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04 settembre 2011

Il comportamento dei dinosauri

Il comportamento dei dinosauri è probabilmente l'aspetto più frainteso della loro biologia, sopratutto dagli appassionati. A differenza di quanto si possa pensare, abbiamo molte indicazioni sul comportamento dei dinosauri Mesozoici, sopratutto di ciò che essi potevano o non potevano esprimere nel loro repertorio comportamentale.
La prima cosa che si impara in un corso di etologia (la scienza del comportamento animale) è che il comportamento è come qualunque altra caratteristica corporea dell'animale: il comportamento ha una base genetica, quindi si trasmette alla prole ed evolve secondo le stesse leggi che guidano l'evoluzione morfologica. Quindi, il comportamento non è una caratteristica "mistica" o diversa nelle sue logiche dal resto del corpo. Esso si studia nei dinosauri allo stesso modo che il resto dell'anatomia. Ovviamente, la prima fonte di informazioni è data dai fossili. I fossili del comportamento sono le orme, le tracce di predazione, le bonebeds. L'importante, è non leggere nei fossili quello che NON c'è.

Come ho detto prima, il comportamento ha una base genetica: detto in modo grossolano, è "scritto nel DNA". La maggioranza dei comportamenti animali segue questa regola. Le sole eccezioni sono i comportamenti appresi, ovvero, non "scritti nel DNA" ma appresi dall'interazione sociale con altri membri della specie, generalmente i genitori. Solo una ristretta cerchia di animali mostra comportamenti di quel tipo; essi sono accomunati da 3 caratteristiche: prole inetta (incapace di sopravvivere senza l'aiuto dei genitori), grande cervello e sistema sociale complesso (con almeno cure parentali intense). Noi esseri umani abbiamo queste tre caratteristiche, ed infatti molto del nostro comportamento è appreso. Lo stesso dicasi per le altre scimmie. Anche qualche altra linea di mammiferi, sebbene in modo più semplice, ha queste caratteristiche e mostra comportamenti appresi.
Come avrete intuito, quindi, sappiamo già con certezza che i dinosauri mesozoici NON avevano comportamenti appresi, dato che essi hanno tutti prole precoce o iperprecoce (che già alla nascita è capace di muoversi e nutrirsi da sola), cervelli relativamente piccoli. Non esistono prove di socialità complessa nei dinosauri, ma escludiamo comunque già così i comportamenti appresi, dato che i due fattori della precocità e delle dimensioni cerebrali appena citati già da soli escludono apprendimento. Pertanto, è inutile (e sterile) speculare su comportamenti appresi nei dinosauri mesozoici, tutto ci dice che essi avevano un repertorio istintivo innato codificato già dalla nascita: come muoversi, come cacciare, come riprodursi, come interagire coi simili.
Un altro tema sul comportamento dei dinosauri mesozoici è quali animali attuali siano i migliori esempi del comportamento delle specie estinte. Anche qui, la logica ci dice che se il comportamento è su base genetica, allora esso sarà simile a quello degli animali più affini (filo)geneticamente ai dinosauri: i rettili e gli uccelli, in particolare, i coccodrilli, i varanidi e i grandi uccelli terricoli, ovvero, le specie più simile come struttura cerebrale e metabolica ai dinosauri mesozoici. Cercare esempi in altri gruppi è molto poco sensato. Il comportamento, essendo su base genetica, ed essendo espressione della struttura del cervello, ed essendo derivato per adattamento del corpo, sarà simile a quello di animali con una base genetica simile, una struttura del cervello simile e adattamenti corporei simili. Pertanto, usare i mammiferi come analoghi comportamentali dei dinosauri è assurdo come usare una rana: la distanza genetica, cerebrale e anatomica è talmente grande che è impossibile che abbiano evoluto comportamenti simili.
Non so perché molti abbiano questa "ossessione dei mammiferi" quando parlano del comportamento dei dinosauri. Eppure, non succede mai il contrario: avete mai sentito uno che per spiegare il comportamento di Smilodon faccia riferimento al Varano di Komodo? No, perché tutti sappiamo che sarebbe insensato e ridicolo: varani e smilodonti sono troppo diversi in tutti i fattori chiave che plasmano il comportamento. Eppure, invertendo i termini, molti sembrano non notare l'assurdo, e pensano che un leopardo possa dirci qualcosa sul comportamento di Deinonychus. Qualcuno dirà che "vivendo in condizioni ecologiche simili, allora possono aver evoluto comportamenti simili", tuttavia, l'ambiente, per quanto possa incidere sull'evoluzione del comportamento, è un fattore secondario rispetto a quelli citati sopra (genetica, struttura del cervello e anatomia generale)... e comunque, bisogna prima dimostrare che l'ambiente di Deinonychus fosse simile come clima, vegetazione e catene trofiche a quello attuale del leopardo (e scommetto che erano molto diversi). Come dissi altrove, un casuario è un analogo comportamentale di Deinonychus molto più corretto: struttura anatomica e cerebrale sono molto simili (molto molto più che col leopardo), quindi è probabile che i due animali si comportassero in modi simili a livello generale (ovviamente, i dettagli non possono essere più identificati). Può non piacere come analogia, ma la paleontologia si basa sui fatti oggettivi, non sulle nostre inclinazioni soggettive.
Concludendo, la paleontologia e l'etologia ci permettono, se non proprio di sapere i dettagli fini del comportamento estinto, sicuramente di ricostruire le caratteristiche generali. Inoltre, un'applicazione corretta del metodo scientifico ci permette di scartare quei comportamenti che, per caratteristica cerebrale, anatomica e filogenetica, i dinosauri SICURAMENTE non avevano.

Tutto il resto che spesso si dice sui comportamenti dei dinosauri, è aria fritta.

4 commenti:

  1. Dunque non sono mai state trovate evidenze di prole inetta in dinosauri (mesozoici)?

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  2. Inizialmente si pensava che i giovanissimi Maiasaura rinvenuti nel famoso nido fossero inetti. Analisi successive hanno mostrato che le articolazioni delle ossa lunghe erano quelle tipiche dei giovani precoci.

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  3. Secondo me l'ossessione dei mammiferi deriva da una concezione tutta umana che ci porta a vedere loro come la massima espressione dell'evoluzione, e siccome i dinosauri erano molto evoluti allora per forza di cose dovevano essere simili ai mammiferi. A dire il vero questo mi da alquanto fastidio, non ho mai sopportato né l'idea che ci siano organismi più evoluti di altri (nel senso che se un organismo ha mantenuto caratteri primitivi è solo perché il suo ambiente non ha deciso altrimenti) né l'idea che un animale per essere considerato "migliore" debba in qualche modo somigliarci (omeotermia, cure parentali, intelligenza elevata...). Non mi fraintendere, io adoro i mammiferi (come tutti gli animali) e non ce l'ho certo con loro, ce l'ho con la visione chiusa e antropocentrica che ci porta ad etichettare ciò che ci circonda come migliore o peggiore.
    Tornando al post, non pensi che comunque potrebbero esserci stati fenomeni di convergenza comportamentale ?
    mi scuso per lo sfogo, ma a scrivere è un amante dei rettili che ha sempre dovuto difenderli contro coloro che ingiustamente li considerano esseri "inferiori".
    Simone.

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  4. No, non penso, proprio per quello che ho scritto nel post. I theropodi sono bipedi con fisiologia e sistema nervoso tra il rettiliano e l'aviano, non capisco come potrebbero evolvere comportamenti di quadrupedi con fisiologia e sistema nervoso mammaliano.

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