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26 ottobre 2013

Etica e Legalità al tempo dei Paleo Blog

Un lettore mi segnala che in un blog italiano che parla di dinosauri è stato pubblicato un post che anticipa alcuni studi molto interessanti, che saranno presentati ufficialmente la prossima settimana ad un importante Meeting scientifico internazionale.
L'autore di quel post (e del blog) forse non ne è consapevole, ma sta violando un embargo imposto a quel Meeting per preservare la riservatezza delle informazioni prima della loro divulgazione ufficiale. Il fatto che gli abstract del Meeting siano (in qualche modo) disponibili online non implica che sia permesso (o corretto) da parte di persone non coinvolte nelle ricerche là presentate di fare "spoilering", ovvero, di diffondere la notizia prima che i diretti responsabili dello studio possano diffonderla nel modo a loro più congeniale. Pertanto, anche se forse non ne è consapevole, con quel post l'autore di quel blog sta danneggiando il lavoro (anche di anni) di quei paleontologi che hanno preparato quegli studi presentati al Meeting.
Io, e con me tanti amici e colleghi, siamo già a conoscenza dei dettagli di tali studi, ma evitiamo categoricamente di parlarne pubblicamente o di divulgarne il contenuto prima della pubblicazione ufficiale. Prima ancora che un dettame derivato dall'embargo specifico, è un imperativo etico nei confronti dei miei colleghi (la norma: "non divulgare anticipatamente degli altri ciò che non vorresti fosse divulgato anticipatamente di te").

Scrivere un breve post per "spoilerare" una ricerca scientifica è un gesto che richiede pochi minuti ad un blogger, ma che può danneggiare anni di lavoro di un paleontologo.

Suggerisco caldamente all'autore di quel blog di rimuovere temporaneamente il post e di ri-pubblicarlo solamente dopo che la notizia sarà stata presentata ufficialmente dai legittimi autori di quegli studi.
E se conoscete autori di simili post (in blog o forum), fate presente a loro le conseguenze delle loro "spoilerate". Non danneggiate ingiustamente il lavoro dei paleontologi, che spesso richiede anni per produrre una pubblicazione, la cui diffusione e divulgazione iniziale deve avvenire quindi solo ed esclusivamente tramite i suoi autori.

5 commenti:

  1. Scusatemi tutti. Giuro che non lo sapevo. L'ho cancellato. Spero che la cosa non abbia conseguenze gravi sui paleontologi dello studio.

    Tanti saluti.

    G.

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  2. Non credo che sia grave: ciò non toglie che è bene evitare queste situazioni.

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  3. Penso effettivamente si tratti di due aspetti slegati, quello legato all´embargo e quello connesso al rispetto del ricercatore. Penso peró che sotto nessuno dei due punti di vista sia realistico pensare che si "danneggi" il lavoro del ricercatore. A meno che una mancanza di rispetto, in quanto tale, non rappresenti fonte di danno.
    Mi spiego: esistendo un embargo, la sua violazione puó avere un impatto sugli autori, ma solo o principalmente per azione di chi l´embargo lo impone (rivista, organizzatori di meeting), ma la cosa si spiega con la necessitá, e.g. della rivista, di mantenere una notizia di impatto sicuro il piú d´impatto possibile, il che chiaramente vien meno se si sa in anticipo della cosa. Quindi ragioni di convenienza economica o di prestigio per le riviste.
    Per chi fa ricerca in campo biomedico, per citare una situazione che vivo, il problema della diffusione anticipata dei propri dati é legato alla possibilitá che ció aumenti la probabilitá che altri ti "scoopino", anticipandoti nel riportare osservazioni simili e quindi precludendoti di fatto la possibilitá di pubblicare su riviste di impatto elevato. Quando si decide di rischiare e comunicare le osservazioni ad un convegno, non ha molta importanza se il libro degli abstract viene diffuso online (cosa che avviene difatti "appena" la deadline per la sottomissione degli abstract scade, di solito), perché gli unici che possono avere un impatto negativo sulla tua ricerca venendone a sapere in anticipo avranno accesso all´informazione, dato che probabilmente andranno al convegno o ne conosceranno l´esistenza.
    Nel caso della SVP o chi del caso specifico, credo che il problema risalga al fatto che accompagnate alla presentazione al meeting si avranno conferenze stampa, press releases e cose cosí. Tutte cose che posso influenzare positivamente l´esposizione dell´evento, della societá che lo organizza e in ultima analisi dei ricercatori che vi partecipano e quindi, al limite, un embargo violato puó avere un qualche impatto _limitato_ su questi aspetti; i finanziamenti per il ricercatore e per il suo lavoro futuro non vengono peró garantiti sulla base del numero dei "likes" sul sito delle agenzie di stampa che pubblicizzano i contenuti della prentazione embargata.
    Detto questo, ognuno ha il diritto di richiedere il rispetto di esigenze personali di divulgazione, ma il danno che puó derivare da una violazione di tali esigenze é come quello associato, per dire, ad un´offesa. Grave certo, ma tutto sommato credo privo di impatti sul lavoro passato e futuro del ricercatore (fatte ovviamente salve le eccezioni, e.g. legate alla mancata pubblicazione di un articolo a causa della violazione dell´embargo).

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  4. chiedo venia, é venuto fuori un commento piú lungo del post.

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    1. Anche quando non porta benefici economici o di prestigio, il lavoro intellettuale è comunque una proprietà che spetta all'autore. Lo spoilering è quindi una forma di danno alla proprietà intellettuale, anche quando non genera danni economici o di prestigio.

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