la mano fantasiosa di Indominkius e l'ipotesi 2-3-4 per la mano tetanurina proposta da Xu et al. (2009).

PS: dettaglio comportamentale: perché mai un theropode in corsa dovrebbe afferrare la preda con la mani, dato che la testa è comunque sempre davanti e quindi già sulla preda rispetto alle mani? Forse perché, purtroppo, nessun paleontologo è stato consultato per il film...


02 febbraio 2015

Billy World Cospiracy - Indominkius: villain o vittima?

Sebbene una grossa fetta dei miei lettori pensi – a torto – che io sia solo un freddo studioso di pezzi di ossa polverosi, in questo blog sono anche un amante delle disquisizioni extra-scientifiche in salsa nerd. Ovviamente, a patto che ci sia di mezzo qualcosa inerente i dinosauri.
In queste ore, i paleo-nerd hanno un solo pensiero in mente: Billy World. E parlare di Billy World, o, meglio, di ciò che sta dietro Billy World, è un modo per riflettere sul concetto del “dinosauro”. Coloro che mi hanno ascoltato dal vivo, lo scorso giovedì, ricorderanno la supercazzola finale sul “dinosauro” e sulla sua inscindibile connotazione mitologica. E nulla è più mitologico di un evento del passato che funge da modello ideale per il presente.
Dove voglio arrivare?
Quando, ieri, ho scritto il post su Indominkius, non avevo idea che, quasi contemporaneamente, sarebbe uscito il secondo trailer di Billy World, con l'ovvia serie di commenti in proposito. Noto che la maggioranza della paleo-sfera di Internet è schiarata su posizioni critiche molto simili alla mia. Insomma, questo Indominkius sta antipatico a chiunqua abbia un minimo di nostalgia della originaria filosofia paleo-cinematografica di Billy e il Clonesauro. Ed è proprio riflettendo sulla parola “nostalgia” che nasce questo post. Forse sono troppo contorto e dietrologico, forse sto sopravalutando l'intelligenza degli sceneggiatori di Hollywood, forse mi voglio solo divertire, ma non posso evitare di percepire qualcosa di anomalo in tutta questa faccenda.
Seguite il mio ragionamento. Come sempre, è più uno spunto per vedere i fenomeni da un'angolazione particolare, non certo una fonte di verità.

