07 febbraio 2015

EnantioMundo - Prologo

Enumerare i riferimenti ad Enantiornithes presenti nella cultura umana richiederebbe probabilmente un intero volume.
Fin da quando Noè ricevette l'annuncio della fine del diluvio con l'episodio del ramo d'ulivo, o citando gli ornamenti piumati nelle tombe egizie, l'uomo ha riconosciuto in questi animali delle creature ammantate da una superiorità divina. Celebre è l'esclamazione di James Cook durante il suo primo sbarco in Australia, quando dovette in tutta fretta abbandonare la spiaggia all'arrivo di una mandria di tylacorniti: “Se c'è un Signore in queste terre, Egli non parteggia per l'uomo”. La sola lista di tutte le casate nobili che hanno un deinofalcario come stemma araldico potrebbe riempire un post. Per quanto ci auto-esaltiamo per le indubbie capacità umana, la nostra specie rimane comunque una bizzarra emenazione malgascia di un clade minoritario chiamato Mammalia, pesantemente decimato, come molti altri nel Maastrichtiano, alla fine del Mesozoico Inferiore. Il Mesozoico Superiore (chiamato anche “Cenozoico”) è giustamente chiamato “L'Età degli Enantiornithi”, dato che questo clade è, in modo preponderante, il principale attore per i vertebrati terrestri. Ai mammiferi sopravvissuti all'estinzione del Maastrichtiano, è stato concesso il Madagascar e gli oceani. Gli squamati si sono specializzati a strisciare sotto terra, ed i coccodrilli, dopo una breve parentesi di successo nella prima metà del Cenozoico, si sono completamente estinti durante la crisi del tardo Eocene. Il resto della fauna che merita di essere menzionata è formato da enantiornithi. Sono enantiornithi tutti i vertebrati terrestri erbivori, e tutti gli animali con massa adulta superiore ai 100 kg, nonché tutti i principali superpredatori continentali. Appartiene ad Enantiornithes il più grande animale del Cenozoico, che rivaleggia in dimensioni con i grandi sauropodi del Primo Mesozoico. Ed è un enantiornithe il protagonista animale del più famoso film sui dinosauri, “Mesozoic Park”.

Ma come è avvenuto che un clade di dinosauri come tanti tra quelli che popolavano il mondo alla fine del Mesozoico Inferiore sia divenuto oggi la forma di vita dominante sul piano ecologico, e così importante per la stessa esistenza umana, al punto che – in molte lingue – la parola vernacolare “animale” è usata quasi esclusivamente in riferimento a membri di Enantiornithes? Ne parlerò nel prossimo post.

7 commenti:

  1. Bellissimo pezzo di immaginario, ma mi aspetto ottime spiegazioni per lo sterminio dei poveri coccodrilli.

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  2. Vedo uno scenario radicale.
    Forse imporbabile, ma utilissimo per arrivare ad un punto e ad esprimere un'idea.
    Attenderò con gioia questa serie di post, che meriterebbero quasi quasi un sito dedicato (altri simili mi sono piaciuti molto) e un po' di fanta paleoarte.

    Valerio.

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    1. La radicalità non è nello scenario, ma nel conservatorismo delle aspettative di chi legge. Idem per l'improbabilità. E lo dice un mammifero bipede eretto con ridotto olfatto e coda vestigiale, non certo il più probabile degli animali viventi...

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  3. Bhé hai postulato che un clade domina le terre emerse più di qualunque altro nel passato o nel presente.
    Mi sembra un'ipotesi radicale, proprio perché diversa dai modelli che si possono ricavare dalla realtà storica.

    è un po' come postulare, passando dalla storia naturale a quella umana, che l'impero iniziato da Alessandro Magno (oppure quello britannico) sarebbe continuato all'infinito e avrebbe conquistato il mondo. Per carità non è un ucronia impensabile, ma nessun'impero ha mai conquistato il mondo.

    Anche perché la tua ipotesi è formulata volutamente non solo come una radiazione adattativa di successo che "riempie i vuoti" di un mondo post estinzione di massa, ma anche come una vittoria evolutiva su squamati e curotarsi, eventualmente, nel daniano, anche su altri sopravvissuti.
    Squamati e curotarsi sono cladi belli tosti, molto adattabili e diffusi, ma non sono i soli che si trovano ad essere estinti, non vedo nominate le tartarughe ad esempio, o gli anauri e gli altri anfibi, o vari gruppi di rettili mesozioici come gli Sfendonthia, o i Choristodera.
    Li suppongo quindi estinti.

    Mentre il ramo mammaliano apparentemente subisce un'ecatombe, che coinvolge anche gruppi con una strategia riproduttiva ben distinta, come Gondwanoteria e Multibercolata. Se ho capito bene mammalia è ridotto al Madagascar e agli Oceani, qunindi se la passa anche relativamente bene rispetto agli altri, ma un mondo senza anfibi e quasi senza rettili mi sembra un'ipotesi "estrema".

    Improbabilità aggiuntiva quello che descrive questo mondo sembra essere un bipede eretto con ridotto olfatto e coda vestigale.

    Non che l'attualismo sia dio, anzi, per fortuna la geologia oggi lo ha relativizzato, però, appunto, qui usciamo dall'attualismo per fare un'ipotesi alternativa, se non estrema almeno molto forte.

    Comunque non mi offendo se giudichi questa critica "conservativa", dopo tutto non ho detto questo scenario è impossibile. Se c'è un'alternativa all'attualismo è proprio postulare che l'improbabile non è impossibile.

    Valerio

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    1. In questo scenario, molti cladi si estinguono e i sopravissuti occupano lo spazio ecologico libero. Non è "superiorità" o "dominio" tramite conquista, ma solo normale proliferazione in assenza di competizione. Se nell'EnantioMundo buona parte dei tetrapodi si estinguono per motivi vari, non è colpa degli enantiornithi se ne approfittano. In ogni caso, non è obiettivo di questa serie parlare di un intero mondo alternativo, ma solo degli enantiornithi. Il tuo paragone storico, per quanto sicuramente inteso in modo molto vago, è fuorviante.

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  4. Uno scenario così stimola la fantasia ...

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