Pagine

18 dicembre 2008

Austroraptor: un dromeosauro "spinosauro-mimo" (Novas et al., 2008)

In paleontologia esiste una "legge ecologica" in base alla quale un evento di estinzione produce delle lacune ecologiche: queste verranno occupate dai sopravissuti, i quali, per convergenza adattativa, svilupperanno delle marcate somiglianze con i precedenti occupanti di tali lacune (o nicchie), pur non essendo necessariamente imparentati con loro.
La storia evolutiva del Cretacico Superiore della Patagonia è probabilmente il caso più interessante di questo fenomeno per quel che riguarda i theropodi.
Prima della crisi Cenomaniano-Turoniana, le faune sudamericane a theropodi di taglia medio-grande sono costituite da Spinosauroidi (Megaraptor, Irritator), Carcharodontosauridi e Abelisauridi "brachyrostri". Di questi tre gruppi, solo il terzo pare sopravvivere alla crisi Cenomaniano-Turoniana. Pertanto, è plausibile che a seguito di tale evento si siano liberate le nicchie ecologiche occupate da spinosauroidi e carcharodontosauridi (di qualunque tipo esse fossero, non mi interessa scendere per ora in quel dettaglio), pronte per essere rioccupate a patto che qualche gruppo tra i sopravvissuti fosse in grado di evolvere in quelle direzioni morfologiche.
La nicchia dei carcharodontosauridi potrebbe essere stata occupata, almeno in parte, da nuovi abelisauridi, i quali, disponendo già di numerosi caratteri simili ai carcharodontosauridi, si limitarono a sviluppare crani più allungati rispetto la condizione "brachyrostra": questa potrebbe essere una spiegazione della comparsa di abelisauridi tardo-cretacici con musi allungati, come Aucasaurus e Abelisaurus. Da notare, quest'ultimo è, assieme a Carnotaurus, il più grande abelisauride noto, ed è talmente simile nell'anatomia cranica ad un carcharontosauride, che per qualche tempo fu ritenuto membro di quest'ultimo gruppo. Abbiamo quindi visto che da un membro di un clade sopravvissuto si poté sviluppare un nuovo tipo di teropode simile per convergenza al gruppo estinto perché disponeva di caratteri anatomici simili, che poterono "facilmente" evolvere la convergenza.
E nel caso degli spinosauridi? Chi avrebbe potuto prendere il loro posto? Gli spinosauri sono caratterizzati da crani lunghi e bassi, e da numerosi denti conici privi di seghettatura. Queste caratteristiche erano presenti in un altro gruppo di teropodi patagonici dell'inizio del Cretacico Superiore, i dromaeosauridi unenlagiini (Buitreraptor). Quindi, non sarebbe bizzarro se gli unenlagiini, sopravvivendo alla crisi Cenomaniano-Turoniana, avessero sviluppato nel Cretacico Finale una forma gigante (per i loro standard), con un cranio straordinariamente simile a quello degli spinosauri.
Tutto il discorso che ho fatto sopra risulterebbe l'ennesima speculazione gratuita del sottoscritto, se non fosse che questo straordinario unenlagiino gigante con il cranio da spinosauride è stato pubblicato proprio questa settimana: Austroraptor cabazai Novas et al. (2008) dal Campaniano-Maastrichtiano dell'Argentina. Si tratta di uno dei più grandi dromaeosauridi noti, avente la stessa taglia di Achillobator. Il cranio è straordinariamente simile a quello spinosauridae, la dentatura pare un ibrido tra quella spinosaurina e quella baryonychina, e ciò è rimarcato da dettagli fini come l'angolazione del lacrimale e del postorbitale, nonché dalla presenza di scanalature longitudinali nei denti, un carattere noto solo negli spinosauri e nell'enigmatico coelurosauro patagonico Orkoraptor (anch'esso del tardo Cretacico: un altro possibile spinosauro-mimo?). E' chiaro che, qualunque fosse il regime alimentare spinosauride, Austroraptor aveva sviluppato adattamenti cranici analoghi: era perciò un dromaeosauride piscivoro? In ogni caso, a differenza di altri dromeosauridi basali, Austroraptor era un'animale prettamente terricolo: il rapporto omero/femore è il più ridotto tra i paraviali basali noti, e ricorda il processo di riduzione tipico degli uccelli non volatori. Non è improbabile che Austroraptor si comportasse come un marabù, od un becco a scarpa (Balaeniceps), che cacciano pesci e piccoli vertebrati terrestri utilizzando esclusivamente il lungo cranio. I dromaeosauridi basali più strettamente imparentati con Austroraptor sono piccoli taxa pennuti con lunghi arti anteriori, come Buitreraptor, Rahonavis e Microraptoria. Unenlagia è probabilmente una forma intermedia tra la condizione primitiva dei dromeosauridi, con adattamenti arboricoli-planatori, ed i predatori terricoli come Austroraptor. Un fenomeno analogo di "ritorno a terra" avviene, per convergenza, nell'altro gruppo di dromaeosauridi giganti con crani sviluppati, Dromaeosaurinae.

Ringrazio Lukas Panzarin per avermi inviato l'articolo.

Bibliografia:
Novas F.E., Pol D., Canale J.I., Porfiri J.D. & Calvo J.O., 2008 - A bizarre Cretaceous theropod dinosaur from Patagonia and the evolution of Gondwanan dromaeosaurids. Proc. R. Soc. B doi:10.1098/rspb.2008.1554

2 commenti:

  1. ritiro tutto sulla possibilità semiacquatica di tale animale: più lo vedo e più mi sembra uno spinosauride versione celurosauro. Avevo già supposto uno stile di vita simile a quello degli aironi per l'unenlagia, e questo nuovo ritrovamento non ha fatto che confermarmi la dieta piscivora in alcune specie di unenlaginae.

    RispondiElimina
  2. Effettivamente, la dentatura formata da piccoli denti conici privi di seghettatura è fortemente indicativa di un regime piscivoro. Difficilmente potrebbe essere adatto a lacerare carne (comprese la carcasse... dalle quali però comunque avrebbe potuto prelevare le interiora, forse aiutandosi con gli unguali del piede per aprire il ventre), per la quale è ideale un dente compresso e seghettato. Anche un regime insettivoro sarebbe plausibile con tale dentatura, tuttavia, data la taglia, è molto più sensato vederlo piscivoro. Altre potenziali prede, vive, sono i piccoli vertebrati (o esemplari molto giovani di grossi vertebrati), i quali, come accade con i grandi uccelli carnivori attuali con teste voluminose, probabilmente venivano afferrati ed ingoiati senza quasi alcuna masticazione. I miei analoghi attuali più plausibili per Austroraptor sono animali come il marabù o il becco a scarpa... ovviamente in versione alta 2 metri...

    RispondiElimina

I commenti anonimi saranno ignorati
-------------------------------------------------------------
Anonymous comments are being ignored
-------------------------------------------------------------