Fin da quando la realizzazione di questo quarto episodio della Saga più Amata dai Dinomaniaci è stata resa pubblica, siamo stati inondati di informazioni sulla trama, personaggi, ambientazioni, foto del set, video del set, tweet, pagine Facebook, nomi di mostri, smentite su nomi di mostri, trailer farlocchi, locandine più o meno posticce, giocattolame di dubbia qualità, tonnellate di gadjet, indiscrezioni e allusioni. Tutto ciò farebbe la morte per un film normale, che deve restare il più possibile sconosciuto prima che il pubblico entri in sala con pop corn e biglietto. Invece, Billy World è stato subito palesato e smutandato in ogni dettaglio dal regista, cast, produttori e annessi al franchise, il tutto senza alcun pudore (o, ipocritamente, fingendo un margine di pudore), noncuranti che ciò potrebbe nuocere all'appeal del film prima della sua proiezione. Ma è proprio osservando in cosa questo film è stato già reso pubblico, che otteniamo la soluzione del paradosso. Fin da subito è stato palesemente e sfacciatamente evidente che questo film, aldilà della trama (che sarà insulsa), aldilà del cast, aldilà del merchandising, è una gigantesca operazione volta a trasformare la nostalgia in denaro. Nostalgia, e ce n'è a tonnellate, per l'Inarrivabile Primo Episodio che Tutti Amiamo. Nostalgia reiterabile ad uso e consumo dei fan. Insomma, questo Billy World è sfacciatamente proposto come un Fan-Movie di dimensioni colossali, ovvero, una enorme masturbazione auto-referente rivolta esclusivamente a chi è cresciuto a pane e Jurassic Park.
I trailer del film, con sauropodi sul prato inquadrati dal basso, ornithomimidi spiumati che corrono in branco nel prato, la crociera lungo il fiume che rimanda ad un pannello alle spalle delle cernie cilene portate da Alehandro (se avete colto questa, siete dei super-dinomaniaci), i gommoraptor, l'Indominkius che sfonda il tettuccio di vetro con dentro due bambini. Insomma, non prendiamoci in giro: sono tutte strizzatine d'occhio grandi come un garage alla nostalgia del film del 1993.
Ed è qui che entra in gioco il “senso” dell'Indominkius.
Indominkius è brutto e cattivo. Non è nemmeno un dinosauro “vero”. Quanto lo odio! Io l'ho odiato da subito, e come me lo stanno odiando in tantissimi. Indominkius “tradisce” lo spirito originario di Billy e il Clonesauro. L'ho scritto e ripetuto più volte.
E se fosse volutamente così? Se Indominkius fosse stato “fabbricato” ad arte (dagli sceneggiatori, non dai genetisti finti del film) proprio per essere così odioso, per essere un pugno nello stomaco per tutti quelli che hanno atteso per oltre un decennio il Ritorno alla Purezza delle Origini? Riflettete: tutti si aspettavano un Ritorno alle Origini. Anzi, molti la pretendono. Anche il più pacchiano degli sceneggiatori saprebbe che la maggioranza dei fan della Saga vorrebbe un film aderente alla logica del Primo Inarrivabile. Perché quindi includervi un Indominkius, che è tutto tranne che un Ritorno alle Origini? L'ovvia risposta sarebbe che ormai Hollywood ha perso la capacità di innovare, e si ricicla nel banalle ibrido da Monster Movie. E se, invece, la risposta fosse un'altra, più sottile, complessa e, volutamente assurda? Se l'accumulo di bile che stanno tutti accumulando verso questo Indominkius fosse orchestrato apposta, fosse parte del progetto “Billy World”, proprio perché funzionale all'esito dell'Operazione Nostalgia?
[Gombloddo!11!!!]
Ed è qui che la mia mente complottare si è scatenata. Proviamo, anche solo per gioco, a seguire questo ragionamento. Ci sono delle prove a sostegno di questa Operazione Nostalgia che si serve dell'Odioso Indominkius come catalizzatore della Nostalgia?
Una cosa è certa, e tutti ormai sanno che sarà avverata nel film: Indominkius, da bravo mostro cattivone, deve morire. E morire per mano dell'eroe.
Ma chi è l'Eroe di Billy e il Clonesauro?
Il maschio americano figaccione motociclista di turno?
Giammai!
L'Eroe di Billy e il Clonesauro è il Tyrannosaurus rex!
Tutti amiamo il T. rex del primo film. Come si può non amarlo? Lo abbiamo amato da subito, da quando ha abbattuto la recinzione elettrificata con aria di strafottente superiorità mesozoica. Lo abbiamo adorato quando alla fine del film ruggisce spaccando tutto, con lo striscione “When Dinosaurs Ruled the Earth” e la colonna sonora di John Williams pompata a manetta.
Per questo, tutti odiano Billy e il Clonesauro 3, perché viene ucciso il nostro eroe.
No! Aspetta! Non è proprio esattamente il nostro eroe ad essere ucciso dallo Spinozilla. Perché, il terzo film è ambientato in un'altra isola. Ovvero, l'Eroe del Primo Film non è morto, sta “ancora” a Isla Nublar! Eccola, la genialata contorta che conduce all'Operazione Nostalgia!
Non è un caso che di tutte le tonnellate di anticipazioni già abbondantemente diffuse in merito a Billy World, non sia ancora saltato fuori nulla del caro vecchio T. rex? Ovviamente, no, se seguiamo la logica del complotto. Il T. rex resta celato, per il gran finale? Un finale che, reiterando il Primo Episodio, sia anche una Vendetta verso il Terzo Episodio? Ovvero, il nostro amato T. rex che uccide l'odiato Indominkius (che è sicuramente cugino dello Spinozilla)! Lo so, sto rasentando il patetico con questo post, ma è troppo divertente anche solo proporre una simile contorta macchinazione dietrologica per il gusto di vedere quanti altri la condividono.

