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20 agosto 2014

Vedere i dinosauri, senza bisogno di immagini

Per molti, è quasi impossibile scindere il concetto di “dinosauro” da quello di “rappresentazione paleoartistica di un dinosauro”, come se “rappresentazione paleoartistica di” fosse ridondante con (ed inclusa nel) termine “dinosauro”. Per moltissimi, difatti, un dinosauro deve essere “visualizzato” prima ancora che “pensato”. Scommetto che, alla pubblicazione di un nuovo dinosauro, per prima cosa molti si chiedono “che aspetto aveva?”. Io mi chiedo “dov'è la sua descrizione?”...
Eppure, oltre alla “visualizzazione” esistono anche altri modi di concepire e “pensare” un dinosauro, modi che hanno il pregio di essere più oggettivi e meno contingenti di quello dominante basato sulla iconografia, e che forniscono una quantità e qualità di conoscenza su quel dinosauro ben superiore di qualsiasi illustrazione.
Ad esempio, qui sotto avete una rappresentazione veramente molto fedele di un dinosauro:

Per comprenderla occorre una chiave di lettura, data dalla lista dei caratteri dei quali ogni simbolo in questa stringa è associato. In questo caso specifico, la lista dei caratteri è disponibile online, quindi accessibile ad ogni uomo di buona volontà.
Il taxon corrispondente a quella stringa è Tyrannosaurus.
Probabilmente, più di un lettore troverà questa “rappresentazione” di Tyrannosaurus molto arida e poco interessante. Eppure, essa non è diversa dal modo con cui un musicista concepisce uno spartito: ovvero, una sequenza di simboli che la sua mente è in grado di interpretare come una melodia coerente. Quella stringa, difatti, condensa un'enorme mole di informazioni, che, una volta tradotta, descrive Tyrannosaurus con un dettaglio che nessun paleoartista sarà mai in grado di rendere. Quella stringa, infatti, ci dice moltissimo su Tyrannosaurus: forma e proporzione delle parti del suo scheletro, posizione e relazioni tra ossa, processi muscolari, recessi pneumatici. Nessuna rappresentazione di Tyrannosaurus può includere contemporaneamente così tanta informazione in così poco spazio. Forse, un grande atlante osteologico di Tyrannosaurus potrebbe superare quella stringa in qualità di informazione, ma richiederebbe molte immagini, ed uno spazio informazionale (ad esempio, esprimibile in bit) molto maggiore della stringa qui sopra (che invece richiede solamente 1.5 kbytes). Anche sommando alla stringa la lista dei caratteri, non si va oltre i 240 kbytes, un valore inferiore a quello di una qualsiasi immagine a discreta risoluzione.
Come un musicista è in grado di comprendere lo spartito e di pensare la musica nella sua mente, senza il bisogno di ascoltare la melodia, così il paleontologo è in grado di comprendere la stringa di istruzioni e pensare Tyrannosaurus nella sua mente, senza bisogno di vedere l'animale. Ovviamente, in ambo i casi ciò è possibile solo dopo molti anni di esperienza e conoscenza, studio e allenamento della mente. Ma vi assicuro che è possibile, e permette di “vedere” i dinosauri in una dimensione irraggiungibile dall'occhio, quindi negata alla paleoarte.

3 commenti:

  1. Peccato che il pdf del mio adorato "Brochu, 2003" è andato perduto. Hai idea se sia possibile acquistarlo on line? Ho provato a scrivere agli editori della SVP, ma non ho ricevuto risposta....

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  2. bello il paragone fra musicista e paleontologo - per me che sono musicista, poi, è estremamente chiaro, ma credo che lo sia anche per altri che musicisti non sono, dato che tutti hanno un'idea più o meno vaga di cosa sia una partitura e esperienza diretta di cosa sia la musica.
    il problema forse è confondere rappresentazione (l'immagine paleoartistica) con descrizione (l'insieme di informazioni codificate nella stringa)... e forse aggiungere pure un terzo "polo confusionale" e confondere rappresentazione dell'oggetto con l'oggetto (per altro non presente se non in forma fossile).

    c'è da dire che nessuna descrizione (più o meno formalizzata) può sostituire l'esperienza diretta...ma forse questo pensiero mi è venuto perchè ho spinto (per abitudine - ah l'imprinting) troppo in là l'analogia verso il mio terreno professionale.

    Emiliano

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  3. Sono d'accordo con Emiliano, cioè sul distinguere "rappresentazione" da "descrizione". La rappresentazione, ovverosia l'opera paleoartistica, può essere considerata una sorta di summa, un "riassunto" visivo e nulla di più. La rappresentazione artistica andrebbe considerata come un supporto, o complemento, alla descrizione e non un sostituto. Se qualcuno è convinto che la paleoarte possa sostituire una descrizione beh, toppa clamorosamente.
    Alessandro (Bologna)

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