Pertanto, l'Indominkius non è il cattivo, ma solo un inconsapevole Capro Espiatorio (“Dov'è la capra?”) per l'Evento Catartico col quale, alla fine, Tutto Tornerà come Era in Principio. Per la Gioia dei Dinomaniaci e dei conti correnti dei Produttori.
Amen

01 febbraio 2015

Il theropode bimbominkia

In un precedente post, ho commesso un grave errore, al quale pongo rimedio qui.
Innanzitutto, mi scuso con i miei lettori, che si affidano a me per avere informazioni corrette e fonti attendibili in merito alla paleontologia ed alle sue emanazioni extra-scientifiche.
Ho scritto in quel post che il meraviglioso ed originalissimo “ibrido” di Billy World si chiamava “Diabolus Rex” [sic]. Mi sbagliavo. Il meraviglioso ed originalissimo “ibrido” di Billy World si chiama Indominkius Rex [sic].



Indominkius, il theropode bimbiominkia.
Il suo ruggito è più potente del rombo di un Jumbo Jet. Non oso immaginare la potenza del suo peto. I suoi denti si sostituiscono in continuazione, quindi è fichissimo. Peccato che ciò sia proprio come in tutti gli altri theropodi con dentatura... ma siccome il dinomaniaco medio non ha alcuna base di anatomia comparata dei dinosauri, questo dettaglio è fico e va rimarcato.
Indominkius, con le corna di Carnotaurus, la pelle di Rugops, gli arti anteriori di Megaraptor, le mani di Bambi (no, non Bambiraptor, proprio Bambi: con quattro ungueali, dico QUATTRO, nella mano! Che roba è, un capriolo? Cari creatori di “ibridi”: sappiate che nessun theropode ha quattro ungueali nella mano!), la coda di paglia ed i piedi di balsa.
Indominkius, brutto e sgraziato come qualsiasi chimera assemblata alla “organo copulatore di Canis familiaris da persone prive di spirito naturalistico.
Indominkius, l'aborto cinematografico che degrada la paleontologia dei theropodi a fabbrica di brutti mostri.

A questo punto, sarebbe stato meglio mettere Godzilla!

E questa volta sono veramente incazzato, non solo perché io sono un paleontologo dei theropodi, ma sopratutto perché il vedere un cesso di mostro che fa cagare anche uno stitico, che viene spacciato per “ibrido di dinosauro”, ed è venduto in serie assieme a “modellini di dinosauro” del franchise di un “film sui dinosauri”, quindi, di fatto, inteso come “dinosauro”, con il fine di lobotomizzare il cervello dei bambini e far credere loro che un paleontologo è un fabbricante di mostri, tutto ciò è un insulto a tutti gli appassionati di paleontologia, è un insulto alla mia amata disciplina scientifica.
E se non lo capite, non avete capito un cavolo della paleontologia, e siete dei bimbominkius.

AVVERTENZA: non provate a contestare con le solite frasi da dinomaniaco a difesa della libertà di espressione, la libertà della fantascienza e altre arrampicate sugli specchi, né con la solita ipocrisia del “c'è di peggio al mondo per cui prendersela male”. So benissimo che al mondo c'è di peggio dell'Indominkius, ma se questo blog si chiama Theropoda invece che Salviamo Il Mondo, ci sarà un perché dei post scritti qui e dei temi che tratto qui.
Ormai ho fatto il callo con queste repliche a difesa della libertà altrui, e comunque ricordo a tutti che ESISTE ANCHE LA LIBERTÀ PER UN PALEONTOLOGO DI INCAZZARSI SUL SUO BLOG QUANDO VEDE UN INDOMINKIUS.